Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line.

Ecco un film di cui non avevo visto solo che l’inizio, “Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line” dedicato alla storia di Johnny Cash il celberrimo autore di “Folsom Prison Blues”, cantautore country, folk e di numerosi talkin’ blues.i pu

I titolo originale è semplicemente “Walk The Line”, uscito nel 2005 tramite la Fox 200 Pictures e con alla regia James Mangold sempre regista del film “Logan” dedicato al mutante di casa Marvel Wolwertien, il iflm è postumo alla morte del cantautore scopmapreso due anni prima nel 2003 a pochi mesi dalla dipartito di June Josh Carter sua moglie amore della sua vita.

Il film parla anche proprio di questo amore tra Johnny Cash interpretato da Joaquin Phonix, il Commodo del Gladiatore tanto per capirsi, e June Carter intepretato da Reese Whiterspoon, la bella protagonoista di “La Rivincita delle Bionde” (2001) e “Wild) (2014), tra il cast troviamo anche Ginnifer Goodwin la Biancaneve della serie tv “Once Upon a Time” nel ruolo della prima moglie Vivian Cash e un grande  Robert Patrick..si si nerdofili degli anni 80 come me  proprio il T-1000 di Terminator 2 nel ruolo del padre.

Il film inizia con Cash fisso a guardare una motosega prima di esibirsi sul palco della prigione di Folsom dove registro quel suo grandissimo concerto live che obliterò in fatto di vendite anche alcu i dischi dei Fab Fours a.k.a The Beatles,  e da qui parte il flashback all’infanzia e al tragico episodio della morte del fratello Jack.

Il periodo nell’aviazione i Germania, il matrimonio con la moglie Vivian che aveva conosciuto prima di partire per l’esercito, fino alla registrazione del suo primo singolo “Folsom Prison” e “Cry Cry Cry” proprio in quegli studi della Sun Records di Sam Phillips qui interpretato da Dallas Robert gia apparso in quel “Treno per Yuma” sempre diretto da James Mangold, ovviamente sono presenti anche i Tennesse Three formati iniziamelnte dal duo di contrabasso Marshall Grant, e chitarra Luther Perkins a cui si aggiunse poi W.S. Holland batterista di Carl Perkins.

Nel film vediamo Nash viaggiare in tour per il paese con gli attori che interpretano il meglio del Rock and Roll made in Usa, Elvis Presley interpretato da Terry Hilton e Jerry Lee Lewis da Waylon Jennings, e nel frattempo affrontare il suo periodo con le droghe, il fallimento del suo primo matrimonio, i problemi con la legge, il periodo di ripresa della crisi e la decisione di esibirsi in un carcere idea fortemente rifiutata dalla Columbia che quasi lo impedì..

Con sfondo e lieto fine come successe veramente,  il ragazzo con la chitarra conquista la sua bella dopo svariati alti e bassi sia in campo preofessionale che relazionale, tanto di cappelo agli attori che interpretano i protagonisti che hanno cantato le canzoni del film non affidandosi ad altri.

Un film abbastanza lungo ma che secondo me rende l’idea del personaggio di Johnny Cash, un bel fim che ha conquistato ben tre Golden Globs e ben cinque nomination agli Oscar.

Get on Up – La storia di James Brown.

Spesso mi domando sulla vera utilità delle vacanze natalizie  ho trovato rispsota nel fatto che a mio avviso servono per rimettersi in pari su tutte quelle cose che non hai mai tempo di fare….ecco una di queste e guardare tutti i film che avrei desiderato sempre guardare.

Questa volta inizio con quello dedicato a “Myster Dynamite”, “The Godfather of Soul”, o più semplicemente conosciuto all’anagrafe come James Brown, il film si intitola proprio “Get on Up – La storia di James Brown” uscito tramitie la Universal Picture nel 2014,  girato dal regista e attore  Tat Taylor.

Nelle vesti del protagonista troviamo Chadwick Boseman, si proprio lui il Pantera Nera dell’Universo Marvel, che nella mia modesta opinione riesce a dare un’idea definita del padrino del Soul, il cast è formato da artisti quali l’immenso Dan Aykroyd, il Lafayette di True Blood Nelsan Ellis nei panni dell’amico fraterno Bobby Bird, Viola Davis nella parte della mamma e Lennie James in quelli del padre, ecc, ecc.

