Rise of a Texas Bluesman: Stevie Ray Vaughan 1954-1983.

Questa è una di quelle cose belle nelle quali ti capita di imbatterti per caso, infatti ascoltando su Youtube un’esibizione live di Stevie Ray Vaughan mi è capitato di trovare il link di questo documentario che ripercorre i percorsi della vita e artistici del troppo prematuramente scomparso Bluesman Texano.

Questo favoloso documentario, che ho apprezzato al pari di quello su Eric Clapton “Life in Twelve Bars”, ripercorre, rivela e analizza gli anni formativi della carriera di Stevie Ray Vaughan, dalle  sue influenze musicali ma fungendo anche come documentario sulla storia stessa del Blues Texano stesso e definendo il posto di questo chitarrista eccezionale  all’interno di questa più ampia tradizione.

Come qualsiasi documentario che tale si può chiamare sono presenti filmati di repertorio, interviste esclusive e una miriade di altre caratteristiche che insieme ricostituiscono la carriera di un’eccellente ed innovativo  chitarrista sparito tragicamente la notte del 27 agosto 1990.

Nel documentario come è giusto che sia vengono anche riportati oltre al talento e alla sua bravura tecnica, anche gli aspetti scuri della sua vita quelli relativi all’abuso di alcol e droghe che anche se suona ormai come un cliché ormai vissuto nel mondo degli artisti, è sempre giusto ricordare questo periodo nella vita di una persona ma sopratutto come uno riesce a superare tutto questo.

Il mio grande dispiacere é che ho scoperto tardi questo artista, una parte di me invidia quelli che l’hanno potuto ascoltare al Pistoia Blues, ma a quei tempi ero un quindicenne metallaro innamorato pazzo degli Iron Maiden e forse non vi era posto per poterlo conoscere, oggi passati i quaranta anni sono sempre lo stesso fan Maideniano convinto ma alla stessa stregua amo il Blues, peccato vuol dire che doveva andare così e potrò apprezzare questo artista solo attraverso la sua Musica nei dischi o i libri a lui dedicati.

Due ore e mezzo per capire al meglio la figura di Stevie Ray Vaughan e fare un viaggio nella vita di un chitarrista che sicuramente avrà influenzato molteplici artisti con la sua arte, il documentario è acquistabile in formato dvd sui siti quali Amazon, Ebay o anche IBs per il mero costo di neanche 16€ sinceramente ne consiglio l’acquisto a tutti.

Leo Lyons (Ten Years After & Hundred Seventy Split).

In occasione del suo 73 compleanno una bella interivista ad un grande esponente del Blues Rock Inglese Leo Lyons, classe 1943 Mansfiled un nome che per me nel genere ha la stessa importanza di  Mayall o Clapton nell’ambiente…ma ovviamente questa è una mia opinione.

Un’intervista presso la Warwickin occasione del suo 73 compleanno il 30 novembre del 1943,  da ascoltare per qualsiasi amante del genere e del basso.

Darker Than Blue: Curtis Mayfield (1995).

Per saperne di più sulla vita di Curtis Mayfield oltre che al bel libro della Soulbooks per chi come ripeto è fortunato e capisce l’inglese ma non ha voglia di leggere può vedersi su youtube questo bel documentario sulla sua vita.

Ghost Blues: The Story of Rory Gallagher & the Beat Club Sessions.

Documentario uscito nel 2010 diretto da Ian Thuillier nel 2010 i due dvd ci introducono alla vita e alla figura musicale e umana del compianto Rory Gallagher tragicamente scomparso alla sola età di 47 anni.

I due dischi denominati Ghost Blues e The Beat Club Sessions contengono ovviamente contenuti diversi, nel primo si può osservare quella che è la prima biografia ufficiale di Rory dai suoi inizi in Cork, la prima show band e a seguire la storia dei Taste e la successiva carriera solista, nel secondo invece possiamo assistere ad una sessione live estratta dalle tre apparizioni nella serie per la tv tedesca “The Beat Club”.

