Holly Hyatt

Figlia di un musicista professionista inizia a conoscere la musica si da piccola alla sola età di seri anni.

Cantante, songwriter e naturalmente bassista spende gli ultimi quattordici anni della sua carriera musicale esibendosi con il suo duo  Holly and Jon, con cui pubblica quattro album di cui l’ultimo “Shufflin’ The Blues” del 2016.

Nella primavera del 2019 intraprende la carriera solista uscendo sul mercato con il disco “Wild Heart,  si è esibita sui palchi del Kaslo Jazz Festival, Unity Music Festival, Central Music Festival, Starbelly Jam, Idlewild Festival, Arts Wells, Arts On The Edge, Whatshan Lake Festival.

Holly è attualmente in tournée nel Canada occidentale con la sua band di cinque brani, con Hyatt alla voce e al basso, alla chitarra Jon Burden, tastiere Jack Taforo, sax e flauto Clinton Swanson e alla batteria  Steve Wilson.

Il link al suo sito web Holly Hyatt

 

 

Willie Dixon.

William James Dixon nasce nella capitale della contea di Warren, Vicksburg nello stato del Mississippi il 1º luglio 1915 è stato un contrabbassista blues statunitense, cantautore, autore, arrangiatore e produttore discografico nelle case discografiche storiche del Blues di Chicago quali la Chess Records e la Cobra Records.
Autore di molteplici successi di Bluesman a partire da Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Little Walter, Otis Rush, Memphis Slim, Jimmy Rogers, passando per Bo Diddley e tantissimi altri artisti di Chicago, fu anche il primo a produrre Buddy Guy, Magic Sam e Otis Rush i tre chitarristi che diedero poi vita al West Side Sound di Chicago.
La sua vita di in gioventù è stata contrassegnata da vari problemi con la legge, si sposta perciò a
Chicago durante la migrazione all’inizio degli anni 30, e vista la sua imponenza fisica si dedica alla carriera pugilistica vincendo il titolo dei pesi massimi nella competizione amatoriale dei Golden Gloves nel 1936, ma anche la carriera pugilistica finisce presto dopo la lite con il suo manager dalla quale scaturì il provvedimento disciplinare che l’allontanò dal mondo della boxe per sempre.
Nel 1939 nello stesso contempo oltre alla Boxe si dedica anche allo studio della musica, suo maestro e amico è il pianista e chitarrista Leonard “Baby Doo” Caston conosciuto nella palestra di Boxe.
Suonerà nel suo gruppo chiamato i “Five Brezze”, ma nel 1941 interrompere gli studi musicali perché dovrà scontare la pena di dieci mesi in prigione per non aver voluto partecipare al secondo conflitto mondiale dichiarandosi obiettore di coscienza.
Il suo amico Caston invece forma il gruppo conosciuto come i “Rhythm Pascal” girando per Europa e America esibendosi per le forze armate, quando Willie esce di prigione e con Caston ritornato dal Tour formano i “Big Three Trio” insieme al chitarrista Bernardo Derris, nel frattempo intanto affina le sue doti di contrabbassista e scrittore al fianco per i Sonny Boy Williamson e Memphis Slim.
Nel 1948 in un locale chiamato Mocambo, viene notato e contattato dai fratelli Chess che gli propongono di venire a lavorare sia come scrittore sia come turnista per la loro etichetta discografica ovvero la Chess Records.
L’anno successivo Dixon scrive per Waters uno dei più suoi grande successi “Hoochie Coochie Man”, per Howlin’ Wolf il pezzo “Evil” e per Little Walter “Mellow Down Easy”, queste canzoni sono il trampolino di lancio e l’inizio del suo successo come scrittore.
Nel 1951 diviene impiegato a tempo pieno per la Chess, collaborando anche con la loro sussidiaria la Checker Records scrivendo oltre a pezzi del Blues anche classici del neo nascente Rock ’n’ Roll per Bo Diddley quali “You can’ t judge a book by the cover”.
La collaborazione con la Chess Records si interrompe nel 1956 e fino al 1959 sarà il responsabile produttivo della Cobra Records di Eli Toscano, riuscendo a produrre e lanciare i maggiori artisti del Chicago West Sound i cui nomi sono Buddy Guy, Otis Rush e Magic Sam.
Dopo il fallimento del 1959 della Cobra Records torna alla Chess Records dove rimane fino alla sua chiusura che avverrà nel 1960, la sua collaborazione con i fratelli Chess viene alternata a quella della con l’etichetta Bluesville Record altra casa discografica che ha pubblicato album di artisti quali Magic Slim, Lihgtin’ Hopkinse, e lo stesso Willie Dixon.
Dopo la chiusura della Chess Records fonda la propria etichetta Yambo Records producendo dischi di Blues tra cui il suo Album “Peace?” del 1971.
Fondatore della band Chicago Blues Allstars con cui girerà Europa e America in tour riproponendo molti dei successi scritti negli anni per tutti i più famosi Bluesman di Chicago.
Willie Dixon era un vero ambasciatore del Blues, fonda la Blues Heaven Fondation la quale si batte per la preservazione della cultura Blues aiutando anche tutti i Bluesman che sono stati raggirati contrattualmente dai vari discografici negli anni, se avete visto Cadillac Records avrete un’idea di ciò che sto scrivendo.
Nel 1977 intenta una causa legale verso la Arc Music di proprietà dei fratelli Chess in quanto insoddisfatto per le basse royalties pagate dalla compagnia, vince e ottiene i diritti sulle sue canzoni e fonda insieme a Muddy Waters suo partner in questa controversia la Hoochie Coochie Music.
Nel 1985 Dixon arriva a citare in giudizio la rock band dei Led Zeppelin per plagio nell’uso della sua musica in “Bring It On Home”, e per l’utilizzo dei testi della sua composizione “You Need Love” del 1962 scritta per Muddy Waters nella canzone “Whole Lotta Love”, il tutto si risolse fuori dalle aule del Tribunale nel 1987 con un pagamento a favore del Bluesman.
La sua salute degenera negli anni 70 a cause di una forma di diabete che lo porto anche all’ amputazione di una gamba.
Nella sua carriera come solista vincerà un Grammy Award nel 1989 per l’album “Hidden Charms” uscito per la Capitol Records.
Morirà il 29 gennaio del 1992 a Burbank, California, a seguito di un attacco cardiaco e verrà sepolto nel cimitero Burr Oak Cemetary ad Alpis in Illinois conosciuto per esser il luogo di riposo di molti artisti bluesman.
A seguito del suo contributo per la Musica verrà inserito nella Blues Hall of Fame nel 1980 per il suo enorme contributo al Blues, e nel 1994 nella Rock an Roll Hall of Fame nella categoria “Early Influences (pre-rock)”.
Ascolti consigliati:

