Etta Baker

Saunders Teddell nasce a Greensboro in Georgia il ventiquattro ottobre del 1911, figli di un mezzadro il padre da giovanissimo gli insegna a suonare l’armonica purtroppo già da ragazzo manifesta problemi alla vista che perderà completamente intorno ai sedici anni.

Impossibilitato a svolgere lavori agricoli inizia ad esibirsi per guadagnarsi da vivere, inizia ad esibirsi suonando Blues a Shelby nella Carolina del Nord, con il tempo arriverà a far parte del power trio di Blind Boy Fuller.

Alla morte di Fuller rimane in contatto con Browni Mcghee ed insieme iniziano una collaborazione con la quale incideranno molte canzoni, questo loro duo li porterà anche a collaborare con la casa discografica Folways Records.

Durante il revival folk degli anni sessanta entrambi godono di un discreto successo, arriverà addirittura a incidere per la Libreria del Congresso Americano e sarà invitato a suonare alla Carnegie Hall.

Appare nella commedia di Steve Martin del 1979 The Jerk. Terry ha collaborato con Ry Cooder in “Walkin ‘Away Blues”, ha anche eseguito una cover di “Crossroad Blues” di Robert Johnson per il film del 1986 Crossroads.

Terry morì per cause naturali a Mineola, New York, nel marzo 1986, tre giorni prima che Crossroads uscisse nei cinema, sarà introdotto nella Blues Hall of Fame nello stesso anno

Etta Baker

 

Etta Lucille Reid nasce a Cardwell Country nella Carolina del Nord il trentuno marzo del 1913, figlia d’arte il padre Boone Reid era un artista polistrumentista del Piedmont Blues, Etta si appassiona alla musica da giovane, all’età di tre anni e ovviamente il padre era il suo istruttore arriverà a suonare con il tempo sia la chitarra a sei e a dodici corde e il banjo a cinque corde.

La famiglia di Etta si sposta a Keysville in Virginia nel 1916, il padre in quel periodo dal 1920 al 1930 trova lavoro presso le varie fattorie, il resto della famiglia invece lavorava per varie aziende del tabacco, in questi periodi però non smisse mai di esibirsi.

Nel 1936 ridusse le sue apparizioni quando sposo Lee Baker, nel 1956 Etta viene finalmente registrata su disco quando lei e suo padre entrarono in contatto con il cantante Paul Clayton che era in visita a Blowing Rock nel nord Carolina.

Il padre di Etta lo prega di ascoltare la figlia eseguire il suo cavallo da battaglia “One Dime Blues”, Clayton ne rimase entusiasta ed il giorno dopo si presentò alla loro casa pronto a registrarla, da quella sessione vennero fuori cinque brani che finirono nell’album intitolato “Instrumental Music of the Southern Appalachians”.

Dopo questa registrazione torno alla funzione di donna e madre di famiglia a tempo pieno, dal suo matrimonio con il marito ebbe nove figli, di cui uno mori nella guerra del Vietnam lo stesso anno che morì il marito nel 1967.

Dopo la morte del marito, riniziò a dedicarsi alla musica defitinivamente esibendosi nei vari festival, nel 1991 esce con il suo primo disco “One Dime Blues” e poi uscì con altri album postumi alla sua morte.

Etta ha ricevuto numerosi riconoscimenti durante la sua tarda carriera musicale, tra cui il North Carolina Folk Heritage Award dal North Carolina Arts Council nel 1989, il National Endowment for the Arts ‘National Heritage Fellowship nel 1991 e il Nord Carolina Award nel 2003.

Continuò ad esibirsi per tutta la vita e mori all’età di novantatre anni, il ventirre settembre del 2006.

 

John Jackson

Nasce il ventiquattro settembre del 1924 nella città di Woodville in Virginia, cresce in un famiglia di musicisti perciò si dedica allo studio della chitarra sin dalla giovane età.
Si sposta da giovane all’età di venti anni a Fairfax sempre in Virginia all’età di venti anni, qui svolge svariati lavori tra cui anche quello di becchino, la sua carriera musicale inizia per fortuna nel 1960 grazie al folklorista Chuck Purdue.
Nel 1960 le sue prime registrazioni vi sono con la Arhoolie Records, nella sua carriera partecipa a molteplici festival sia in America che in Europa, successivamente registra anche per la Rounder Records e la Alligator Records.
Suonerà anche nei Travelling Blues Workshop, che includedevano Jackson, Archie Edwards, Flora Molton, Mother Scott, Phil Wiggins e John Cephas.
Morirà all’età di 77 anni per un cancro al fegato a Fairfax Station in Virginia.