Dall’infanzia nel Sud Carolina all’adolescenza caratterizzata da problemi con la giustizia, fino al successo negli anni sessanta coi Flaming Flames gruppo che abbandonerà quando gli offriranno di puntare sulla carriera solista, al mitico concerto all’Apollo, fino all’arresto nel 1988 in Georgia sotto effetto di droghe e per aver fatto irruzione armato nel suo stesso locale…..e si si ci sono anche le famose multe che fioccavano sui membri della band per qualsiasi errore.

Il film non è  stato molto apprezzato da quello che ho letto, sicuramente l’interpretazione di James Brown a mio avviso è abbastanza veritiera a quella descritta dai libri e dai documentari, avrà penalizzato forse una gestione della timeline e dei vari flashback sulla vita di James? episodi come il rapporto con le mogli maltrattate e soggette ad atti di violenza domestica,e  la morte del figlioTeddy  rilegate ad un unico frame? non sta a me giudicare…a me il film è piaciuto..

Almeno ho potuto vedere un film su James Brown, che come uomo era discutibile ma come artista no! ..uno che ha continuato a fare showbusiness per tutta la sua vita.. e poi nel film nomina anche Bootsy Collins il suo bassista..allora cosa fare di più per rendere felice questo di bassista :).

 

One Believer. John Campbell.

John Campbell è l’album di debutto per l’Elektra uscito nel marzo del 1991, mi sono avvicinato a Campbell con “Howlin’ Mercy” e subito mi sono interessato alla sua pur breve discografia capitando all’ascolto di “One Believer”.

L’album vanta chicche di canzoni quali “Angel of Sorrow,” “World of Trouble,” e “Wild Streak”, lo stile diciamo scuro del Blues di Campbell è fantastico e quasi ipnotico con quella sua voce e anche le altre tracce quali Couldn’t Do Nothin’,” “Devil In My Closet,”  “Person to Person “e Voodoo Edge” rendono l’album secondo me anche migliore di “Howlin’ Wolf”…nella mia umile opinione.

L’album utilizza gli stessi musicisti che suonavano con Robert Cray tra cui Richard Cousin al basso, è stata una delle scoperte più interessanti nei miei ascolti e certo l’ascolto della sua discografia non sarà impegnativa visto che per sua sfortuna ha inciso pochi dischi…

Stroncato da un’infarto a 41 anni dopo una carriera iniziata solo qualche anno prima..grande perdita per il Blues.

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100 Dischi di Blues:Transformation. – Tal Wilkenfeld.

Album uscito il 14/05/2007 prodotto indipendentemente dalla stessa Tal all’età di 20 anni, dopo aver lasciato l’Australia ed essere arrivata in America arriva a suonare con Jeff Beck al Crossroads Festival nel 2007, io ho avuto modo di conoscerla dopo aver visto quel concerto in tv.

Il disco contiene 7 tracce in stile jazz fusion, nel”album sono presenti vari artisti quali Wayne Krantz alla chitarra, Geoffrey Keezer alle tastiere,Keith Carlock alla batteria e anche Oteil Burdbridge, stranamente questo stile non mi piace molto ma adoro il suono del suo basso nel disco, uno di quei casi in cui esci dai tuoi soliti ascolti in un genere che pensi non ti avrebbe mai conquistato ma con questo disco non è stato così.
Recentemente è uscito il singolo “Corner Painter” di preludio all’uscita del suo vero primo disco solista  dove Tal si cimenterà anche cantando, non vedo l’ora di sentirlo.

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La Sottile Linea Bianca. L’autobiografia di Lemmy Kilmister.

““Il rock è un modello di vita, non è solo suoni.”

Ricordo ancora quella volta in cui  ho letto questa frase sul rock, la cosa che mi ha più colpito di tutti e che è una citazione di Loredana Berté, la quale sinceramente non rappresenta la mia idea e visione del rock.

Il punto è proprio che ognuno di noi ha dentro di se una sua idea di rock che trascende i tecnicismi e lo stile, dove per molti gli assoli di Jimmy Page sono il massimo per altri lo sono quelli delle canzoni di Ligabue e certamente nei forum o nei post dei social network le discussioni su cosa è rock e cosa no si sprecano, di sicuro con gli anni e l’esperienze fatte s’impara ad accettare le diversità dei gusti ed opinioni degli altri e penso che l’accettazione delle opinioni differenti permette anche una crescita interiore anche dal punto di vista dell’ascolto della musica.