Muddy Waters – Folk Singer.
Etichetta: Chess Records.
Uscita: 1964.

Willie Dixon ‎– I Am The Blues
Etichetta: Columbia Records.
Uscita: 1970.

Willie Dixon – Hidden Charms.
Etichetta: Capital Records
Uscita: 1988.

Willie Dixon – Ginger Al Afternoon.
Etichetta: Varèse Sarabande.
Uscita: 1989.

Willie Dixon & Johnny Winter – Crying The Blues
Etichetta: The Magnum Music Group.
Uscita: 1995.
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Willie Dixon: I Think I’ve got the Blues.
Etichetta: Preveu Records.
Uscita: 1998.

Willie Dixon: Big Boss Men.
Etichetta: Indingo.
Uscita: 2001.

Willie Dixon With Memphis Slim.
Etichetta: Prestige Bluesville.
Uscita: 2015. (ristampa)

Jerry Knight.

Jerry Ernest Knight 17 aprile 1952 a Los Angeles è stato un cantante e bassista R&B americano che raggiunse la notorietà verso la fine degli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80.
Insieme a Ray Parker Jr. è stato uno dei membri fondatori del gruppo Raydio, cantando nel loro primo successo “Jack and Jill” contenuto nel loro primo disco dal titolo omonimo.
Dopo questo periodo con i Raydio inizia la sua carriera solista pubblicando tre album ottenendo un discreto successo iniziale con le canzoni “Overnight Sensation”, “Perfect Fit” e “Turn It Out”.
Ho conosciuto questo bassista grazie alla sua collaborazione con Bill Withers nel suo disco “Mengarie” del 1977 uscito per la Columbia Records.
Morirà alla solo età di 44 anni per cancro a Los Angeles e verrà seppelito nel cimitero di Inglewood Park, dove riposano varie celebrità,   tra gli altri musicisti possiamo menzionare i nomi di Ella Fitzgerald, Ray Charles e Lowell Fulson e Big Mama Thorthon.

Melvin Dunlap.