Floyd Council

Nasce il due settembre del 1911 a Chapel Hill nella Carolina del Nord figlio di Harrie e Lizzie, è stato un musicista del Piedmont suonava sia la chitarra che il mandolino.
Inizia la sua carriera in un gruppo chiamato The Chapter Hillibillies insieme ai fratelli Leo e Thomas Strowd intorno al 1920, negli anni successivi tra il 1920 ed il 1930 si esibisce come artista di strada e registra per la ARC insieme a Blind Boy Fuller.
Intorno agli anni sessanta viene colpito da un ictus che gli blocca le sue capacità vocali e motorie ma non quelle cognitive, non riacquisterà mai le sue capacità vocali.
Morirà nel 1976 a causa di un infarto, e verrà seppellito al cimitero di White Oak AME Zion Cemetery a Sanford nel Nord Carolina.
Syd Barrett creò il nome della band Pink Floyd combinando il nome di Council insieme a quello dell’altro bluesman Pink Anderson.

Francis Hillman “Scrapper” Blackwell

Nasce il 21 febbario del 1903 uno dei sedici figli di Payton e Elizabeth Blackwell a Syracuse nella Carolina del Sud., cresce però a Indianapolis nell’Indiana dove inizia a studiare la chitarra creandosi da autodidatta la sua primissima chitarra.

Sarà la nonna a sopronnominarlo “scrapper” per colpa del su carattere, da ragazzo inizia a girovagare per le città esibendosi come artista, sarà in uno di questi viaggi aIndianapolis dove incontrerà il pianista originario di Nashville Leroy Carr con cui inizierà un sodalizio che durerà fino alla morte di Carr.

Sotto l’influenza ed il consiglio di Carr, Blackwell inizia a registrare per l’etichetta Vocalation Records, con questa label Blackwell registrò anche vari pezzio da solo tra cui ricordiamo “Kokomo Blues” che verrà poi plasmato sotto il nome di “Sweet Home Chicago” da Robert Johnson.

Insieme a Leroy Carr iniziarono un lungo tour nelle regioni del midwest degli stati uniti e nelle regioni del sud come due vere star del circuito Blues americano, incidono svariati pezzi insieme ed il loro sodalizio sembra girare bene fino al 1935 ultima registrazione eseguita insieme, dove dopo la fine della sessione i due si lasciano la sala alle spalle in un modo molto brutto.

Due mesi dopo la notizia della morte di Carr dovuta ad una nefrite sconvolge Scrapper, il quale vorrà omaggiare il vecchio compagno di palco incidendo con il pianista Dot Rice, ma il risultato è scarso e da lì a poco tempo Blackwell abbandona l’industria della musica.

Il suo ritorno sulle scene avverrà grazia al revival folk verso la fine degli anni cinquanta dove registrerà per la 77 Records nel 1958 e nel 1961 per la Bluesville/Prestige Record, quando sembrava in grado di riprendere la sua carriera artistica viene ucciso in un vicolo da un colpo di pistola all’età di 59 anni il sette ottobre del 1962.

Verrà sepolto al cimitero di New Crown ad Indianapolis, Scrapper Blackwell è stato un importante artista che ha collaborato alla diffusione sia del Piedmont Blues sia del Chicago Blues.

Reverendo Gary Davis Junior.

Conosciuto anche con il nome di Blind Gary Davis nasce il 30 Aprile del 1896 a Laurens nella Carolina del Sud, uno degli otto figli dei suoi genitori nasce quasi completamente cieco dalla nascita per poi divenirlo in giovane età.

Si dedica da subito, all’età di soli sei anni, allo studio della chitarra svilluppando la sua tecnica finger-style sin dal principio, studiando sui vari gospel e i brani ragtime tipici della regione del Piedmont, una volta adulto sarà in grado di suonare anche l’armonica e il banjo.

Nle 1920 si sposta a Durham nota cittadina molto attiva per quel che riguardava la comunità degli afroamericani sia dal punto di vista lavorativo sia da quello musicale, attivo anche sul lato della didattica tra i suoi primi allievi abbiamo proprio Blind Boy Fuller.

Venne scoperto da un talent scout locale di nome J.B.Cale, che lo introdusse alla casa discografica American Record Company, le future registrazioni che esegui con l’etichetta segnano l’inzio della sua carriera su disco che però per vari motivi non arrivò mai al livello di successo del suo allievo Blind Boy Fuller.

Le motivazioni possono risiedere forse nel suo brutto temperamento, ma anche il suo credo infatti durante questo periodo diventa cristiano e viene ordinato reverendo di un ministero a Washington nella Carolina del Nord, la sua fede gli impedisce di registrare ed eseguire brani Blues e si dedica unicamente al Gospel e alla sua diffusione tramite l’utilizzo della sua chitarra.

Viene intevistato nel tempo da Elizabeth Lyttleton Harold la moglie di Alan Lomax, e intanto si era spostato a New York verso il 1940 perché la scena Blues di Durham stava affrontando una fase di declino ed interesse.

