Get on Up – La storia di James Brown.

Spesso mi domando sulla vera utilità delle vacanze natalizie  ho trovato rispsota nel fatto che a mio avviso servono per rimettersi in pari su tutte quelle cose che non hai mai tempo di fare….ecco una di queste e guardare tutti i film che avrei desiderato sempre guardare.

Questa volta inizio con quello dedicato a “Myster Dynamite”, “The Godfather of Soul”, o più semplicemente conosciuto all’anagrafe come James Brown, il film si intitola proprio “Get on Up – La storia di James Brown” uscito tramitie la Universal Picture nel 2014,  girato dal regista e attore  Tat Taylor.

Nelle vesti del protagonista troviamo Chadwick Boseman, si proprio lui il Pantera Nera dell’Universo Marvel, che nella mia modesta opinione riesce a dare un’idea definita del padrino del Soul, il cast è formato da artisti quali l’immenso Dan Aykroyd, il Lafayette di True Blood Nelsan Ellis nei panni dell’amico fraterno Bobby Bird, Viola Davis nella parte della mamma e Lennie James in quelli del padre, ecc, ecc.

Dall’infanzia nel Sud Carolina all’adolescenza caratterizzata da problemi con la giustizia, fino al successo negli anni sessanta coi Flaming Flames gruppo che abbandonerà quando gli offriranno di puntare sulla carriera solista, al mitico concerto all’Apollo, fino all’arresto nel 1988 in Georgia sotto effetto di droghe e per aver fatto irruzione armato nel suo stesso locale…..e si si ci sono anche le famose multe che fioccavano sui membri della band per qualsiasi errore.

Il film non è  stato molto apprezzato da quello che ho letto, sicuramente l’interpretazione di James Brown a mio avviso è abbastanza veritiera a quella descritta dai libri e dai documentari, avrà penalizzato forse una gestione della timeline e dei vari flashback sulla vita di James? episodi come il rapporto con le mogli maltrattate e soggette ad atti di violenza domestica,e  la morte del figlioTeddy  rilegate ad un unico frame? non sta a me giudicare…a me il film è piaciuto..

Almeno ho potuto vedere un film su James Brown, che come uomo era discutibile ma come artista no! ..uno che ha continuato a fare showbusiness per tutta la sua vita.. e poi nel film nomina anche Bootsy Collins il suo bassista..allora cosa fare di più per rendere felice questo di bassista :).

 

David Hood.

Nasce a Sheffield in Alabama il 21 Settembre del 1943, è anche un produttore musicale cofondatore dei Muscle Shoals Sound Studio con i quali ha prodotto artisti del calibro di Cher e Willie Nelson, come strumentista suona anche il trombone.

Inizia come bassista a suonare con i Mystics, nella sua carriera ha collaborato con molteplici artisti quali Boz Scaggs, Cat Stevens, Paul Simon, Bob Seger, Bugs Bunny, Traffic, the Staple Singers, Frank Black, Odetta, John Hiatt, Etta James, John Altenburgh, Johnny & The MoTones and Percy Sledge, Klaus Voorman e i The Waterboys.

Porcupine Meat – Bobby Rush.

Premiato con un grammy nella categoria Best traditional Blues Album questo nuovo album di Bobby Rush mi ha sinceramente più convinto dell’unico suo album che avevo ascoltato Down in Lousiana uscito nel 2013, non ero tanto interessato a nuovi ascolti di questo cantante ma non perché non lo reputi bravo ma solamente che il mio orecchio musicalmente parlando preferisce altri artisti.

La mia decisione ad ascoltarlo è nata dal fatto che stava cercando  altro materiale di Vasti Jackson e ho scoperto che era presente come guest in questo disco e di preciso nella traccia che da il titolo all’album, le canzoni dell’album dodici sono scritte da Rush per la maggior parte tranne alcune che vedono la collaborazione del produttore del disco Scott Billington, sempre a proposito di guest stars abbiamo Joe Bonamassa in “Me, Myself and I” , Keb Mo in “Nighttime Gardner”.

L’album merita il grammy che ha ricevuto naturalmente, ma io non so per quale motivo non riesco a farmi coinvolgere dalla musica di Bobby Rush come succede con altri artisti, nella vita ci si può sempre ricredere e questo disco mi ha fatto muovere un passo nella strada verso il suo stile..chissà cosa succederà con il prossimo.