Blind Blake

Le origini di Blind Blake pseudonimo di Arthur Blake sono incerte, cieco dalla nascita nato da Winter e Alice Blke sembra nell’area di Jacksonville, in Florida, alcune fonti indicano che plotrebbe essere potrebbe invece cresciuto in Georgia.

Sul certificato di morte viene indicata come città di nascita Newport News in Virginia, Le informazioni che abbiamo sulla vita di Blind Blake sono a dir poco irregolari.

Cieco sin dalla nascita, Blake iniziò presto a guadagnarsi da vivere suonando la chitarra agli angoli delle strade, nei vari locali e addirittura nei vari medicine show, si è subito fatto un nome a livello regionale ed è stato in effetti uno dei musicisti itineranti più noti infatti trascorrendo un lungo periodo ad Atlanta nei primi anni ’20, fu quando si diresse a Chicago nei primi anni 1920 che Blake divenne una figura chiave nella scena del blues.

Mayo Williams, un imprenditore nero con un occhio attento per i talenti del Sud, agiva ufficiosamente come scout per la Paramount Records, quando un commerciante di Jacksonville attirò la sua attenzione su Blind Blake, Williams non perse tempo nel fargli firmare un contratto discografico per la Paramount nel 1926.

La prima uscita di Blake per l’etichetta con sede nel Wisconsin, il celebre singolo Early Morning Blues / West Coast Blues, fu un successo istantaneo, Blake fu visto per la prima volta a Chicago a metà degli anni 1920. Si presume che la sua data di nascita sia tra il 1895 e il 1897, poiché l’unica foto esistente di Blind Blake, scattata alla sua prima sessione della Paramount nell’agosto 1926, mostra un uomo di circa trenta anni.

Il successo con la Paramount lo porta ad incidere circa una ottantinca di pezzi con l’etichetta, molte delle registrazioni fatte da Blind Blake furono scelte come esecuzioni classiche di primi blues, troppe per essere elencate in dettaglio, tra i brani che spiccano si includono “Early Morning Blues”, “Too Tight”, “Skeedle Loo Doo Blues”,  “Southern Rag”, “Diddie Wa Diddie”, “Police Dog Blues”.

Oltre ai suoi dischi, Blake suonava anche la chitarra con altri artisti della Paramount, nomi del calibro di Papa Charlie Jackson e Gus Cannon, i cantanti Ma Rainey e Ida Cox e il pianista Charlie Spand.

La caratteristica più schiacciante degli oltre 80 registrazioni con la Paramount sono la sua diversità, classici del Piedmont Blues, brani skiffle e ragtime, molte delle melodie originali di Blind Blake sono ormai standard country-blues.

Blake andò in tournée con lo spettacolo vaudeville “Happy-Go-Lucky” tra il 1930 e il 1931 prima di tornare negli studi della Paramount a Grafton per la sua ultima sessione di registrazione nel 1932, questa si rivelò la fine della carriera.

E’ difficile trovare informazioni attendibili sulla vita di Blind Blake, si sa poco o nulla della sua morte, nessuno ha mai saputo cosa veramente successe dopo l’ultima sessione della Paramount, ci sono voci sul fatto che Blake sia stato assassinato o che sia caduto vittima del alcolismo. che sembrano aver imperfetto le sue registrazioni successive.

Nell’aprile del 1933 fu ricoverato in ospedale con polmonite e non si riprese mai completamente, Il primo dicembre del 1934, dopo tre settimane di sofferenza si spegne a causa di un’emorragia polmonare, morendo per strada sull’ambulanza chiamata dalla moglie Beatrice.

Pink Anderson

Nasce il dodici febbraio del 1900 a Laurens nella Caolina del Sud, ma cresce nelle vicine città di Greenville e Spartanburg.

Da giovane si unisce presto al medicine show del dottore William R. Kerr della Indian Remedy Company, intrattenendo il pubblico mentre il dottore cercava di vendere qualche unguento dalla capacità di cura miracolose.

Più tardi si unisce allo show di Leo “Chief Thundercloud” Kahdot, dove incontra il bluesman e armonicista Peg Leg Sam, inizia però la sua carriera dopo che il folklorista Paul Clayton lo scopre.

Grazie a lui incide vari album e partecipa a vari tour, ma la sua attività non sarà molto longeva, a causa di un ictus verso la fine degli anni sessanta si vide costretto ad interrompere il suo girovagare in tour.