Passò i successivi anni con la scelta di essere un cantante e chitarrista Gospel, ed escluse il Blues dal suo repertorio, predicando come reverendo e diffondendo il messaggio della musica Gospel, negli anni del revival del Blues cioè verso gli anni sessanat incomincia ad acquisire una certa notorietà.

Non abbandonò mai anche l’attività di insegnante tanto che intorno a lui si sviluppo un enttourage di studenti di livello alto tra cui possiamo citare Stefan Grossman, Woody Mann, e Roy Book Binder.

Davis morì di infarto nel maggio 1972, a Hammonton, nel New Jersey, verrà sepolto al Rockville Cemetery, a Lynbrook, Long Island, New York.

Blind Willie McTell

William Samuel McTie nasce Thompson in Geoegia il cinque maggio del 1898, nasce cieco da un occhio e perderà la vista completamente nell’adolescenza, si avvicina alla chitarra sin dai primissimi anni mostrando una dicsreta attitudine alla musica.

Figlio di arte in famiglia sia il padre che lo zio suonano la chitarra e sono loro a passaegli i primi insegnamenti, intanto lui impara a scrivere e leggere la musica tramite il braille e si diletta ad imparare anche la fisarmonica.

Il padre lascia la famiglia quando lui è ancora piccolo e dopo la morte della madre avvenuta nel 1920 inizia a girovare per le città esibendosi per vivere, sarà solo nel 1927 che inizierà la sua carriera artistica con l’etichetta discografica della Victor Records di Atlanta.

Negli anni precedenti il secondo conflitto mondiale, registrerà per molte case discografiche quali la Decca e la Columbia sotto svariati pseudonimi, uno di questi “The Pig and Whistle” in riferimento ad una catena di ristoranti di Atlanta presso i quali era abituato a suonare nel parcheggio di uno di essi per raccimolare qualche mancia.

Come molti suoi colleghi nel 1940 viene intervistato dall’etnomusicologo Alan Lomax, in quell’occasione viene accompagnato dalla moglie, l’intervista e le registrazioni di Lomax si basano su vari classici del Piedmont Blues, vari spirituals e altri canti, nell’intervista Lomax chiede a McTell delle performances riguardo le cosidette protest song (canti di protesta) ma il bluesman evitò questa richiesta in modo molto eloquente.

McTell registrò per Atlantic Records circa quindici canzoni nel 1949, ma queste registrazioni incontrarono un successo commerciale minore rispetto ai suoi lavori precedenti.

Un anno dopo, tuttavia, è tornato in studio, questa volta con il suo partner di lunga data Curley Weaver, incidendo le canzoni per l’etichetta Regal, nessuno di questi dischi vendette particolarmente bene, tuttavia, e mentre McTell continuava a suonare per chiunque volesse ascoltare, in questo perido inizia per lui il suo periodo buio con l’alcolismo.

Ha continuato a esibirsi nei dintorni di Atlanta, ma la sua carriera è stata interrotta da cattive condizioni di salute, principalmente a causa del diabete e dell’alcolismo.

Nel 1956, un direttore del negozio di dischi di Atlanta, Edward Rhodes, scoprì che McTell suonava per strada per un po ‘e lo attirò con una bottiglia di liquore di mais nel suo negozio, dove catturò alcune esibizioni finali su un registratore, queste registrazioni sono state rilasciate postumo da Prestige / Bluesville Records con il titolo di “Last Session”.

Si risvegliò dal quel perido nel 1956, giusto in tempo per registrare un’altra sessione storica su nastro, poco dopo lasciò la musica, per diventare pastore di una chiesa locale la Mt. Zion Baptist Church di Atlanta.

McTell morì di una emoraggia cerebrale a Milledgeville, in Georgia, nel 1959. venne sepolto nella Jones Grove Church, vicino a Thomson, in Georgia, vicina alla sua città natale.

Un fan ha pagato per far erigere una lapide nel suo luogo di riposo, è stato inserito nella Blues Hall of Fame della Blues Foundation nel 1981e nella Georgia Music Hall of Fame nel 1990.

Blind Boy Fuller

Fulton Aller vero nome di Blind Boy Fuller, nasce a Wadesboro il dieci luglio del 1904, North Carolina, uno dei dieci figli di Calvin Allen and Mary Jane Walker.

Ha imparato la chitarra da ragazzo ascoltando le varie work-songs e gli holler che sentiva intorno a lui ogni giorno, facendo sue le varie melodie ragtime, i vari Blues da musicisti più anziani, a metà dell’adolescenza stava iniziando a perdere la vista e, poiché era già sposato e aveva bisogno di soldi, Fulton iniziò a suonare a tempo pieno per le strade di Rockingham e in seguito nelle città più grandi di Winston Salem e Durham.

Il progresso della malattia, una congiuntivite infantile non curata, lo renderà cieco nel 1928, si era guadagnato la reputazione di musicista versatile con una voce potente grazie anche ad un buon orecchio con cui copiato lo stile dai dischi di Blind Blake.

