Ten Years after – Cricklewood Green. (1970)

Uscito nell’Aprile del 1970 per la Deram e l Chrysalis, registrato nel 1969 presso gli Olimpus Studio di Londra e prodotto dallo stesso Alvin Lee l’album è noto per contenere uno delle loro hit “Love me like a man”.

Le canzoni sono scritte tutte da Alvin Lee pe un totale di quasi 40 minuti di Blues Rcok phychedelico, anceh questo discreto disco di questa band pioniera del British blues Rock.

Buon ascolto.

Ten Years After – SSSh

Nell’agosto del 1969 esce il terzo albumd dei Ten Years after dopo il successo di Stonedhenge registrato ai Morgano Studios a Londra nell giugno dello stesso anno, l’album vine prodottoda Chris Whright cofondatore delle Crysalis Record.

L’album che si piazzerà al 20 posto nella classifica Billboard Usa e al quarto in quella inglese contiene otto trace tra cui la cover di Sonny Boy Williamson “Come On little School Girl” per un totale di 35 minuti, io l’ho ascoltato in successione rispetto al precedente e devo dire che preferisco di gran lunga Stonedhenege.

Questione di gusti …

Ten Years After. – Stonedhenge. (1969)

Secondo Album dei Ten Years After è affermazione sul mercato del loro successo, l’album sempre pubblicato dalla Deram esce appunto nel 1969 anno di Woodstock, grazie a questo album che ebbe un discreto successo in Inghilterra che vennero prima invitati al Newport Jazz Festival.

L’album contiene le canzoni Hear me Calling primo singolo dell’album e I’m going Home che ebbe un discreto clamore nella loro esibizione di Woodstock, l’abum registrato  a  settmebre del 1968 sempre presso gli Studi Decca e prodotto questa volta dal solo Mike Vernon esce sul mercato nel febbraio del 1969, con du diverse copertine per il mercato inglese (quella con Stonededge) e quella per il mercato ngeli USA uguale poi alla ristampa deluxe del 2002.

La copertina del disco inglese.

Ten Years After album. (1967)

Album di debutto per la formazione dei Ten Years After, forse storicamente il primo Blues rock Album uscito in Inghilterra, la formazione vedeva Alvin Lee chitarra/voce , Leo Lyons al basso, il batterista Rick Lee insieme a Chick Churchill all’organo.

Il gruppo prima di prendere questo nome sostituendo quello proposto dal manager Chris Wright “Blues Yards” con il quale si esibirono al Marquee Club come spalla dei Bonzo Dog Doo-Dah Band, l’album contiene otto canzoni tra cui la cover di Spoonful scritta da Willie Dixon per Howlin’ Wolf.

L’album prodotto da Mike Vernon (Eric Clapton, John Mayhall, Fleetwood Mac, Peter Green) e  Gus Dudgeon Eelton John) esce per la Deram Recors, sussidiaria della Decca records presso i quali studio l’album viene registrato nel settembre del 1967 e uscirà nel mese di ottobre.

Album di inizio di uno dei miei gruppi Blues Rock preferiti a cui consiglio a tutti l’ascolto.

 

David Gernstein – Jazz.

La musica come amo ripetere è l’arte che più di ogni altra mi appassiona e riempe i miei giorni, ma non è certamente l’unica come molti sono un’appassionato della lettura che spesso accompagno all’ascolto dei vari dischi, fra le altre adoro la pittura e giusto oggi ho scoperto vari artisti che hanno omaggiato la musica Blues/Jazz attraverso le loro opere.

Ho pensato di iniziare con questo artista di cui mi sono informato un pò dopo averlo conosciuto tramite Facebook, bene adesso oltre agli album fotografici posso dilettarmi ammirando vari dipinti anche se per ora sul pc, il primo artista con cui vorrei iniziare e David Gernstein che ho conosciuto tramite Facebook grazie a Tânia Maron.

David Gerstein, nato nel 1944 a Gerusalemme, ha studiato presso le più prestigiose scuole d’arte del mondo come: l’Accademia Bezalel di Gerusalemme, le Belle Arti di Parigi, l’Art Student League di New York e, infine, la famosa Scuola di St Martin Di arte a Londra, Pittore e scultore di grande talento, David Gerstein cerca di estendere i limiti della pittura nella struttura tridimensionale dei suoi famosi murales.

Queste sono l’immagini della sua galleria consultabile sul suo sito web, questi non sono dipinti ma sculture sul muro anche se dell’artista ho trovato alcuni dipinti relativi anche al Blues.