Nel frattempo nel 1963 effettua un cameo nel file “The Bluesman”, il suo ultimo tour avviene alla fine del 1970 su pressione di uno dei suoi studenti Roy Book Binder che lo accompagnò nelle tappe di Washington e Boston.

Morirà nell’ottobre del 1974 a causa di un infarto, il suo retaggio arriverà con il tempo ad un artista di nome Syd Barrett che uitlizzerà come omaggio il nome Pink per la sua futura band chiamata Pink Floyd.

 

Robert Hicks

Nasce a Walnut in Gerogia, i suoi genitori Charlie e Mary Hicks erano contadini, insieme al fratello viene iniziato allo studio della chitarra in giovane età, partendo con la chitarra a 6 corde per poi passare a quella a dodici corde quando si sposterà ad Atlanta.

Conosciuto con il soprannome di Barbecue Bob perché oltre che a suonare lavorava come cuoco in un ristorante barbecue, fu proprio lavorando al Tidwell ‘s Barbecue che capito agli occhi del talent scout dell’Atlanta Dan Hornsby.

Durante la sua breve carriera, Hicks ha registrato vari 78 giri, Il suo primo “Barbecue Blues” fu registrato nel marzo del 1927, Il disco vendette rapidamente 15.000 copie e lo rese per un periodo l’artista più venduto della Columbia.

Nella sua seconda sessione di registrazione, a New York City nel giugno del 1927, registrò “Mississippi Heavy Water Blues”, una canzone ispirata all’inondazione del Mississippi del 1927, questa canzone e le sue altre uscite diverrano popolari e i suoi dischi vendevano più di tutti gli altri musicisti di blues di Atlanta.

Barbecue Bob ha anche registrato come membro dei Georgia Cotton Pickers nel dicembre del 1930, un gruppo composto da Bob, il chitarrista Curley Weaver e il suonatore di armonica Buddy Moss, come gruppo hanno registrato una manciata di parti, incluso il loro adattamento di “Diddie Wa Diddie” e “Sitting on Top of the World” del Mississippi.

Hicks morì a Lithonia, in Georgia, a causa di una combinazione di tubercolosi e polmonite causata dall’influenza che contrasse, all’età di 29 anni, il 21 ottobre 1931.

 

Le origini del Piedmont Blues.

Lo scrittore Bruce Bastin ha coniato la frase Piedmont Blues per descrivere quel genere di muisca Blues che nasce dalla pianura costiera che si estende delle colline vicino alla catena montuosa degli Appalachiane fino ad arrivare all’Atlantico, dalla Virginia fino alle Carolina, e dalla Georgia fino alla Florida.
Conosciuto anche come East Coast Blues, si caratterizza dall’uso prevalente dell’uso della tecnica finger-style e da ritmi che hanno subito l’influenza musicale di altri generi quali il ragtime e la stessa musica country.
Tutti coloro che sono appassionati di Blues conoscono i lavori e l’opere di Alan Lomax che ha contribuito a registrare, diffondere e conservare la natura folkloristica della musica americana e ovviamente il Blues rientrò in queste sue opere, ma quando parliamo di Piedmont Blues la figura di archivista e divulgatore principale di questo stile è stata quella di Peter B. “Pete” Lowry.
Nato a Montclair, nel New Jersey il primo aprile del 1941, frequenta la Deerfield Academy e poi la Princeton University, dove si specializza in scienze biologiche.
Insegna biologia per alcuni anni dopo aver conseguito un master in zoologia, ha spostato la sua attenzione verso la musica Blues e verso il Jazz.
Scrittore, produttore discografico, etnomusicologo, storico, fotografo, musicologo forense e insegnante si occupò dei vari aspetti della musica popolare, principalmente quella afroamericana.
Lowry ha viaggiato negli Stati Uniti sudorientali per oltre un decennio negli anni ’70 e ’80 facendo registrazioni sul campo e altre ricerche nella regione del Pidemont fino ad arrivare in Virginia, passando dalla Georgia fino alle due Caroline, tramite interviste, fotografie e registrazioni di musicisti blues e gospel tra il 1970 e 1980, ha documentato questo stile di Blues per farlo arrivare alle nostre generazioni.
Dopo un decennio passato a registrare, documentare e archiviare musica, collabora proprio con Alan Lomax per due anni presso la Libreria del Congresso Americano, tutto il suo materiale così come quello di Lomax è ormai parte del patrimonio culturale americano deopositato e registrato presso la sezione American Folklife Center della libreria del Congresso.
Lowry ha scritto di per varie riviste del settore quali le inglesi Blues Unlimited, Blues & Rhythm (UK), Juke Blues (UK) e le americane Cadence, Jazz Times, la sua attività di divulgatore è ancora oggi attiva, la sua collaborazione con il collega Bruce Bastin farà si che entrambi prendano il merito per aver coniato il termine Piedmont Blues.
Questo genere di Blues vanta tra i suoi artisti principali nomi quali Blind Blake, il suo esponente più noto, ma anche Blind Boy Fuller, Gary Davis, Etta Baker, Buddy Moss, Josh White, Scrapper Blackwell, e moltissimi altri.