Nel primo dvd possiamo assistere alle testimonianze di Bob Geldof, The Edge, Cameron Crowe, Slash, Johnny
Marr, James Dean Bradfield, Ronnie Drew, Bill Wyman, Martin Carthy, Ted McKenna e Gerry McAvoy a testimoniare l’importanza musicale di Gallagher nel mondo del Blues…e sebbene consigli l’acquisto dei dvd senza ipocrisie vi allego anche il link su youtube ..tanto oggi è impossibile pensare di non trovare qualcosa in streaming o da scaricare..

Un omaggio dovuto a Gallagher da ascoltare \m/…ovviamente per tutti coloro che capiscano l’inglese, e che al contrario mio possano godersi il dvd in lingua originale.

Deep Blues: A Musical Pilgrimage to the Crossroads.

Realizzato nel 1991 questo documentario inglese con  realizzato dal critico musicale e autore letterario Robert Palmer e Robert Mugge, in collaborazione con David A. Stewart e suo fratello John J. Stewart, Il documentario prende ispirazione dal libro omonimo di Parker del 1981 che costituisce la base di questo tour nelle terre del Blues, il tutto viene filmato nel 1990 a Menphis e in varie altre parti nel delta del Mississipi.

Un modo piacevole di passare un’ora e trenta minuti esplorando la nascita del Blues vista dal punto di vista di un altro autore, secondo me il film andrebbe visto abbinandolo alla lettura del libro anche per vedere le differenze nei due lavori.

Johnny Winter: Down & Dirty.

Il 16 Luglio del 2014 muore John Dawson Winter III noto con il nome di Johnny Winter, bluesman dalla lunghissima carriera iniziata nel lontano 1959.

Prodotto in modo indipendente attraverso la Secret Weapon Films di New York, il regista Greg Olliver è stato accolto nella famiglia Winter durante gli ultimi due anni di vita Johnny  catturando la realizzazione del suo ultimo disco “Step Back” uscito postumo nel settembre del 2014.

Il risultato è un ritratto intimo di Johnny attraverso le sue amicizie tra cui Muddy Waters che immediatamente si accorse del suo enorme talento,  John Lee Hooker, Janis Joplin e moltissimi altri artisti Blues, il suo matrimonio con la moglie negli ultimi 20 anni, così come per molti artisti la sua dipendenza per l’eroina e metadone dalla quale uscì grazie all’aiuto del suo chitarrista Paul Nelson.

Greg Olliver è lo stesso regista che rilascio il documentario sulla vita di un altro grande della musica Lemmy nel 2010,  io ovviamente sulle capacità del regista non sarei obbiettivo perché ovviamente ha realizzato questi due documentari su uno dei miei artisti preferiti però la curiosità di vedere i film, che sicuramente si troverà in streaming o torrent, è tanta come penso qualsiasi fan del Blues e di Johnny Winter.

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The Land Where The Blues Began.

Titolo originale del libro di Omax pubblicato in Italia con il titolo “La terra del blues”, questo è uno dei relativi film -documentari prodotti da Lomax sul suo lavoro di ricerca negli anni 30-40.

Quest’edizione uscita nel 2009 contiene oltre al documentario originale dei contenuti extra, ovvero ben oltre due ore di ascolti a corredo di questa edizione celebrativa del trentennale dell’opera, ovviamente tanto per non essere banali il documentario è visibile in streaming su Youtube.

La copertina dell’edizione celebrativa del trentennale della sua uscita nel 1969.

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JACO: The Film.

La bellezza di essere informati é che quando trovi su Internet che Robert Robert Trujillo, bassista dei metallica, produce un film-documentario sulla figura di Jaco Pastorius e te sei costretto a vederlo mesi dopo che è uscito perché non lo sapevi …sta nel fatto che non ti girano i tenerini come direbbe Kung Fu Panda.

I miei adesso sono due trottole  così tanto per rendere l’idea…questo lavoro uscito lo scorso 27 Novembre disponibile in Blue Ray e Dvd e con la presenza di una miriade di artisti tra cui Geddy Lee, Carlos Santan, Herbie Hancock, Flea, Jerry Jemmott, Joni Mitchell, Anthony Jackson II, Bootsy Collins, Sting e mi fermo qui..e io adesso devo aspettare che Amazon mi porti a casa il DVD e il brutto e che non sono abbonato a Prime..mi toccherà aspettare degli altri giorni ancora.

