Greg Rzab.

Nato a Chicago si avvicina al basso elettrico all’età di quindici anni ascoltando gli album di Jimi Hendrix, Little Walter e Curtis Mayfield e ispirandosi allo stile di Jaco Pastorius e John Paul Jones.

Ispirato dall’esibizioni di Muddy Waters inizia a frequentare ogni club di Chicago, all’età di ventuno anni avviene l’incontro con Otis Rush che l’inserisce nella sua band la loro collaborazione durerà svariati anni,

Durante uno dei suoi show con Junior Wells avviene l’incontro con Buddy Guy, il loro sodalizio artistico durerà per ben dodici anni, parteciperà ai dischi “Damn Right I’ve got the Blues” (1994),

Il loro sodalizio artistico si interromperà in seguito all’offerta di John Mayall di seguirlo nel suo tour europeo tra il 1999 e il 2000.

Ha suonato con tanti molti artisti tra cui: Albert Collins, Luther Allison, Willie Dixon, John Lee Hooker, Hubert Sumlin, Junior Wells, Santana, Eric Clapton, Jeff Beck, The Allman Brothers Band, The Black Crowes.

Nel 2009 si unirà di nuovo alla band di John Mayall con il quale sarà presente anche nell’ultimo album del 2015 chiamato “Find A Way To Care”.

 

 

Ascolti consigliati:

 

Buddy Guy: Damn Right, I’ve Got The Blues.

Etichetta: Silvertone Records.

Uscita: 1994.

 

Otish Rus: Otis Rush: Ain’t Enough Comin’ In.

Etichetta: This Way Up.

Uscita: 1994.

 

Buddy Guy: Can’ t Quit The Blues.

Etichetta: Silvertone Records.

Uscita: 2006.

 

John Mayhall: Tough.

Etichetta: Eagle Records.

Uscita: 2009.

 

John Mayhall: A Special Life.

Etichetta: Forty Below.

Uscita:2013.

 

John Mayhall: Three For The Road.

Etichetta: Forty Below.

Uscita:2018.

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100 Dischi di Blues: Johnny Winter – Johnny Winter.

Secondo album in studio del 1969 di Winter registrato a Nashiville  uscito per la Columbia  e che contiene una delle canzoni più belle di tutto il suo repertorio “Leland Mississipi Blues”, io sono particolarmente interessato all’album al quale hanno partecipato Tommy Shannon e Willie Dixon…

Gran bel disco a mio avviso tra i migliori di Johnny..

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Tom Waits Blues. – Claudio Chianura

Claudio Chianura pugliese nato a Sava vicino Taranto nel 1959 e residente a Milano dove è attivo nel campo dell’editoria musicale collaborando e scrivendo per riviste specializzate musicali, produttore discografico e promotore di musica contemporanea, fondatore di due riviste specialistiche “Auditorium” nel 1989 e “Insound” nel 2005 con la collaborazione del fratello Piero dalla quale nascerà anche il “Trofeo Insound”.

Questo libro di 128 pagine uscito per l’Auditorium nel 2009 è la biografia del cantante Tom Waits, la cui vita viene descritta all’interno di queste pagine e come detto dall’autore tutto ciò che qui è descritto è puramente la verità, il libro non è certo il primo scritto su questo storico artista i cui fans potranno affiancare ad altri lavori sulla sua vita usciti per Arcana Edizioni o Giunti Editore.

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100 Dischi di Blues: I’m a Bluesman – Johnny Winter.

Bell’album di Johnny Winter del 2004 fatto di cover e originali, uno degli ultimi della carriera di Winter ma sempre piacevole da ascoltare.

L’album come dice il titolo è incentrato sul blues e rispecchia molto i  suoi lavori iniziali, nello stesso anno di uscita 2004 viene nominato per il grammy nella categoria  Best Contemporary Blues Album, un buon lavoro non paragonabile ai vecchi album ma neanche da ignorare.

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Alias I. Tutte le canzoni di Dirk Hamilton 1966-2009.

Questo libro uscito per l’editore Fernandel nel 2009 ci introduce al personaggio di Dirk Hamilton famoso artista di origini italo-americane con all’attivo vari dischi e un carriera musicale che inizia nel lontano 1976, nato nello stato dell’indiana ma cresciuto nel North Carolina.