Lonnie Donegan: il Re dello Skiffle.

Ogni re indossa la sua corona, così nella vita così come nella Musica, e proprio nella Musica di esempi ne abbiamo parecchi.
Basti pensare ad Elvis che è stato il Re del Rock ‘N’ Roll, al triumvirato dei tre Re del Blues che sono B.B. King, Freddie King e Albert King, e Lonnie Donegan più di ogni altro è stato il maggiore esponente delle Skiffle diffondendolo nel Regno Unito a suon di canzoni.
Anthony James Donegano nasce a Glasgow il ventinove aprile del 1932, figlio d’arte in quanto il padre di origini scozzesi suonava nella Scottish National Orchestra mentre la madre era di origini irlandesi.
Da bambino si dedica agli ascolti dello Swing e del Jazz, innamorandosi della chitarra Blues e Country tra i suoi ascolti preferiti vi sono il cantante compositore Josh White e il compositore Frank Crumit.
Si compra una chitarra all’età di quattordici anni ed inizia i suoi studi musicali, le sue capacitò di strumentista lo portarono già verso la fine degli anni quaranta a frequentare vai jazz club di Londra.
La sua prima frequenza presso una vera band avviene con quella di Chris Barber, futuro organizzatore dei tour inglesi dei Bluemen Big Bill Bronzy ma soprattutto di quello di Muddy Waters, a Barber era giunto all’orecchio delle capacità di Donegan come suonatore di banjo, ma a doverla dire tutta Lonnie non era ancora in grado di suonar il banjo e la sua assunzione nella band di Barber avvenne più in virtù delle sue qualità da sviluppare ed alla sua personalità che per virtù tecniche sullo strumento.
Barber non si era sbagliato e Donnie divenne un eccellente suonatore di banjo oltre che di chitarra, la sua permanenza all’interno della jazz band si protrasse fino all’obbligo del servizio di leva che svolse a Southampton, ma anche in questo periodo il suo talento lo porto a suonare come batterista per la Ken Grinyer’s Wolverines Jazz Band presso un pub locale.
In onore a Lonnie Johnson, Donegan cambio il suo nome, apri pee Lonnie Johsnon alla Royal Albert Hall nel 1952 con i suoi Tony Donegan Jazzband.
Nel 1954 Chris Barber chiede a Ken Colyer noto trombettista di ricoprire questo ruolo nella sua band, Colyer era appena uscito di galera per problemi riguardanti l’immigrazione, accettò di buon grado e rinominarono il gruppo in Ken Colyer’s Jazzmen
Mentre era nei Kenmen di Jazz Colyer con Chris Barber, Donegan cantava e suonava la chitarra e il banjo, iniziò a suonare con altri due membri della band durante gli intervalli, questi intervalli verranno nominati ” skiffle break”, nome suggerito dal fratello di Ken Colyer, Bill.
Donegan suonava canzoni folk e blues di artisti come Lead Belly e Woody Guthrie, questa pausa divenne popolare all’epoca tanto che decise di registraere “Rock Island Line” brano di Leadbelly, a cui seguì anche la creazione di un album completo intitolato “An Englishman Sings American Folk Songs”.
Pubblicato in America sull’etichetta Mercury nei primi anni ’60, questo fù il primo disco inglese a raggiungere la Top Ten negli Stati Uniti, il disco rimarrà un catalizzatore per moltissimi futuri artisti di questo stile e del rock.
Dopo aver lasciato la band di Barber esce con Il suo prossimo singolo tramite la Decca, intitolato “Diggin ‘My Potatoes” fu registrato in un concerto alla Royal Festival Hall il 30 ottobre 1954, la sua collaborazione però con la casa discografica durò relativamente poco e venne abbandonato dall’etichetta
Nel giro di un mese fu agli Abbey Road Studios di Londra a registrare per l’etichetta EMI, ed il suo nuovo singolo Il suo prossimo singolo “Lost John” raggiunse la posizione 2 nella UK Singles Chart.
Donegan ha continuato a sfornare successi come “Cumberland Gap” e “Does Your Chewing Gum Lose Its Flavour” ed il seguente “My Old Man’s a Dustman” non fu ben accolto dai fan della skiffle in America ma raggiunse posizione numero uno nel Regno Unito.
La sua influenza nella scena musicale inglese fù evidente, come esempio prendiamo il primo progetto che è stato il precursore dei Beatles aveva il nome di The Quarry Men e fù fondato nel 1956 da Lennon.
Originariamente composto da Lennon e diversi compagni di scuola, i Quarry Men hanno preso il loro nome da una frase nella canzone della loro scuola, la Quarry Bank High School.
Originariamente chiamanta Blackjack con questo nome non hanno mai fatto nessuna esibizione pubblica, invece come the Querry Men il gruppo suonò a feste, balli scolastici, cinema e gare di skiffle amatoriali prima che Paul McCartney si unisse nell’ottobre del 1957, il resto poi c’è la storia dei Beatles che molti sicuramente già conosceranno.
Donegan ha continuato a scalare le classifiche britanniche fino al 1962, prima di soccombere ai Beatles e alla nascita della Beat Music.
La sua carriera come artista entro in una fase di declino, ma si tenne attivo grazie alla sua attività di produttore musicale, si riunì anche a Barber per un tour di revival dello skiffle in Germania.
Lonnie Donegan morirà il tre novembre del 1992 a causa di problemi cardiaci, da sempre nel corso della sua vita ha avuto questi problemi il suo primo attacco di cuore avvenne nel 1976, il suo retaggio è stato omaggiato nel corso degli anni da svariati artisti della scena mondiale quali ad esempio Mark Knopfler e Brian May.