Si avvicina al basso elettrico da ragazzo quando era obbligato a stare a letto in quanto malato, i genitori  comprano in un negozio di pegni locale, a Cleveland in Ohio, un basso elettrico Fender usato.
Si dedica con passione allo strumento e anni dopo inizia la sua carriera musicale incidendo insieme a Charles Wright e i suoi White Sounds l’hit di successo “Express Yourself” presente nell’omonimo singolo uscito per la Warner Bros nel 1970.
Nel corso degli anni 70 inciderà molteplici dischi di r&b e soul, ma la sua partecipazione più famosa sarà con l’artista Billy Whiters, con il quale collaborerà in alcuni dei suoi successi più noti quali “Lean On Me,” “Use Me,” and “Another Day to Run.”

Bob Stroger & Mr Jones Band Live in Buenos Aires 2010.

Continuiamo a parlare di bassisti che cantano il Blues, sono un rarità già in altri generi musicali figuriamoci nel Blues, forse non è altro che una fissa mia visto che primo  io sono stonato come una campana rotta in due e secondo già faccio una fatica bestia  a suonarlo il Blues..e se mi riuscisse bene almeno quello mi accontenterei.

Scherzi a parte parliamo di uno dei bassisti Blues più “storici”, classe 1930 gente e ancora con tanta voglia di salire sul palco un vero Bluesman, devo dire che ho sempre faticato a trovare informazione sui suoi dischi e potete capire la mia sorpresa nel scoprire l’esistenza di questo live su Amazon.

Bob Stroger & Mr Jones Band Live in Buenos Aires 2010 è il titolo del disco che trovato su Amazon, per me questo bassista è una leggenda vivente del Blues, è l’equivalente di Buddy Guy per la chitarra riportato al basso, una sorta d guida vacante per ogni persona che voglia fare uno shuffle con il ns strumento a quattro corde tra le mani.

Uscito originariamente nel 2010 viene ristampato nel Dicembre del 2018 dalla MJ Group, il live contiene cover di canzoni quali “Blind Man Blues”, “Let the Good Time Roll”, “Sweet Home Chicago”, “Key o The Highway” e pezzi dai dischi di Bob Stroger quali “Bob di Back in Town”.

Contento di aver potuto avere un’altro live di Bob Stroger oltre a “In The House – Live At Lucerne – Vol.1” vi consiglio come sempre l’ascolto.

 

 

 

Willie Kent ‎– Make Room For The Blues.

Nel 1998 tramite la Delmark  Records esce l’album solista di Willie Kent “Make Room For The Blues”.

Da sempre uno dei miei bassisti preferiti perché come pochi suona il basso e canta il Blues esce sul mercato discografico in quell’anno in cui io iniziavo a sentire i mie amati Iron Maiden, mi ci vorranno più anni sulle spalle perché lo possa conoscere ma per apprezzarlo mi ci è voluto davvero un solo ascolto.

Devo dire che forse non è il mio preferito ma di sicuro è un’album che risento sempre volentieri con l’orecchio teso a cercare di farmi entrare nella testa e nelle mani un minimo  del suo groove…con scarsissimi risultati purtroppo per me…ma almeno posso ascoltare il suo Blues.

Voce, Basso – Willie KentBatteria – James Carter
Piano – Ken Saydak (tracks: 4, 9)
Guitar – Billy Flynn (tracce: 2, 3, 4, 5, 8, 9, 11), Jake Dawson (tracce: 1, 6, 7, 10, 12, 13)
Guitar Willie Davis (2) (tracks: 1)
Piano – Kenny Barker
Sax – Hank Ford (tracks: 2, 4, 10)
Tromba – Kenny Anderson (2) (tracks: 2, 4, 10)

E’ sempre ora di fare spazio per un pò di Blues e io spero che quello di questo disco vi piaccia.

 

 

 

 

Big “Mojo” Elem: Mojo Boogie.

Nel 1997 tramite la MCM Blues Records in cd la ristampa dell’unico album solista di Big “Mojo” Elem pubblicato nel 1978 dalla Storyville Records.

Robert Elem non ha mai forse creduto nella musica come molti altri artisti, infatti non ha mai abbandonato il suo lavoro per dedicarsi completamente alla carriera di musicista, di certo non per mancanza di qualità artistiche o canore.

Nella sua carriera di turnista per molti artisti e arrivato comunque all’uscita di questo disco solista che io ho sempre trovato interessante e che vale la pena ascoltare, la formazione della band nel disco è la seguente:

Voce, basso: Robert “Big Mojo” Elem.
Slide guitar, cori: Erik Trauner
Chitarra: Markus Toyfl
Harmonica, cori: Christian Dozzler
Piano: Dani Gugolzx
Batteria: Timothy Taylor.