Suonava abitualmente presso i magazzini di tabacco per raccattare le varie mance, questo lo porto ad essere invitato a suonare alle feste che si organizzavano nei weekend, di solito era accompagnato da Sonny Terry l’armonicista e dal suonatore di washboard Geroge Washington.

Nel 1935, James Baxter Long, direttore di un negozio di dischi e talent scout di Burlington, nella Carolina del Nord, gli assicurò una sessione di registrazione con l’American Recording Company (ARC), qui registrò vari brani tra “Rag, Mama, Rag”.

Nel corso dei prossimi cinque anni “Fuller” ha registrato oltre 135 tracce, brani quali “Step It Up and Go “I Want Some of Your Pie”, “Truckin” My Blues Away “e” Get Your Ya-Yas Out “e ” Steel Hearted Blues “e” Lost Lover Blues “, di solito si univano alle sue registrazioni i suoi amici Gary Davis, Sonny Terry.

Nell’aprile del 1936, Fuller registrò dieci esibizioni come solista e registrò anche con il chitarrista Floyd Council,  l’ anno seguente, dopo aver fatto il provino davanti a J. Mayo Williams, registrò per la Decca Records, ma il connubio con la Decca non era soddisfacente e allora tornò alla ARC.

Nel 1938 Fuller, fu incarcerato per aver sparato contro sua moglie, ferendola a una gamba, la sua prigionia gli ha impedito di esibirsi al “From Spirituals to Swing”, un concerto prodotto da John Hammond a New York City quell’anno, dopo che Fuller fu rilasciato dalla prigione, tenne le sue ultime due sessioni di registrazione, a New York City nel giugno del 1940, ma a quel punto era sempre più debole fisicamente e gran parte del materiale non corrispondeva alla qualità e all’energia delle sue precedenti registrazioni.

Morì nella sua casa di Durham, nella Carolina del Nord, il 13 febbraio 1941, La causa della morte fu piemia, a causa di una infezione della vescica, del tratto gastrointestinale e del perineo, oltre che ad una insufficienza renale, la sua tomba si trova al Grove Hill Cemetery, situato su una proprietà privata a Durham.

Blind Blake

Le origini di Blind Blake pseudonimo di Arthur Blake sono incerte, cieco dalla nascita nato da Winter e Alice Blke sembra nell’area di Jacksonville, in Florida, alcune fonti indicano che plotrebbe essere potrebbe invece cresciuto in Georgia.

Sul certificato di morte viene indicata come città di nascita Newport News in Virginia, Le informazioni che abbiamo sulla vita di Blind Blake sono a dir poco irregolari.

Cieco sin dalla nascita, Blake iniziò presto a guadagnarsi da vivere suonando la chitarra agli angoli delle strade, nei vari locali e addirittura nei vari medicine show, si è subito fatto un nome a livello regionale ed è stato in effetti uno dei musicisti itineranti più noti infatti trascorrendo un lungo periodo ad Atlanta nei primi anni ’20, fu quando si diresse a Chicago nei primi anni 1920 che Blake divenne una figura chiave nella scena del blues.

Mayo Williams, un imprenditore nero con un occhio attento per i talenti del Sud, agiva ufficiosamente come scout per la Paramount Records, quando un commerciante di Jacksonville attirò la sua attenzione su Blind Blake, Williams non perse tempo nel fargli firmare un contratto discografico per la Paramount nel 1926.

La prima uscita di Blake per l’etichetta con sede nel Wisconsin, il celebre singolo Early Morning Blues / West Coast Blues, fu un successo istantaneo, Blake fu visto per la prima volta a Chicago a metà degli anni 1920. Si presume che la sua data di nascita sia tra il 1895 e il 1897, poiché l’unica foto esistente di Blind Blake, scattata alla sua prima sessione della Paramount nell’agosto 1926, mostra un uomo di circa trenta anni.

Il successo con la Paramount lo porta ad incidere circa una ottantinca di pezzi con l’etichetta, molte delle registrazioni fatte da Blind Blake furono scelte come esecuzioni classiche di primi blues, troppe per essere elencate in dettaglio, tra i brani che spiccano si includono “Early Morning Blues”, “Too Tight”, “Skeedle Loo Doo Blues”,  “Southern Rag”, “Diddie Wa Diddie”, “Police Dog Blues”.

Oltre ai suoi dischi, Blake suonava anche la chitarra con altri artisti della Paramount, nomi del calibro di Papa Charlie Jackson e Gus Cannon, i cantanti Ma Rainey e Ida Cox e il pianista Charlie Spand.

La caratteristica più schiacciante degli oltre 80 registrazioni con la Paramount sono la sua diversità, classici del Piedmont Blues, brani skiffle e ragtime, molte delle melodie originali di Blind Blake sono ormai standard country-blues.