C’era una volta lo skiffle.

La Musica ha la capacità di unire le persone come non mai, anche nelle situazioni più disagiate quali ad esempio quella di essere uno dei tanti braccianti o dei vari scaricatori di porti inglesi che cercava di passare la faticosa giornata riducendone la pesantezza attraverso dei canti durante il giorno, da questo si può notare la similitudine dei braccianti bianchi con la manovalanza nera sfruttata nei campi di cotone nel sud degli Stati Uniti.
La somiglianza finisce qui anche perché, i braccianti avevano a differenza degli afromaericani la capacità piena di tutti i diritti sociali e delle condizioni sociopolitiche che questi ultimi otterranno negli anni solo attraverso dure batttaglie.
Lo Skiffle comunque nasce negli States nei campi di cotone verso gli anni venti, come il Blues rappresenta lo struggente lamento dei lavoratori agricoli dei campi di cotone, questo musica viene acquisita come propria anche dagli scaricatori di porto inglesi, tra i suoi suonatori questi il nome del suo maggior esponenente è quello di Lonnie Donegan.
Lo skiffle era originariamente suonato con strumenti fatti in casa, o con attrezzi casalinghi usati per fare musica, proprio come in un jug band potevano benissimo ritrovare pentole, brocche, assi per lavare, o figure quali il “tea-chest bass” un rudimentale basso formato da una cesta per portare il tè ed un manico di scopa per tastiera, altro strumento della famiglia dei bidofoni a cui associamo anche il wash-tube bass delle varie jug band di Memphis.
L’evolversi dello stile musicale e la sua successiva notorietà nel tempo vide introdurre i classici strumenti quale le chitarre e ovviamente le percussioni, in modo da dare maggiore espressività ad i suoi interpreti ma senza dimenticare il messaggio di base che questo genere musicale proponeva.
L’etimologia della parola Skiffle deriva da “to make a Skiffle”, espressione coniata nello slang americano che intendeva significare l’atto che di colui che riusciva a fare un disastro di un’attività commerciale o di un affare.
La scena jazz del dopoguerra in Gran Bretagna vide un allontanamento dalla musica swing delle Big Band che avevano spopolato prima e durante il secondo conflitto bellico mondiale.
Le tendenze culturali tendono a cambiare a seguito di una guerra, questo perché le persone vogliono iniziare una nuova vita lasciandosi dietro di sé l’orrore, le difficoltà patite in guerra.
Con le Big Band mandate fuori dai gusti e dalle preferenze delle persone, i gruppi più piccoli iniziarono a riempire quello spazio che una volta era di dominio pubblico delle grandi band o orchestre.
Tra queste band emerse durante gli anni ’50 vi era quella del Jazzmen Ken Colyer, una band jazz di stampo tradizionale al cui interno vi era un suonatore di banjo e polistrumentista che avrebbe scritto la storia di questo stile nella Gran Bretagna, il suo nome era quello di Anthony James “Lonnie” Donegan.
Parte della bellezza di questa musica era che non richiedeva strumenti costosi né un alto livello di musicalità, risultava divertente, ballabile e soprattutto era un qualcosa di nuovo che serviva a recidere i tempi passati della guerra e il ricordo di tutto il dolore che questa aveva portato.