Dirk molto amato in Italia dove sin dagli anni 80 nel 2004 incontra la band chiamata “the Bluesman” con la quale inizierà una collaborazione sotto il nome “Dirk Hamilton and the Bluesman” che li porterà in tour per ‘ Italia e alla realizzazione del disco Sweatshop Piñata.

Il libro è il classico modello con le canzoni originali e relativa traduzione a fronte dall’inglese, il tutto accompagnato da un’introduzione con annessa una discografia dell’artista e relativa intervista al cantante, visto la data di uscita del libro penso oramai sia già da tempo in mano ai suoi fans.

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100 Dischi di Blues: Hard Again – Muddy Waters.

Uscito nel gennaio del 1977 e prodotto da Johnny Winter è il primo album uscito con la Blues Sky per Waters dopo la chiusura della Chess Records ed è considerato quasi un ritorno alle origini per il chitarrista.

Concordo pienamente con quest’idea infatti non ho mai apprezzato “Elettric Mud” o “After the Rain”,secondo me troppo lontani dai suoni che adoro di questo chitarrista..comunque alla fine sono sempre gusti..

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100 Dischi di Blues:Willie’s Blues – Willie Dixon.

Album di debutto di Willie Dixon del 1959 con il pianista Menphis Slim, tutte tracce sono scritte da Dixon tranne un paio scritte appunto dal Slim.

L’album è stato pubblicato con la Prestige Bluesville  e registrato al Rudy Van Gelder’s studio a Englewood Cliffs, in New Jersey, nel 1992 l’album è stato ristampato in cd dalla label inglese Chardy.

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Tommy MacDonald.

Tommy MacDonald è cresciuto in una piccola città sulla costa del sud del New Jersey,  All’età di 6 ha iniziato a studiare pianoforte fino all’età di 9 anni, a 10 iniziava con la chitarra acustica come autodidatta cercando di suonare gli accordi di base e le canzoni che sentiva alla radio.

Negli anni del  liceo era molto abile con la chitarra, successivamente si dedica a suonare il basso e ben presto ha inizia a suonare  in varie band, esibendosi in vari  club e locali, nel 1979 si trasferisce a Boston per studiare al Berklee College of Music, dove si laurerà nel 1983 in teoria e composizione, passerà i successivi due anni post laurea a suonare in oltre 40 band del territorio.

Nei cinque successivi collabora con diversi nomi importanti quali Bo Diddley, Martha Reeves & The Vandellas, The Chiffons, The Drifters, and Kate Taylor, the sister of James Taylor, sarà anche membro della band “TH & the Wreckage” la quale riscuoterà un discreto successo nel territori0 di Boston suonando in tutti i club locali ed essendo passata in radio quali la WBCN-Boston e molte altre.

Nel 1996 si sposterà a Nashville per proseguire al sua carriera arrivando a suonare con David Lee Murphy, nello stesso tempo svolge attività di session man per molti studi registrando tracce e demo vari comparendo anche su album di artisti quali i Lynyrd Skynyrd e Tim McGraw.

Negli ultimi anni partecipa all’album “I’m a Bluesman” di Johnny Winter del 2004, e ‘2120 South Michigan Avenue” di George Thorogood & The Destroyers, sarà presente negli ultimi album di Buddy Guy “Living Proof’”, “Live At Legends” e il doppio album ‘Rhythm & Blues’ del 2010.

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100 Dischi di Blues:Driving Towards the Daylight. – Joe Bonamassa.

Questo disco di Bonamassa del 2012 è stato insieme a “The Ballad o John Henry” uno dei primi ascolti di questo guitarman e resta ancora uno dei miei dischi preferiti.

Adoro Dislocate Boy come canzone così come la titletrack, e le restanti sono ottime reinterpretazioni di Robert Johnson, Willie Dixon, Howln’ Wolf, Tom Waits e altri ancora, devo dire che con Bonamassa difficilmente sono rimasto deluso da un disco ma questo lo adoro particolarmente perciò per coloro che non l’avessero mai ascoltato vi consiglio di farlo.

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Black Music. Amiri Baraka

Uscito per l’editore Shake nel 2012 questo libro di Amiri Baral già autore del “Popolo del Blues”,  ci racconta l’evoluzione della musica blues e sopratutto jazz attraverso personaggi di spicco del genere quali Miles David, John Coltrane,  Sun Ra e molti altri.