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Leo Lyons (Ten Years After & Hundred Seventy Split).

In occasione del suo 73 compleanno una bella interivista ad un grande esponente del Blues Rock Inglese Leo Lyons, classe 1943 Mansfiled un nome che per me nel genere ha la stessa importanza di  Mayall o Clapton nell’ambiente…ma ovviamente questa è una mia opinione.

Un’intervista presso la Warwickin occasione del suo 73 compleanno il 30 novembre del 1943,  da ascoltare per qualsiasi amante del genere e del basso.

Darker Than Blue: Curtis Mayfield (1995).

Per saperne di più sulla vita di Curtis Mayfield oltre che al bel libro della Soulbooks per chi come ripeto è fortunato e capisce l’inglese ma non ha voglia di leggere può vedersi su youtube questo bel documentario sulla sua vita.

Phil Campbell And the Bastard Sons (EP).

Andiamo un momento indietro negli anni fino al 1984, Brian Robertson lascia i Motorhead dopo essere entrato da appena un’anno in sostituzione di Fast Eddie  Clark e Lemmy apre l’audizioni per un nuovo chitarrista la scelta ricade su due persone Philip Anthony Campbell “Wizzo” e un’altro tale Michael “Wurzel” Burston.

Quest’anno è l’uscita di No Remorse una delle raccolte più belle di tutta la band, dopo il successivo tour Phil rimarrà accanto a Lemmy per più tempo di chiunque altro tanto, da vero fan so che i Motorhead non potevano mai esistere senza Lemmy Kilmister ma immaginarli negli anni senza Phil Campbell sarebbe stato davvero brutto, per fortuna tutto questo non è successo e il chitarrista di Pontypridd nel Galles ha continuato a suonare nei Motorhead fino alla fine.

Phil Campbell, quel ragazzino che all’età di 12 anni riceve l’autografo dello stesso Lemmy ai tempi degli Hawkwind all’età di 61 anni riparte con un progetto che tira dentro i tre figli Todd alla chitarra, Tyla al basso e Dane alla batteria e Neil Starr alla voce, con i suoi “figli bastardi” esce sul mercato nel 2016 con un ep contenente cinque canzoni che ho apprezzato veramente.

Phill Campbell and th Bastard Sons sono già venuti in Italia e mi spiace averli persi visto che la loro esistenza è quello che più di vicino mi è rimasto dopo il 28 Dicembre del 2015, ho visto la scaletta e come logico aspettarsi includeva pezzi dei Motorhead, spero che con l’uscita dell’album possa ascoltarli finalmente con altre canzoni dal vivo..senza però mai sicuramente dimenticare di omaggiare Lemmy visti i 32 anni passati insieme a suonare e comporre.

Curtis Mayfield – Impressioni di Chicago. Carlo Bordone.

Il successo maggiore  di Curtis Mayfield viene associato all’album SuperFly colonna sonora dell’omonimo film del 1972 diretto da Gordon Parks Jr. e tipico esempio del cosiddetto genere della  Blaxploitation unione tra black (nero) ed exploitation (sfruttamento) che è stato un sottogenere di film a basso costo dai contenuti alquanto che nacque negli Stati Uniti nei primi anni settanta nei quali gli attori erano afroamericani così come i registi, e avevano inoltra la caratteristica di avere come colonne sonore appunto canzoni funk oppure soul.

Nato a Chicago, 3 giugno 1942  è stato un cantante, chitarrista e compositore statunitense e anche bassista tanto per ricordare, inizia la sua carriera nel 1958 negli Impressions che lascerà nel 1970 ma senza aver rilasciato insieme alla band pezzi quali For Your Precious Love e Gypsy Woman e sopratutto We’ re a winner che divenne l’inno segreto del grido di rivolta del potere nero in quegli anni.

Gordon Parks Jr. regista simbolo della Blaxploitation autore del film Shaft il Detective e del suo continuo Shaft colpisce ancora, si e per capirsi il film con Samuel Jackson è un remake del primo, lo utilizza per la colonna sonora del suo film permettendogli di rimanere nella storia della musica anche per questo fattore nonostante tutto l’album non ne  avesse bisogno perché rimase quattro settimane nella Billboard 2000 al primo posto, inquadrato poi nel genere scrisse altre due colonne sonore per il film “Claudine” cantata da Gladys Knight and the Pipes, e per “Sparkle” cantata dall’immensa Aretha Franklin.