Holly Hyatt

Figlia di un musicista professionista inizia a conoscere la musica si da piccola alla sola età di seri anni.

Cantante, songwriter e naturalmente bassista spende gli ultimi quattordici anni della sua carriera musicale esibendosi con il suo duo  Holly and Jon, con cui pubblica quattro album di cui l’ultimo “Shufflin’ The Blues” del 2016.

Nella primavera del 2019 intraprende la carriera solista uscendo sul mercato con il disco “Wild Heart,  si è esibita sui palchi del Kaslo Jazz Festival, Unity Music Festival, Central Music Festival, Starbelly Jam, Idlewild Festival, Arts Wells, Arts On The Edge, Whatshan Lake Festival.

Holly è attualmente in tournée nel Canada occidentale con la sua band di cinque brani, con Hyatt alla voce e al basso, alla chitarra Jon Burden, tastiere Jack Taforo, sax e flauto Clinton Swanson e alla batteria  Steve Wilson.

Il link al suo sito web Holly Hyatt

 

 

Willie Dixon.

William James Dixon nasce nella capitale della contea di Warren, Vicksburg nello stato del Mississippi il 1º luglio 1915 è stato un contrabbassista blues statunitense, cantautore, autore, arrangiatore e produttore discografico nelle case discografiche storiche del Blues di Chicago quali la Chess Records e la Cobra Records.
Autore di molteplici successi di Bluesman a partire da Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Little Walter, Otis Rush, Memphis Slim, Jimmy Rogers, passando per Bo Diddley e tantissimi altri artisti di Chicago, fu anche il primo a produrre Buddy Guy, Magic Sam e Otis Rush i tre chitarristi che diedero poi vita al West Side Sound di Chicago.
La sua vita di in gioventù è stata contrassegnata da vari problemi con la legge, si sposta perciò a
Chicago durante la migrazione all’inizio degli anni 30, e vista la sua imponenza fisica si dedica alla carriera pugilistica vincendo il titolo dei pesi massimi nella competizione amatoriale dei Golden Gloves nel 1936, ma anche la carriera pugilistica finisce presto dopo la lite con il suo manager dalla quale scaturì il provvedimento disciplinare che l’allontanò dal mondo della boxe per sempre.
Nel 1939 nello stesso contempo oltre alla Boxe si dedica anche allo studio della musica, suo maestro e amico è il pianista e chitarrista Leonard “Baby Doo” Caston conosciuto nella palestra di Boxe.
Suonerà nel suo gruppo chiamato i “Five Brezze”, ma nel 1941 interrompere gli studi musicali perché dovrà scontare la pena di dieci mesi in prigione per non aver voluto partecipare al secondo conflitto mondiale dichiarandosi obiettore di coscienza.
Il suo amico Caston invece forma il gruppo conosciuto come i “Rhythm Pascal” girando per Europa e America esibendosi per le forze armate, quando Willie esce di prigione e con Caston ritornato dal Tour formano i “Big Three Trio” insieme al chitarrista Bernardo Derris, nel frattempo intanto affina le sue doti di contrabbassista e scrittore al fianco per i Sonny Boy Williamson e Memphis Slim.
Nel 1948 in un locale chiamato Mocambo, viene notato e contattato dai fratelli Chess che gli propongono di venire a lavorare sia come scrittore sia come turnista per la loro etichetta discografica ovvero la Chess Records.
L’anno successivo Dixon scrive per Waters uno dei più suoi grande successi “Hoochie Coochie Man”, per Howlin’ Wolf il pezzo “Evil” e per Little Walter “Mellow Down Easy”, queste canzoni sono il trampolino di lancio e l’inizio del suo successo come scrittore.