Ho sempre adorato questo disco, e mi dispiace per la carriera di questo bassista/cantante morto all’età di 69, che ha comunque avuto la fortuna di avere un giovanissimo Freddie King nella sua prima band.

 

 

Kinga Gluk.

Kinga Gluk giovane bassista di origine polacca è cresciuta insieme alla Musica  e all’età di soli 12 anni ha il suo primo concerto come professionista entrando  a far parte del Gluk PIK Trio con il padre Irek e il fratello Patrick alla batteria, a discapito della sua giovane età come musicista ha all’attivo ben oltre 100 concerti e vantando collaborazioni com molti musicisti della scena Jazz/Bues in Polonia tra cui menzionare i seguenti Robinson Jnr, Bernard Maseli, Ruth Waldron, Natalia Niemen, Jorgos Skolias, Apostolis Anthimos, Leszek Winder, Paweł Tomaszewski, Grzegorz Kopolka, Joachim Mencel, Arek Skolik, Mateusz Otremba (Mate.o), Marek Dykta, aPiotr Wyleżoł.

Sono arrivato a conoscere quest giovane e talentuosa bassista rimanendo colpito dalla sua esecuzione di Tears in Heaven di Eric Clapton su Youtube, ennesimo video che ribadisce a mio avviso il concetto che uno strumento lo possono suonare tutti per divertimento, ma il talento è un qualcosa con cui si nasce è quello non si può replicare.

E’ di talento che parliamo in questa giovane ragazza che ad oggi ha all’attivo ben tre dischi pubblicati con la GAD Records, “Rejestracja” (2014), ‘Happy Birthday – Live’ (2016) e la sua ultima creazione Dream (2017), nei suoi arrangiamenti di canzoni quali “Gotta Serve Somebody” di Bob Dylan, o “Donna Lee” di Charlie Parker o la stessa versione di Tears in Heaven.

Questa ragazza per affinità mi ha ricordato Tal Wilkenfeld sul palco del Crossroad Festival del 2007 che suona con Jeff Beck  “Cause we ended up as lovers” in uno dei solo al basso più belli che abbia mai sentito a mio avviso, ma più che altro mi ricorda di come la Musica può appassionare nel tempo generazioni diverse e con Kinga e il Blues ne abbiamo un’altro lampante esempio.

Il sito ufficiale di Kinga Gluck è raggiungibile qui.

Qui invece la sua versione di Tears in Heaven.

 

Nick Charles.

Charles ha suonato con alcuni degli artisti più riconoscibili nel pantheon musicale del Blues, tra i quali rammentiamo i ben noti Muddy Waters, Howling Wolf, Magic Sam, Earl Hooker, Buddy Guy e Son Seals.
Durante la sua esistenza solidamente borghese, Charles non avrebbe mai potuto immaginare quando era un povero giovane che raccoglieva cotone a Vicksburg, nel Mississippi.che suonare il basso lo avrebbe ad esibirsi in tournée intorno all’ Europa, Asia e Africa in una carriera che è durata ben cinquant’anni.
Charles è stato attratto dalla musica e si è dimostrato naturalmente portato, ha preso per la prima volta un basso verso i 15 anni e ha iniziato a imparare a suonare ad orecchio, osservando i movimenti della mano di un amico che è stato il suo primo insegnante.
Venne poi notato una volta da Eddie Shaw che l’invito a suonare nella sua band, ma per quanto vibrante fosse la scena musicale di Vicksburg, il passo logico successivo per Charles era dirigersi verso nord per suonare nei club migliori.
Eddie Shaw l’invito a spostarsi a Chicago, ma fu dietro l’insistenza di Howlin’ Wolf che nel 1962 decise di spostarsi nella città del vento, lo stesso Wolf gli regala il suo primo basso e amplificatore, una volta deciso all’inizio era ospite presso Eddie Shaw mentre si guadagnava da vivere nei clubs.
Le differenze climatiche erano un problema per Nick il quale non riusciva ad abituarsi, fino al 1964 anno in cui rimase in pianta stabile e iniziò la sua carriera professionale che lo porterà a suonare con anche con B.B. King, Buddy Guy, Tina Turner, Muddy Waters e i Rolling Stones, e come bassista dei Sons Of Blues di Billy Branch.
Morirà il dopo aver perso la sua lotta contro il cancro il 2l luglio del 2014.