Un carattere forte che amava la musica e che non si fermò neanche dopo la tragedia che lo paralizzo dalla vita in giù rendendolo completamente paralizzato, ma nonostante tutto continuò a voler cantare andando incontro ai terribili dolori che l’ accompngnavano nel farlo, neanche la successiva amputazione della gamba destra riuscì mai a fargli abbandonare la musica.

Questa è l’artista che troverete nelle pagine di questo sesto volume della Soulbooks scritto da Carlo Bordone, torinese laureato in filosofia e autore e traduttore di svariati libri e testi per l’ Arcana edizioni e l’editore Giunti, collaboratore di varie riviste quali il “Mucchio Selvaggio”, “Mucchio Extra”,  “Il Fatto Quotidiano” e “Rumore”, tutto questo nelle solite 140 pagine che formano i libri della collana delle editore Volo Libero.

A dire tutta la verità di questo artista ne conosco poco, a parte e il suo nome l’ ho sempre collegato unicamente alla colonna sonora del film le cui scene il mio neurone stupido sta facendo fatica a recuperare tranne per lo stereotipo tipico di quei film del venditore di droga di colore tutto rivestito di pelliccia anche d’ Agosto, questo libro può far luce su una persona che non era solo un musicista compositore ma come altre persone di colore ha lasciato un’impronta culturale ben definita tramite la sua arte all’affermazione della cultura e dei diritti delle persone di colore fino al giorno della sua morte avvenuta il 26 Dicembre del 1999 a Roswell in Georgia.

Alfred Elkins.

Nasce il 16 Agosto del 1910 in Arkansas, è stato un bassista blues per lungo tempo, attivo  dai primi anni 1930 alla fine degli anni ’50, Ha trascorso gran parte della sua carriera a Chicago e ha suonato e registrato per  Memphis Slim, Howlin ‘Wolf,  Sonny Boy Williamson, Memphis Minnie, Big Maceo e Tampa Red. Come molti dei più grandi musicisti di blues in città durante gli anni ’30 e ’40, ha lavorato molto attraverso le attività produttive di Lester Melrose e si è trasferito alle sessioni di Chess Records una volta che quest’ultima etichetta è nata.

Il suo lavoro più sentito oggi è costituito dalle registrazioni con Wolf di Howlin con il quale ha partecipato alla seconda metà degli anni ’50, compresa la classica versione dello studio del 1957 di “Sittin ‘On top of the World”, viene spesso utilizzato specialmente da Howlin’ Wolf come alterantiva a Willie Dixon quelle volte che Dixon non era disponibile,  è stato insieme a Leonard Castone e Ollie Crawford membro dei “The Rhythm Rascals Trio” che rimangono attivi nei primi anni 40.

La mia sfortuna e che non sono riuscito a trovare alcune fotografie di questo bassista,..se le avete mandatemele !!!

 

Nina Simone. Il piano. La voce e l’orgoglio. Gianni del Salvio.

Quarto libro della serie Soulbooks scritto da Gianni del Salvio, questo è il secondo libro che trovo sulla vita di Nina Simone oltre al precedente scritto da David Brun Lambert per la Feltrinelli.

L’autore si appassiona alla musica nera verso gli anni 50, da allora il suo contributo alla diffusione di quella passione, cultura e musicalità passa attraverso la radio, collaborazioni varie tra fanzine, giornali, presentazioni letterarie, collaborazioni con vari Festival tra cui quello di Porretta.

Descrivere una figura come quella di Nina Simone è impegnativo, e l’autore si propone di farlo nelle ormai classiche 144 pagine che formano i libri della collana Soulbooks, come già detto personaggio importantissimo sia sul lato delle capacità canore che nell’attivismo nella lotta per i diritti civili della gente di colore.

Questa era Nina Simone, un talento immenso fermato solo dal colore della sua pelle così impegnata nei diritti sociali e nell’assidua lotta contro il razzismo che la vedranno costretta addirittura a lasciare gli USA ma non prima di aver pubblicamente espresso il suo dissenso verso il governo americano ritenendolo non interessato a risolvere i problemi di razzismo che permeavano il paese.

Nella collana  Soulbooks dell’editore Vololiberto compare un’altro bel libro ad omaggiare una grande artista e attivista dei diritti civili, ovviamente reperibile su tutti gli store online o in libreria.

 

Blues You Can use – – Jack Meyers “One Room Country Shack”.

Interessante articolo di Ed Friedland, il secondo apparso su Basspalyer.com riguardo lo stile di Jack Meyers, bassista per molti artisti di cui tanto per ricordane uno Buddy Guy.

L’articolo può essere consultato su questa pagina.