Barak da sempre grande difensore dei diritti degli afromericani,  promotore della loro cultura tramite le sue opere letterarie  ma anche grande appassionato di jazz in questo libro porta alla luce un concetto semplice con il non mi stancherò mai di concordare, ovvero che il blues come il jazz e tutta la musica afroamericana sono il simbolo di punta dell’ autonomia socioculturale nera.

Tramite l’ingegno musicale di quelli artisti del Delta dee Blues, di Chicago, New Orleans Mephis fino ad arrivare alla Motown di Detroit, la popolazione degli afroamericani d’america ha potuto uscire dallo schiavismo, dalla ghettizzazione sociale e religioso impostagli da una società che per troppi anni ha schiavizzato moralmente un popolo il cui unico difetto è stato quello di avere un colore diverso della pelle.

Il libro è ovviamente più incentrato sul jazz che sul blues, ma è sempre un notevole saggio sulla musica nera da poter affiancare all’altro libro dell’autore.

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Amazing Grace. Walter Gatti.

L’autore  giornalista di musica, ha lavorato a “Il Sabato”, “King”  “Panorama”, “RadioRai”, “Vogue”, «Sette» del «Corriere della Sera», “Il Blues”, chitarrista da sempre appassionato di rock, southern rock e blues,  è stato docente di scienza delle comunicazioni all’Università di Firenze, e tra i fondatori del Centro internazionale della Canzone d’autore dell’Università di Bologna.

Uscito per l’editore Itaca nel 2010 per il quale ha scritto anche “Help! Il grido del rock” nel 2012, questo libro di 264  è un viaggio di quattro secoli di musica alla scoperta o eventuale approfondimento della musicalità della popolazione nera, con un linguaggio semplice ma tecnico descrive oltre 400 anni di evoluzione musicale dalla piantagioni all’Inghilterra.

Il prezzo è molto contenuto per chi volesse iniziare a comprendere meglio l’evoluzione della musica nera nel corso degli anni, magari integrandolo a quello del rock scritto sempre dallo stesso autore.

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Enciclopedia Illustrata del Jazz e del Blues. Howie Mendel.

Howie Mendel nasce a Chicago, scrittore,autore e editore per National Public Radio, giornalista freelance e presidente di Jazz Journalists Association un associazione senza fini di lucro il cui scopo è la promozione del jazz nelle sue varie forme, insegnante presso la New York University e autore di svariati articoli per riviste e siti web.

Nel 2006 esce l’adattamento italiano del suo libro pubblicato dall’editore Logos, il libro si divide in varie aree suddivise in decenni e precedute da un introduzione al periodo storico di riferimento, nelle successive ovvero “Artisti di punta ” e “Temi e Stili” vengono definiti rispettivamente i grandi personaggi che hanno contribuito allo sviluppo di questi stili in una dettagliata biografia e lo stile legato al decennio di riferimento il tutto correlato da molte interessanti fotografie.

Un libro di 352 pagine di storia, fotografie e stili musicali per questa introspezione sulla musica jazz e blues.

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100 Dischi di Blues: King of the Slide Guitar – Elmore James.

Il titolo dice tutto sull’argomento..raccolta dedicata a Elmore James del 1992 con molti dei successi di colui che è stato definito appunto il Re dello slide guitar.

Fonte d’ispirazione per Muddy Water, Howlin’ Wolf, Albert King, Steve Ray Vaughaun e moltissimi altri, famosissimo per la sua “Dust My Broom” che dava il nome al suo gruppo “The BroomDusters”, questo disco può rappresentare un buon inizio alla comprensione del suo stile.

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100 Dischi di Blues: a Briefcase full of Blues – The Blues Brothers.

Il primo album dei Blues Brothers registrato live all’ Universal Amphitheater a Los Angeles quando la band apriva lo show per il comico Steve Martin, il disco contiene varie cover di pezzi blues e soul degli anni 50/70.

Questo è il disco che precede il film di John Landis, anche se molti sicuramente conosceranno di più la soundtrack del primo film con tutte le canzoni conosciute a tutti,  all’epoca il successo del disco raggiunse la prima posizione nella Billboard 200 nel 1978 vendendo quasi 3.5 millioni di copie a detta di Dan Aykroyd.

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