Detto questo, lo ripeterò fino alla noia che la mia idea di rock s’identifica nella figura di Lemmy Kilmster perché nessun’altro come lui esprimeva il concetto di quello che vuol dire essere rock, e nella sua autobiografia pubblicata nel 2004 per l’editore Baldini Castoldi Dalai in oltre 300 pagine l’ex cantante dei Motorhead esprime chiaramente questo concetto.

La naturalezza di Lemmy nel raccontare gli eccessi della sua vita, fra droghe e alcol e il sesso forse l’unica passione inferiore alla musica nella sua vita, mostra un uomo che sin da ragazzo anelava una vita da rock star sui palchi a fare musica, ho altri libri sui Motorhead  ma questo è sinceramente il migliore perché il tutto viene raccontato nel tipico stile di Lemmy, quello di uno uomo convito di quello che voleva suonare e di chi essere e la cui prima risposta onesta a chi avrebbe mai dubitato di questo sarebbe stata un bel dito medio alzato.

Lo stile è quello di una persona che con tutta semplicità mette a nudo la sua passione per la musica rock, come quasi fosse una conversazione tra amici , aggiungeteci come corredo  gli eccessi più impensabili il tutto condito dall’autoironia di Lemmy nel farlo, tutto questo  per far emergere la figura di un vero rocker che con il suo carisma ha saputo conquistare in maniera completa i suoi fan rendendoli legati a lui in ogni album che ha rilasciato..ed io sono fiero di dire : “io sono uno di quelli”.

Il libro su Lemmy per eccellenza e inutile pensare che ogni vero fan non l’abbia in casa, dove molti oggi usano  “Sex Drug e Rock Roll” così per dare fiato alla bocca farebbero bene a leggere questo libro e cercare di capire l’dea di rock raccontata da chi quelle tre parole l’ha vissute fino al suo limite.

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JACO: The Film.

La bellezza di essere informati é che quando trovi su Internet che Robert Robert Trujillo, bassista dei metallica, produce un film-documentario sulla figura di Jaco Pastorius e te sei costretto a vederlo mesi dopo che è uscito perché non lo sapevi …sta nel fatto che non ti girano i tenerini come direbbe Kung Fu Panda.

I miei adesso sono due trottole  così tanto per rendere l’idea…questo lavoro uscito lo scorso 27 Novembre disponibile in Blue Ray e Dvd e con la presenza di una miriade di artisti tra cui Geddy Lee, Carlos Santan, Herbie Hancock, Flea, Jerry Jemmott, Joni Mitchell, Anthony Jackson II, Bootsy Collins, Sting e mi fermo qui..e io adesso devo aspettare che Amazon mi porti a casa il DVD e il brutto e che non sono abbonato a Prime..mi toccherà aspettare degli altri giorni ancora.

Sono il classico nerd che non sa aspettare la settimana dopo per vedere un film che attendeva, figuriamoci davanti a un documentario su Pastorius…lo devo trovare in streaming in tutti i modi..

Voi intanto acquistatelo o godetevelo se già lo possedete..

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Jerome Arnold.

Nasce a Chicago il 26 Novembre del 1936, fratello più giovane dell’armonicista Billy Boy  è noto per la sua partecipazione nella Paul Butterfied Band di cui è stato membro fondatore e per aver suonato con Howlin’ Wolf.

Inizia a suonare come professionista il basso verso gli anni 50, dal 1957 suona insieme ad Howlin’ Wolf ma lascerà la band del cantante insieme al batterista Sam Lay per unirsi a Paul Butterfield dietro la promessa di guadagnare più soldi, in quei tempi Paul Butterfield abbandonava la scuola per dedicarsi completamente al mondo della musica l’incontro con Jerome e la fortuna di portare dentro la band Mike Bloomfield diede vita al progetto della Paul Butterfield.

Arnold suono nei primi due dischi della band “The Paul Butterfield Blues Band” e “East-West”, nel 1965 la band suonerà al Newport Folk Festival e in quell’occasione furono di supporto anche a Bob Dylan il quale si esibì nell’occasione con una chitarra elettrica.

In questi anni il distacco con Wold non fu mai completo, continuo infatti a suonare con il bluesman anche mentre era con Butterfield fino all’anno di scioglimento della band ovvero nel 1972, nel 1978 cambia il suo nome in Julio Finn si sposta a Londra dove le sue esibizioni come armonicista lo porteranno a sonorità più jazz.