Ascolti consigliati:

Johnny Dollar: My Soul is Blue.
Etichetta: Isabell Records.
Uscita: 1980.

Buddy Guy: Breaking Out.
Etichetta: JSP Records.
Uscita: 1980.

Polly O’Keary.

Polly O’Keary talentuosa bassista e leader dei suoi Rhythm Method un power trio che vede alla batteria suo marito Tommy Cook e alla chitarra Dave Miller, prima di essere una premiata e apprezzata artista a della scena musicale della Stato di Washington il Blues lo ha davvero vissuto.

Da ragazza interrompe gli studi scolastici a quello che in America è l’8th grade, ovvero all’età compresa tra i 13 e 14 anni, a diciotto anni si ritrova già sposata con un detenuto in prigione che andava regolarmente a trovare, a 21 anni aveva già calcato molti palchi con uomini più grandi lei che erano diventati ben presto suoi compagni di bevute.

La musica comunque è sempre presente nella sua vita e continuamente alla ricerca del suo stile che per qualche motivo sembra non arrivare mai, fino ad un giorno in cui con un’amico assiste ad un concerto del Bluesman canadese Jeff Healey venendo ammaliata dal Blues.

Dopo aver visto la luce in pieno stile Jack “Joiliet” Blues all’età di 28 anni, la sua carriera artista prende la svolta necessaria a cambiare la sua vita, le ore praticate sullo strumento la portano a scrivere canzoni e ben presto salta agli occhi nella scena Blues nello stato di Washington, viene nominata sei volte “Washington Blues Society Best Female Vocalist” e quattro volte  “Best Blues Songwriter”.

Oggi è sposata il batterista e i suoi Rhythm Method sono un’esempio di Blues moderno fuso ad elementi di zydeco, rockabilly,  country e moltissimi altri generi che Polly ha avuto la possibilità di suonare, quest’ anno è uscito il suo secondo album a marzo chiamato”Black Crow Callin'” che io ho per caso conosciuto da un’intervista sul sito greco Blues.Gr.

Un’artista che in gioventù il Blues l’ha conosciuto davvero sulla sua pelle, ma che forse proprio grazie a questo che è riuscita a reimpostare la sua vita e a emergere come artista.

Victoria Smith.

Victoria Smith, viene da Brighton Inghilterra, una performer che ha partecipato a moltissimi tour fra Inghilterra, Europa, America con all’attivo ben oltre 15 anni di registrazioni, tour e svariate apparizioni a Festival tra i quali sopratutto Isle of Wight Festival, Rebellion Festival e il  Wickerman Festival, nel 2013 una nomination come miglior bassista ai Blues Music Award.

Ha collaborato Richie Ramone, Dina Wilde, Will Wilde, , McQueen, Robin Guy & Herbie Flowers, io l’ho ascoltata la prima volta nell’album del 2012 della Ruf Records Blues, “Girl with Guitar Live” insieme a Dani Wilde e Samantha Fish, Victoria è anche la bassista della band tribute dei Ramones tutta al femminile chiamata The Ramonas.

Charles Calmese.

Nasce a Chicago nel 1953, inizia a farsi conoscere suonando con James Cotton e Matt “Guitar” Murphy.
Ha suonato in due dei miei dischi Blues preferiti di sempre, rispettivamente “Hard again” con Muddy Waters, “Nothing but the Blues” con Johnny Winter, ha suonato anche negli album della Steve Miller Band, “Like an Eagle”, “Book of Dreams”.
La sua vita e la sua carriera musicale vengono interrotte nell’ottobre del 1988 a Hartford in Connecticut in seguito ad un incidente d’auto nel quale perderà la vita.

Ascolti consigliati:

Muddy Waters: Hard Again.
Etichetta: Blue Sky.
Uscita: 1977.

Johnny Winter: Nothing But The Blues.
Etichetta: Blue Sky.
Uscita: 1977.

Johnny Winter: King Bee.
Etichetta: Blue Sky.
Uscita: 1981.

Brunning Sunflower Blues Band. – I wish you would.

Adoro le mostre del disco, non ho il giradischi e non ho un vinile in casa, ma ogni volta che torno da una di queste spaziando tra i vari album arrivano alle orecchie nuovi ascolti interessanti.