Blake andò in tournée con lo spettacolo vaudeville “Happy-Go-Lucky” tra il 1930 e il 1931 prima di tornare negli studi della Paramount a Grafton per la sua ultima sessione di registrazione nel 1932, questa si rivelò la fine della carriera.

E’ difficile trovare informazioni attendibili sulla vita di Blind Blake, si sa poco o nulla della sua morte, nessuno ha mai saputo cosa veramente successe dopo l’ultima sessione della Paramount, ci sono voci sul fatto che Blake sia stato assassinato o che sia caduto vittima del alcolismo. che sembrano aver imperfetto le sue registrazioni successive.

Nell’aprile del 1933 fu ricoverato in ospedale con polmonite e non si riprese mai completamente, Il primo dicembre del 1934, dopo tre settimane di sofferenza si spegne a causa di un’emorragia polmonare, morendo per strada sull’ambulanza chiamata dalla moglie Beatrice.

Pink Anderson

Nasce il dodici febbraio del 1900 a Laurens nella Caolina del Sud, ma cresce nelle vicine città di Greenville e Spartanburg.

Da giovane si unisce presto al medicine show del dottore William R. Kerr della Indian Remedy Company, intrattenendo il pubblico mentre il dottore cercava di vendere qualche unguento dalla capacità di cura miracolose.

Più tardi si unisce allo show di Leo “Chief Thundercloud” Kahdot, dove incontra il bluesman e armonicista Peg Leg Sam, inizia però la sua carriera dopo che il folklorista Paul Clayton lo scopre.

Grazie a lui incide vari album e partecipa a vari tour, ma la sua attività non sarà molto longeva, a causa di un ictus verso la fine degli anni sessanta si vide costretto ad interrompere il suo girovagare in tour.

Nel frattempo nel 1963 effettua un cameo nel file “The Bluesman”, il suo ultimo tour avviene alla fine del 1970 su pressione di uno dei suoi studenti Roy Book Binder che lo accompagnò nelle tappe di Washington e Boston.

Morirà nell’ottobre del 1974 a causa di un infarto, il suo retaggio arriverà con il tempo ad un artista di nome Syd Barrett che uitlizzerà come omaggio il nome Pink per la sua futura band chiamata Pink Floyd.

 

Robert Hicks

Nasce a Walnut in Gerogia, i suoi genitori Charlie e Mary Hicks erano contadini, insieme al fratello viene iniziato allo studio della chitarra in giovane età, partendo con la chitarra a 6 corde per poi passare a quella a dodici corde quando si sposterà ad Atlanta.

Conosciuto con il soprannome di Barbecue Bob perché oltre che a suonare lavorava come cuoco in un ristorante barbecue, fu proprio lavorando al Tidwell ‘s Barbecue che capito agli occhi del talent scout dell’Atlanta Dan Hornsby.

Durante la sua breve carriera, Hicks ha registrato vari 78 giri, Il suo primo “Barbecue Blues” fu registrato nel marzo del 1927, Il disco vendette rapidamente 15.000 copie e lo rese per un periodo l’artista più venduto della Columbia.

Nella sua seconda sessione di registrazione, a New York City nel giugno del 1927, registrò “Mississippi Heavy Water Blues”, una canzone ispirata all’inondazione del Mississippi del 1927, questa canzone e le sue altre uscite diverrano popolari e i suoi dischi vendevano più di tutti gli altri musicisti di blues di Atlanta.

Barbecue Bob ha anche registrato come membro dei Georgia Cotton Pickers nel dicembre del 1930, un gruppo composto da Bob, il chitarrista Curley Weaver e il suonatore di armonica Buddy Moss, come gruppo hanno registrato una manciata di parti, incluso il loro adattamento di “Diddie Wa Diddie” e “Sitting on Top of the World” del Mississippi.

Hicks morì a Lithonia, in Georgia, a causa di una combinazione di tubercolosi e polmonite causata dall’influenza che contrasse, all’età di 29 anni, il 21 ottobre 1931.

 

Le origini del Piedmont Blues.