Nel 1951 diviene impiegato a tempo pieno per la Chess, collaborando anche con la loro sussidiaria la Checker Records scrivendo oltre a pezzi del Blues anche classici del neo nascente Rock ’n’ Roll per Bo Diddley quali “You can’ t judge a book by the cover”.
La collaborazione con la Chess Records si interrompe nel 1956 e fino al 1959 sarà il responsabile produttivo della Cobra Records di Eli Toscano, riuscendo a produrre e lanciare i maggiori artisti del Chicago West Sound i cui nomi sono Buddy Guy, Otis Rush e Magic Sam.
Dopo il fallimento del 1959 della Cobra Records torna alla Chess Records dove rimane fino alla sua chiusura che avverrà nel 1960, la sua collaborazione con i fratelli Chess viene alternata a quella della con l’etichetta Bluesville Record altra casa discografica che ha pubblicato album di artisti quali Magic Slim, Lihgtin’ Hopkinse, e lo stesso Willie Dixon.
Dopo la chiusura della Chess Records fonda la propria etichetta Yambo Records producendo dischi di Blues tra cui il suo Album “Peace?” del 1971.
Fondatore della band Chicago Blues Allstars con cui girerà Europa e America in tour riproponendo molti dei successi scritti negli anni per tutti i più famosi Bluesman di Chicago.
Willie Dixon era un vero ambasciatore del Blues, fonda la Blues Heaven Fondation la quale si batte per la preservazione della cultura Blues aiutando anche tutti i Bluesman che sono stati raggirati contrattualmente dai vari discografici negli anni, se avete visto Cadillac Records avrete un’idea di ciò che sto scrivendo.
Nel 1977 intenta una causa legale verso la Arc Music di proprietà dei fratelli Chess in quanto insoddisfatto per le basse royalties pagate dalla compagnia, vince e ottiene i diritti sulle sue canzoni e fonda insieme a Muddy Waters suo partner in questa controversia la Hoochie Coochie Music.
Nel 1985 Dixon arriva a citare in giudizio la rock band dei Led Zeppelin per plagio nell’uso della sua musica in “Bring It On Home”, e per l’utilizzo dei testi della sua composizione “You Need Love” del 1962 scritta per Muddy Waters nella canzone “Whole Lotta Love”, il tutto si risolse fuori dalle aule del Tribunale nel 1987 con un pagamento a favore del Bluesman.
La sua salute degenera negli anni 70 a cause di una forma di diabete che lo porto anche all’ amputazione di una gamba.
Nella sua carriera come solista vincerà un Grammy Award nel 1989 per l’album “Hidden Charms” uscito per la Capitol Records.
Morirà il 29 gennaio del 1992 a Burbank, California, a seguito di un attacco cardiaco e verrà sepolto nel cimitero Burr Oak Cemetary ad Alpis in Illinois conosciuto per esser il luogo di riposo di molti artisti bluesman.
A seguito del suo contributo per la Musica verrà inserito nella Blues Hall of Fame nel 1980 per il suo enorme contributo al Blues, e nel 1994 nella Rock an Roll Hall of Fame nella categoria “Early Influences (pre-rock)”.
Ascolti consigliati:

Muddy Waters – Folk Singer.
Etichetta: Chess Records.
Uscita: 1964.

Willie Dixon ‎– I Am The Blues
Etichetta: Columbia Records.
Uscita: 1970.

Willie Dixon – Hidden Charms.
Etichetta: Capital Records
Uscita: 1988.

Willie Dixon – Ginger Al Afternoon.
Etichetta: Varèse Sarabande.
Uscita: 1989.

Willie Dixon & Johnny Winter – Crying The Blues
Etichetta: The Magnum Music Group.
Uscita: 1995.
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Willie Dixon: I Think I’ve got the Blues.
Etichetta: Preveu Records.
Uscita: 1998.

Willie Dixon: Big Boss Men.
Etichetta: Indingo.
Uscita: 2001.

Willie Dixon With Memphis Slim.
Etichetta: Prestige Bluesville.
Uscita: 2015. (ristampa)