Nel 2015 sarà inserito nella Rock and Roll Hall of fame per il suo contributo come membro della Paul Butterfield Band.

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Jerome Arnold e Mike Bloomfield.

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100 Dischi di Blues: Hoodoo Man Blues. – Junior Wells.

Album debutto del 1965 per Junior Wells e la sua Chicago Blues Band ..e Buddy Guy, grande disco che mette insieme due straordinari talenti.

L’album è l’inizio di una prima collaborazione tra Weels e Guy, l’album contine quattordici canzoni tra cui cover di Elmore James, Willie Cobbs, Sonny Boy Williamson e brani originali.

L’album non usci senza qualche problema contrattuale tra la Chess Records a cui Buddy Guy era affiliato e Bob Koester della Denmark Records, Leonard Cohen non voleva far apparire nei titoli lo stesso Buddy Guy il quale fu proposto inizialmente dietro il falso nome di Friendly Chap, ma nonostante tutto la recezione del disco fu ben accolta e il disco risulta suonato veramente bene.

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Slave Songs of the United States – Luca Cerchiari.

Luca Cerchiari musicologo autore di svariati libri su jazz e musica, esperto di civiltà musicale afro-americana,’ direttore per L’Epos di Palermo, collabora con le testate Classic Voice e Il Giornale del Popolo, ha realizzato numerosi programmi musicali per la Rai e la Radio Svizzera (dal 1977) e prodotto stagioni concertistiche per enti pubblici e privati, dal 20099 la Fonoteca dell’Università di Padova.

Nel 2004 esce questa raccolta  di canti neri degli  Stati Uniti di metà e fine Ottocento, il libro originario esce addirittura nel 1867, L’edizione italiana é curata dal’autore per la Collana I suoni del mondo dell’Editore dell’epos, questa raccolta di canti contiene le basi fondamentali per la comprensione del blues e del jazz, un libro precedente la cultura blues/jazz ma importante per definire il percorso d’origine intrapreso da questi due stili musicali.

Il libro originariamente era stato scritto da William Francis Allen, Charles Pickard Ware, Lucy McKim Garrison in ben 157 pagine nella versione originale, nella versione italiana di oltre 300 pagine ci sono ovviamente concetti aggiuntivi atti ad attualizzare l’opera ai tempi moderni.

La copertina originale del libro.

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Bessie – the movie.

La HBO il 16  maggio di quest’anno ha mandato in onda un film sulla ben nota Imperatrice del Blues Bessie Smith, diretto da Dee Rees vede come protagonista Quenn Latifah.

Il film documenta la vita, il periodo passato sotto l’ali della sua mentore “the mother of Blues” Ma Riney fino alla loro rottura dovuta al successo della discepola, il periodo della grande depressione dovuto al crollo di Wall Street, il suo incontro con John Hammond.

Non vi racconterò la trama perché odio quando lo fanno a me, odio gli spoiler, ma sono curioso di vederlo perché insomma parla di una bluesman ..diciamo abbastanza famosa..penso che Latifah nel ruolo sia anche adatta.

Mi pare sia scontato dirlo che il film va visto in streaming in inglese..ovvio ad ora non so in Italia sia arrivato sui soliti siti in cui vengono trasmessi con i sottotitoli.

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100 Dischi di Blues: Red, White & Blues – The Blues Brothers Band.

Quest’album del 1992 è l’ottavo  album dei Blues Brothers ed è anche l’unico che contiene materiale originale scritto interamente dalla band..non ricordo infatti se ci siano cover nell’album.

Ritroviamo la band alle prese con questo studio album dove alla voce abbiamo Elwood  anche nella figura di armonicista insieme a  Larry Thuson e Eddie Floyd.

Thuson cantante R&B  conosciuto per la sua partecipazione alla band di Matt “guitar” Murphy sempre dei BB creata dal chitarrista quando Jake aka Belushi venne a mancare, verrà poi introdotto nei Blues Brothers nel 1988 e apparirà nel live The Blues Brothers Band Live in Montreux, lascerà poi la band nel 1994.

Eddie Floyd artista della Sax Records famoso per la canzone Knock on Wood,riuscite a indovinare chi suonava il basso nella canzone?… nato nel 1937 è praticamente una memoria del R&B i cui successi sono state reinterpretati da Springsteen, Janis Joplin, nel 2008 rientrerà alla nuova Stax rilasciando l’album Eddie Loves you so.