Lo scrittore Bruce Bastin ha coniato la frase Piedmont Blues per descrivere quel genere di muisca Blues che nasce dalla pianura costiera che si estende delle colline vicino alla catena montuosa degli Appalachiane fino ad arrivare all’Atlantico, dalla Virginia fino alle Carolina, e dalla Georgia fino alla Florida.
Conosciuto anche come East Coast Blues, si caratterizza dall’uso prevalente dell’uso della tecnica finger-style e da ritmi che hanno subito l’influenza musicale di altri generi quali il ragtime e la stessa musica country.
Tutti coloro che sono appassionati di Blues conoscono i lavori e l’opere di Alan Lomax che ha contribuito a registrare, diffondere e conservare la natura folkloristica della musica americana e ovviamente il Blues rientrò in queste sue opere, ma quando parliamo di Piedmont Blues la figura di archivista e divulgatore principale di questo stile è stata quella di Peter B. “Pete” Lowry.
Nato a Montclair, nel New Jersey il primo aprile del 1941, frequenta la Deerfield Academy e poi la Princeton University, dove si specializza in scienze biologiche.
Insegna biologia per alcuni anni dopo aver conseguito un master in zoologia, ha spostato la sua attenzione verso la musica Blues e verso il Jazz.
Scrittore, produttore discografico, etnomusicologo, storico, fotografo, musicologo forense e insegnante si occupò dei vari aspetti della musica popolare, principalmente quella afroamericana.
Lowry ha viaggiato negli Stati Uniti sudorientali per oltre un decennio negli anni ’70 e ’80 facendo registrazioni sul campo e altre ricerche nella regione del Pidemont fino ad arrivare in Virginia, passando dalla Georgia fino alle due Caroline, tramite interviste, fotografie e registrazioni di musicisti blues e gospel tra il 1970 e 1980, ha documentato questo stile di Blues per farlo arrivare alle nostre generazioni.
Dopo un decennio passato a registrare, documentare e archiviare musica, collabora proprio con Alan Lomax per due anni presso la Libreria del Congresso Americano, tutto il suo materiale così come quello di Lomax è ormai parte del patrimonio culturale americano deopositato e registrato presso la sezione American Folklife Center della libreria del Congresso.
Lowry ha scritto di per varie riviste del settore quali le inglesi Blues Unlimited, Blues & Rhythm (UK), Juke Blues (UK) e le americane Cadence, Jazz Times, la sua attività di divulgatore è ancora oggi attiva, la sua collaborazione con il collega Bruce Bastin farà si che entrambi prendano il merito per aver coniato il termine Piedmont Blues.
Questo genere di Blues vanta tra i suoi artisti principali nomi quali Blind Blake, il suo esponente più noto, ma anche Blind Boy Fuller, Gary Davis, Etta Baker, Buddy Moss, Josh White, Scrapper Blackwell, e moltissimi altri.

Lonnie Donegan: il Re dello Skiffle.