Sono il classico nerd che non sa aspettare la settimana dopo per vedere un film che attendeva, figuriamoci davanti a un documentario su Pastorius…lo devo trovare in streaming in tutti i modi..

Voi intanto acquistatelo o godetevelo se già lo possedete..

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Piedmont Blues: North Carolina Style (2013) Documental.

Durante la pausa pranzo uno dovrà pure passarlo il tempo, giri su youtube e ti trovi un altro bel documentario sul Blues, in questo caso Piedmont Blues.

David Holt l’autore in questo documentario cerca di raccontarci lo stile del Piedmont che rimanda a nome tipo Blind Boy Fuller, Blind Willie McTell, suonando con artisti tra i quali annovera Etta Baker, e i chitarristi/armonicisti John Henry, George Higgs, per arrivare a  John Dee Holeman  Higgs artista più moderno che suona una versione di blues più vicino a Lightin’ Hopkins e Blind Boy Fuller.

Se volete passare 30 minuti a sentire parlare di Blues, ma sopratutto ad ascoltare Blues cliccate qui sul link.

Rhythm and Blues Revue – Joseph Kohn; Leonard Reed.

Joseph Kohn e  Leonard Reed dirigono nel 1955 questo spettacolo registrato all’Apollo Theatre di Harlem, New York,lo show contava il seguente cast di artisti Willie Bryan Freddie Robinson, Lionel Hampton, Count Basie, Faye Adams, Bill Bailey, Herb Jeffries, Amos Milburn, Sarah Vaughan, Nipsey Russell, Big Joe Turner, Martha Davis, Little Buck, Nat ‘King’ Cole, Mantan Moreland, Cab Calloway e Ruth Brown.

L’editore Casini nel 2008 pubblica il seguente libretto di 32 pagine con allegato il dvd che sicuramente sarà lo spettacolo rimasterizzato digitalmente per quest’edizione, inutile dire che per i non interessati lo spettacolo si può vedere su youtube.

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Standing in the Shadows of Motown.

E’ un film del 2002 documentario diretto da Paul Justman che racconta la storia di The Funk Brothers, i musicisti  che erano la band di casa della Motown creata da  Berry Gordy nel 1959, durante la sua ricerca di giovani talentuosi da inserire nella sua etichetta.

Hanno registrato e inciso per Gordy dal 1959 al 1972, ovvero fino a prima dello spostamento della Motown a Los Angeles,  il film è ispirato al libro del 1989 “Standing in the Shadows of Motown: The Life and Music of Legendary Bassist James Jamerson”, un libro dedicatao al basista  James Jamerson.
Il film copre la  carriera dei  Funk Brothers attraverso interviste con i membri superstiti della band, immagini d’archivio e ancora foto, drammatiche rievocazioni, nel film presenta ci sono anche nuove performance live di alcuni degli ex componenti.

L’idea di questo doumentario e di dare risalto a questi musicisti che hanno registrato quasi tutti i successi più noti della Motown, di rendere omaggio ai seguenti musicisti  oltre che a James Jamerson:

Gordy riunì sotto al sua etichetta un’elite di musicisti scovati dal certamente dal suo talento ma mai veramente accreditati per la loro bravura, in primis James Jamerson, questo documentario nacque proprio con quello scopo.

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Il documentario su Youtube.

 

The Best of Blues Brothers – DVD.

Dan Aykroyd e Tom Davis ospitano una retrospettiva sui Blues Brothers che racconta tutta la verità sulle band leggendaria che uni i grandi classici di Chicago con il suo R&B  della Stax Records.

I Blues Brothers erano una parte indimenticabile Saturday Night Live, dal loro debutto musicale in un costume da api cantando “I’m the King Bee” fino ai classici vestiti di nero e occhiali scuri ispirati a John Lee Hooker,

Il loro primo album, Briefcase Full of Blues, è diventato doppio disco platino e rapidamente ha portato alla realizzzione del film diretto da John Landis  e relativa colonna sonora, nel dvd che spazia tra backstage e reportage sono ovviamente inclusi l’esecuzione delle varie canzoni dei Blues Brothers.