Ritroviamo Steve “The Colonel” Cropper alla chitarra, Donald “Duck” Dunn al basso,Lou “Blou Marini” al sax, Matt “Guitar” Murphy, Alan “Mr fabolous” Rubin, il disco è interessante per chi piace il R&B e  vuole dimostrare che il  sound di questa band nota nel mondo per l’omonimo film non era una falsa holliwodiana  in virtù anche delle carriere soliste dei vari membri.

Buon Ascolto.

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Who do you love me – un altro film sulla Chess Records.

Immaginavo che Cadillac Records potesse non essere l’unico film sulla Chess ma non che ne fosse uscito subito un altro sempre lo stesso anno, questo film esce nel 2008 al Toronto International Film Festival l’11/09/2008 ma arriverà in Usa solo nel 2010 non mi ricordo se con il titolo originale o conosciuto come “Chess”.

La storia vede come protagonista Leonard Chess e il suo desiderio di fare soldi con la musica nera, sfortunatamente non sono riuscito a vedere il film e mi posso basare solo sul trailer presente in Internet e la recensione di Idmb, ma da quello che ho capito ci sono svariate differenze tra questo e Cadillac Records.

Il titolo del film è preso da una canzone di Bo Didley anche lui pioniere alla Chess records del Rock and Roll come Chuck Berry, nel film dal trailer presuppongo che Willie Dixon abbia qui un ruolo più importante comparato a quello del semplice narratore in Cadillac Records, qui invece sembra essere il braccio destro di Chess come recruiter di musicisti di talento.

Penso che il film voglia incentrarsi anche su come questa casa discografica impatto il rapporto tra la moglie Revetta e Leonard, si vede un cameo nel trailer dell’attrice che interpreta Etta James, Muddy Waters e da quel che ho capito anche Howling Wolf dovrebbe avere un ruolo più importante nel film..sempre se ho capito bene, l’attore che interpreta Leonard è stato calato di più nel personaggio rispetto ad Adam Brody almeno per quel che riguarda i vestiti almeno…Brody bravissimo come attore nel film sembra essere la versione anni 50 di Fonzie.

Qualsiasi film che si basi su un fatto vero tende a dare una versione personale dei fatti avvenuti, lo stesso farà anche questo film ed e per questo che preferisco leggere i libri per sapere e infatti un buon inizio dovrebbe essere Stepping into the blues di Nadine Cohodas.

Il film non penso sia mai arrivato in Italia mi dovrò comprare il dvd su Amazon o cercare di streaming, così da poter avere un giudizio anche su questo e sinceramente sono curioso, sotto la copertina del file e il trailer su youtube.

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The Blues Brothers – il film.

Il 20 luglio del 1980 esce al cinema prodotto dall’Universal Picture e diretto da John Landis  The Blues Brothers con protagonisti Dan Aykroyd e John Belushi.

Il film nella prima settimana del botteghino incassa solo 5 milioni di dollari, diventando poi un cult quando fu rilasciato per il mercato dell’home video, questo film è un cult ..ed è forse tra i film più divertenti che siano mai stati realizzati.

Ditemi dove trovate un film con due attori come Aykroyd e Belushi, con un band di musicisti come loro  e tutti gli altri artisti che appaiono come attori, questo è uno di quei film che rivedi e rivedi e rivedrai il tutto accompagnato dalla musica suonata dalla band, un trionfo di rythym and blues, soul, blues interpretate nel loro personale stile.

Non oso pensare che nessuno conosca la trama di questo film..raccontarla sarebbe quasi un crimine, chiunque ami il cinema e un minimo la buona musica non può non avere presente la trama di Jake e Elwood e della loro missione per conto di Dio per salvare l’istituto della Pinguina dalla bancarotta tramite le loro esibizioni musicali, nel mentre che questi vengono  inseguiti da polizia, nazisti, una band country tali Good Ol’ Boys, il tutto correlato da inseguimenti in auto, musica blues, tante risate.

Il film come la band dei Blue Brothers sono diventati e resteranno un cult!sin dalla prima volta che vidi il film continuo a divertirmi sempre per non parlare poi della canzoni presenti nel film..

La cosa tragica di tutto questo è che hanno deciso di fare un seguito di questo film che a mio avviso è assolutamente un flop..tanto da non farmi pensare che a dirigerlo sia lo stesso regista.

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