Ogni re indossa la sua corona, così nella vita così come nella Musica, e proprio nella Musica di esempi ne abbiamo parecchi.
Basti pensare ad Elvis che è stato il Re del Rock ‘N’ Roll, al triumvirato dei tre Re del Blues che sono B.B. King, Freddie King e Albert King, e Lonnie Donegan più di ogni altro è stato il maggiore esponente delle Skiffle diffondendolo nel Regno Unito a suon di canzoni.
Anthony James Donegano nasce a Glasgow il ventinove aprile del 1932, figlio d’arte in quanto il padre di origini scozzesi suonava nella Scottish National Orchestra mentre la madre era di origini irlandesi.
Da bambino si dedica agli ascolti dello Swing e del Jazz, innamorandosi della chitarra Blues e Country tra i suoi ascolti preferiti vi sono il cantante compositore Josh White e il compositore Frank Crumit.
Si compra una chitarra all’età di quattordici anni ed inizia i suoi studi musicali, le sue capacitò di strumentista lo portarono già verso la fine degli anni quaranta a frequentare vai jazz club di Londra.
La sua prima frequenza presso una vera band avviene con quella di Chris Barber, futuro organizzatore dei tour inglesi dei Bluemen Big Bill Bronzy ma soprattutto di quello di Muddy Waters, a Barber era giunto all’orecchio delle capacità di Donegan come suonatore di banjo, ma a doverla dire tutta Lonnie non era ancora in grado di suonar il banjo e la sua assunzione nella band di Barber avvenne più in virtù delle sue qualità da sviluppare ed alla sua personalità che per virtù tecniche sullo strumento.
Barber non si era sbagliato e Donnie divenne un eccellente suonatore di banjo oltre che di chitarra, la sua permanenza all’interno della jazz band si protrasse fino all’obbligo del servizio di leva che svolse a Southampton, ma anche in questo periodo il suo talento lo porto a suonare come batterista per la Ken Grinyer’s Wolverines Jazz Band presso un pub locale.
In onore a Lonnie Johnson, Donegan cambio il suo nome, apri pee Lonnie Johsnon alla Royal Albert Hall nel 1952 con i suoi Tony Donegan Jazzband.
Nel 1954 Chris Barber chiede a Ken Colyer noto trombettista di ricoprire questo ruolo nella sua band, Colyer era appena uscito di galera per problemi riguardanti l’immigrazione, accettò di buon grado e rinominarono il gruppo in Ken Colyer’s Jazzmen
Mentre era nei Kenmen di Jazz Colyer con Chris Barber, Donegan cantava e suonava la chitarra e il banjo, iniziò a suonare con altri due membri della band durante gli intervalli, questi intervalli verranno nominati ” skiffle break”, nome suggerito dal fratello di Ken Colyer, Bill.
Donegan suonava canzoni folk e blues di artisti come Lead Belly e Woody Guthrie, questa pausa divenne popolare all’epoca tanto che decise di registraere “Rock Island Line” brano di Leadbelly, a cui seguì anche la creazione di un album completo intitolato “An Englishman Sings American Folk Songs”.
Pubblicato in America sull’etichetta Mercury nei primi anni ’60, questo fù il primo disco inglese a raggiungere la Top Ten negli Stati Uniti, il disco rimarrà un catalizzatore per moltissimi futuri artisti di questo stile e del rock.
Dopo aver lasciato la band di Barber esce con Il suo prossimo singolo tramite la Decca, intitolato “Diggin ‘My Potatoes” fu registrato in un concerto alla Royal Festival Hall il 30 ottobre 1954, la sua collaborazione però con la casa discografica durò relativamente poco e venne abbandonato dall’etichetta
Nel giro di un mese fu agli Abbey Road Studios di Londra a registrare per l’etichetta EMI, ed il suo nuovo singolo Il suo prossimo singolo “Lost John” raggiunse la posizione 2 nella UK Singles Chart.
Donegan ha continuato a sfornare successi come “Cumberland Gap” e “Does Your Chewing Gum Lose Its Flavour” ed il seguente “My Old Man’s a Dustman” non fu ben accolto dai fan della skiffle in America ma raggiunse posizione numero uno nel Regno Unito.
La sua influenza nella scena musicale inglese fù evidente, come esempio prendiamo il primo progetto che è stato il precursore dei Beatles aveva il nome di The Quarry Men e fù fondato nel 1956 da Lennon.
Originariamente composto da Lennon e diversi compagni di scuola, i Quarry Men hanno preso il loro nome da una frase nella canzone della loro scuola, la Quarry Bank High School.
Originariamente chiamanta Blackjack con questo nome non hanno mai fatto nessuna esibizione pubblica, invece come the Querry Men il gruppo suonò a feste, balli scolastici, cinema e gare di skiffle amatoriali prima che Paul McCartney si unisse nell’ottobre del 1957, il resto poi c’è la storia dei Beatles che molti sicuramente già conosceranno.
Donegan ha continuato a scalare le classifiche britanniche fino al 1962, prima di soccombere ai Beatles e alla nascita della Beat Music.
La sua carriera come artista entro in una fase di declino, ma si tenne attivo grazie alla sua attività di produttore musicale, si riunì anche a Barber per un tour di revival dello skiffle in Germania.
Lonnie Donegan morirà il tre novembre del 1992 a causa di problemi cardiaci, da sempre nel corso della sua vita ha avuto questi problemi il suo primo attacco di cuore avvenne nel 1976, il suo retaggio è stato omaggiato nel corso degli anni da svariati artisti della scena mondiale quali ad esempio Mark Knopfler e Brian May.

C’era una volta lo skiffle.

La Musica ha la capacità di unire le persone come non mai, anche nelle situazioni più disagiate quali ad esempio quella di essere uno dei tanti braccianti o dei vari scaricatori di porti inglesi che cercava di passare la faticosa giornata riducendone la pesantezza attraverso dei canti durante il giorno, da questo si può notare la similitudine dei braccianti bianchi con la manovalanza nera sfruttata nei campi di cotone nel sud degli Stati Uniti.
La somiglianza finisce qui anche perché, i braccianti avevano a differenza degli afromaericani la capacità piena di tutti i diritti sociali e delle condizioni sociopolitiche che questi ultimi otterranno negli anni solo attraverso dure batttaglie.
Lo Skiffle comunque nasce negli States nei campi di cotone verso gli anni venti, come il Blues rappresenta lo struggente lamento dei lavoratori agricoli dei campi di cotone, questo musica viene acquisita come propria anche dagli scaricatori di porto inglesi, tra i suoi suonatori questi il nome del suo maggior esponenente è quello di Lonnie Donegan.
Lo skiffle era originariamente suonato con strumenti fatti in casa, o con attrezzi casalinghi usati per fare musica, proprio come in un jug band potevano benissimo ritrovare pentole, brocche, assi per lavare, o figure quali il “tea-chest bass” un rudimentale basso formato da una cesta per portare il tè ed un manico di scopa per tastiera, altro strumento della famiglia dei bidofoni a cui associamo anche il wash-tube bass delle varie jug band di Memphis.
L’evolversi dello stile musicale e la sua successiva notorietà nel tempo vide introdurre i classici strumenti quale le chitarre e ovviamente le percussioni, in modo da dare maggiore espressività ad i suoi interpreti ma senza dimenticare il messaggio di base che questo genere musicale proponeva.
L’etimologia della parola Skiffle deriva da “to make a Skiffle”, espressione coniata nello slang americano che intendeva significare l’atto che di colui che riusciva a fare un disastro di un’attività commerciale o di un affare.
La scena jazz del dopoguerra in Gran Bretagna vide un allontanamento dalla musica swing delle Big Band che avevano spopolato prima e durante il secondo conflitto bellico mondiale.
Le tendenze culturali tendono a cambiare a seguito di una guerra, questo perché le persone vogliono iniziare una nuova vita lasciandosi dietro di sé l’orrore, le difficoltà patite in guerra.
Con le Big Band mandate fuori dai gusti e dalle preferenze delle persone, i gruppi più piccoli iniziarono a riempire quello spazio che una volta era di dominio pubblico delle grandi band o orchestre.
Tra queste band emerse durante gli anni ’50 vi era quella del Jazzmen Ken Colyer, una band jazz di stampo tradizionale al cui interno vi era un suonatore di banjo e polistrumentista che avrebbe scritto la storia di questo stile nella Gran Bretagna, il suo nome era quello di Anthony James “Lonnie” Donegan.
Parte della bellezza di questa musica era che non richiedeva strumenti costosi né un alto livello di musicalità, risultava divertente, ballabile e soprattutto era un qualcosa di nuovo che serviva a recidere i tempi passati della guerra e il ricordo di tutto il dolore che questa aveva portato.