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Respect Yourself: The Stax Records Story

Scoperta curiosa.. dopo tanto tempo a cercare documentari sulla Chess Records vengo a conoscenza che esiste anche un bel documentario che racconta la storia della Stax Records produttrice di molti artisti R&B e Blues quali Otis Redding, Sam & Dave, The Staple Singers, Isaac Hayes, Eddie Floyd, Carla and Rufus Thomas, Albert King and Booker T. and the MGs.

Il documentario è stato realizzato dallo stesso autore della biografia di Muddy Waters, Robert Gordon che ha anche scritto il relativo libro sull’argomento…altro acquisto da affiancare a quello sulla Chess Records, ma  successivamente, ora ho già troppo da leggere..e anche oggi mi è arrivato un libro.

Il dvd si può acquistare su Amazon, ovviamente in italiano non ci sarà mi toccherà sentirlo in inglese come sempre e cercare di capire qualcosa al massimo se sono fortunato ci saranno i sottotitoli in inglese e almeno quelli si possono tradurre con google…comunque tanto per cambiare si trova già su youtube in streaming perciò per chi non è incapace come me e conosce l’inglese bene consiglio di guardarlo, ma anche di comprare il dvd in seguito!

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Link sul canale  youtube.

 

 

 

Bluesland: a portrait of the Blues.

Ennesimo documentario sulla storia del blues, in inglese, per tutti coloro che come il sottoscritto capiscono dieci parole d’inglese ma che non hanno voglia di leggere i libri.

Questo video deve essere molto vecchio tra i commenti ho letto qualcuno ringraziare di averlo pubblicato su youtube perché il vhs non funzionava più bene..pensa te quanto può essere vecchio.

Buona Visione

Lightining in a Bottle – Un concerto tutto Blues.

Domani non lavoro..ho chiuso ora Youtube finendo di vedere questo bel video di cui vorrei condividere il mio pensiero.

Il 07/02/2003 alcuni tra i più grandi  artisti si sono riuniti a New York’Radio City Music Hall per rendere omaggio a d un passione comune: il Blues.

Il produttore esecutivo è Martin Scorcese il regista Antoine Fuqua, questo video è diviso tra la parte relativa al concerto con le relative interviste ai vari artisti che raccontano la loro passione per il Blues, a dirla tutta nel video sono presenti varie reinterpretazioni di cover blues anche in chiave rap, ma sempre comunque a testimoniare l’effettiva influenza di questo “genere” musicale nel panorama della musica modera,

Willie Dixon disse la mitica frase “Il blues sono le radici e il resto sono i frutti”.

Mudddy Waters disse “Il Blues ha avuto un figlio, l’hanno chiamato RocknRoll”.

Pensate al periodo denominato British Invasion, e alla sua influenza su gruppi quali Rolling Stones, Yardbirds, Led Zeppelin,Animals, Canned Heat, John Mayall and the Bluesbreakers..vogliamo poi citare l’hard rock?AC/DC, Great White, Def Leppard,Cinderella,..vogliamo citare i Cream?

Io  sono un metallaro cresciuto con il New Wave of British Heavy Metal e passato al Blues, per il me il vero rock ha un solo nome Motorhead..sapete cosa ha risposto Lemmy in un intervista riguardo alla cover di Simpathy for the Devil degli Stones?

“Ci sono canzoni che capisci subito andare alla perfezione per il tuo sound. Questo è un pezzo blues vero, ma il blues scorre da sempre nelle vene dei Motorhead!”  qui il link dell’intervista.

Scavate nelle sonorità di questi gruppi di ogni chitarrista metal o rock che volete, ditemi se il blues non era prevalente nel suono di artisti come Pino Daniele, o anche sentito  parlare anche di un gruppo blues rap chiamato 2Flava ..mai sentiti non sono il mio genere, neanche Pino Daniele perciò ogni mio commento sarebbe insignificante..tranne che per il fatto che un modo o nell’altro l’anima del Blues c”è..eccome.

Buona Visione..gratis su Youtube. 🙂