Ieri ho fatto la conoscenza della Brunning Sunflower Blues Band del basstista Bob Brunning di cui ovviamente ho intenzione di parlarvi a presto, comunque l’albumuscito nel 1970 contiene 12 tracce per una durata di poco più di 34 minuti, altra band Blues Rock britannica di cui non avevo mai sentito parlare e che sono contento di aver conosciuto e di invitarvi ad ascoltare.

 

Dave Myers.

Nato il 30 ottobre del 1926 a Byhalia in Mississippi ed insieme al fratello Louis Meyers è stato uno dei membri fondatori della Blues Band di Chicago nota come gli “Aces”.

Il Bluesman Lonnie Johnson è stato il mentore dei due fratelli, essendo loro vicino di casa da lui hanno conosciuto la passione per il Blues e appreso i primi rudimenti musicali.

Ben presto la loro carriere partono e già nella piena età adolescenziale diventano musicisti ben richiesti alle varie feste al pari di altri altisonanti nomi quali Sonny Boy Williamson, Robert Nighthawk, Memphis Minnie.

Nel 1941 decidono di spostarsi a Chicago in cerca di fortuna, e qui formano inizialmente la loro band “Little Boys” rinominata the “Three Deuces” con l’arrivo come armonicista di un giovane Junior Wells.

Dopo aversi fatto un nome come band nei locali di Chicago quali il Checkerboard Lounge e il Teresa nel 1950 cambiano ulteriormente nome diventando i “Four Aces” con l’introduzione alla batteria di Fred Below, alla fine decisero di semplificare ulteriormente il nome in “The Aces”.

La band diventa nuovamente un trio dopo che Junior Wells volle unirsi alla Muddy Waters Band per sostituire il vuoto lasciato da Little Walter.

Nel 1950 passo dalla chitarra al basso elettrico quando era ancora negli Aces, divenne il primo artista che utilizzo la recente creatura di Leo Fender come sostituto del contrabbasso in una band, divenne turnista per molti artisti quali Earl Hooker e Otis Rush.

Nel 1970 forma i suoi “The New Aces” con Kim Wilson dei Fabulous Thunderbirds, Robert Jr. Lockwood alla chitarra, Kenny Smith alla batteria continuando sempre ad interpretare ruoli di turnista per altri artisti.

Nel 1988 con l’etichetta Black Top Label rilascia il suo primo album solista intitolato “You can’ t Do That”.

Nonostante l’amputazione di una gamba a causa del diabete, non smise mai suonare, morirà all’età di 74 anni il 3 settembre del 2001.

 

Ascolti consigliati:

 

Junior Wells and The Aces: Live in Boston.

Etichetta: Delmark Records.

Uscita: 1966.

 

The Aces: Chicago Beat.

Etichetta: Black and Blue Records.

Uscita: 1796.

 

The Aces: The Aces with their guests.

Etichetta: MCM Blues Records.

Uscita: 1976.

 

Dave Meyers: You Can’t Do That.

Etichetta: Black To Label.

Uscita: 1998.


					

Chuck Rainey.

Nasce a Cleveland, Ohio,  nella città di Youngstown il 17 Giugno del 1940, si avvicina alla musica muovendo i primi passi come trombettista classico, successivamente imparò a suonare la chitarra, per poi passare al basso per i suoi limiti nell’improvvisazione dovuti alla sua formazione di tipo classico.

Nel 1962 si trasferì a New York dove cominciò la sua a carriera come turnista che lo portò a lavorare con alcuni dei nomi più importanti della scena nord-americana, tra cui ricordare King Curtis, Sam Cooke, Etta James, The original Coasters, Jackie Wilson, Harry Bellefonte, Al Kooper, The Supremes, Labelle, Aretha Franklin, Roberta Flac e Quincy Jones, per il quale nel 1972 dopo essersi trasferito a Los Angeles entra a lavorare come turnista.

La sua carriera è stata costellata da miriadi di partecipazioni televisive, collaborazioni con il mondo del cinema tanto da contare più di mille  ore di registrazione in studio,autore  insieme al batterista John Anthony Martinez del libro “The Tune of Success: Unmask Your Genius” di 193 pagine uscito per la Black Card Books nel maggio del 2017, una guida  per come muoversi  nel settore della musica professionista per trovare la propria strada come professionista del settore.

Un bassista considerato non un’estremo virtuoso dello strumento, ma con delle linee semplici e caratteristiche che lo hanno portato a collaborare con i più grandi della soul music così come della r&, una figura ideale del ruolo ricoperto dal  bassista in una band.