Vee-Jay Records.

Vee-Jay Records è una casa discografica americana fondata nel 1950, specializzata in blues, jazz, rhythm and blues e rock and roll, fondata a Gary, Indiana, nel 1953 da Vivian Carter e James C.Bracken, marito e moglie che hanno utilizzato le loro iniziali per il nome del marchio, nel 1955 si unirà alla label anche Ewart Abner della Chance Records, è stata una delle prime società americane di proprietà afroamericane.
I principali artisti della Vee-Jay  nel 1950 includevano cantanti di blues quali Jimmy Reed, Memphis Slim, e John Lee Hooker, e gruppi rhythm and blues tra cui le Spaniels, i Dells e El Dorados, il 1960 ha visto l’etichetta far entrare nei propri ranghi i nomi  di Jerry Butler, Gene Chandler, Dee Clark, e Betty Everett potendo così accedere anche alle vette delle classifiche Pop e R&B.
Vee-Jay ha avuto un significativo successo anche in ambito pop / rock and roll producendo artisti come i  Four Seasons di acquistando i diritti su alcune registrazione dei Beatles in accordo con la EMI quando la Capitol, affiliata della EMI in America, a quei tempi non era interessata ai Fab Fours, in ambito jazz la  Vee-Jay ha rappresentato artisti come Wynton Kelly, Lee Morgan, Eddie Harris, e Wayne Shorter, la label produceva in parte  anche artisti gospel nei nomi di the Staple Singers, the Argo Singers, Swan Silvertones, The Caravans, Dorothy Love Coates and The Gospel Harmonettes, and Maceo Woods.
I più grandi successi della Vee-Jay sono arrivati dal  1962-1964, con l’ascesa del Four Seasons e la distribuzione del primo  materiale Beatles, all’inizio le produzioni della Vee-Jay erano  senza successo, ma grazie alla “British Invasion” le vendite sono decollate nei primi mesi del 1964, vendendo oltre  2,6 milioni di singoli dei Beatles in un solo mese, purtroppo la mancanza liquidità della società dovuta all’azioni di Abner, che prelevava fondi irregolarmente  per coprire i propri debiti di gioco, portarono i Four Seasons a segnare il contratto per la Philips records e la Capitol a quel punto poté ricomprarsi in tutta tranquillità i diritti sulle royalties dei Beatles.

La Vee-Jay comprendeva altre sussidiare come la “Interphon” e ovviamente la “Aubner Records”, nel 1965 la casa discografica si sposta a Chicago dopo essere stata un’anno a Los Angeles, periodo nel quale si è dovuta difendere dall’azioni legali della Pye Records,  la dichiarazione di bancarotta avviene nel 1968 e viene successivamente acquistata e rinominata i Vee-Jay International dai due nuovi acquirenti Betty Chiappetta e Randy Wood, la vita della casa discografica va comunque avanti con noti problemi, apre e riapre nei vari prima nel 1982 come casa discografia R&B ma solo fino al 1986.

Verrà riattivata come The Vee-Jay Limited Partnership da Michele Tayler nel 1998, negli anni il suo catalogo viene riproposto da molti altre label come la Collectables Records  che dal 2000 ristampa vari cd con i suoi  successi, oppure dalla Shout Factory che hha emesso il cd “Best of the Vee-Jay Years”, tra i vari tributi nei primi anni ottanta da citare il film-documentario “Cradle of Rock and Roll” dedicato alla storia della Chess Records e della Vee-Jay.

Nel 2014 viene acquisita in via definitiva dalla Concord Music Group adesso unica proprietaria del suo catalogo.

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