Willie Dixon.

William James Dixon nasce nella capitale della contea di Warren, Vicksburg nello stato del Mississippi il 1º luglio 1915 è stato un contrabbassista blues statunitense, cantautore, autore, arrangiatore e produttore discografico nelle case discografiche storiche del Blues di Chicago quali la Chess Records e la Cobra Records.
Autore di molteplici successi di Bluesman a partire da Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Little Walter, Otis Rush, Memphis Slim, Jimmy Rogers, passando per Bo Diddley e tantissimi altri artisti di Chicago, fu anche il primo a produrre Buddy Guy, Magic Sam e Otis Rush i tre chitarristi che diedero poi vita al West Side Sound di Chicago.
La sua vita di in gioventù è stata contrassegnata da vari problemi con la legge, si sposta perciò a
Chicago durante la migrazione all’inizio degli anni 30, e vista la sua imponenza fisica si dedica alla carriera pugilistica vincendo il titolo dei pesi massimi nella competizione amatoriale dei Golden Gloves nel 1936, ma anche la carriera pugilistica finisce presto dopo la lite con il suo manager dalla quale scaturì il provvedimento disciplinare che l’allontanò dal mondo della boxe per sempre.
Nel 1939 nello stesso contempo oltre alla Boxe si dedica anche allo studio della musica, suo maestro e amico è il pianista e chitarrista Leonard “Baby Doo” Caston conosciuto nella palestra di Boxe.
Suonerà nel suo gruppo chiamato i “Five Brezze”, ma nel 1941 interrompere gli studi musicali perché dovrà scontare la pena di dieci mesi in prigione per non aver voluto partecipare al secondo conflitto mondiale dichiarandosi obiettore di coscienza.
Il suo amico Caston invece forma il gruppo conosciuto come i “Rhythm Pascal” girando per Europa e America esibendosi per le forze armate, quando Willie esce di prigione e con Caston ritornato dal Tour formano i “Big Three Trio” insieme al chitarrista Bernardo Derris, nel frattempo intanto affina le sue doti di contrabbassista e scrittore al fianco per i Sonny Boy Williamson e Memphis Slim.
Nel 1948 in un locale chiamato Mocambo, viene notato e contattato dai fratelli Chess che gli propongono di venire a lavorare sia come scrittore sia come turnista per la loro etichetta discografica ovvero la Chess Records.
L’anno successivo Dixon scrive per Waters uno dei più suoi grande successi “Hoochie Coochie Man”, per Howlin’ Wolf il pezzo “Evil” e per Little Walter “Mellow Down Easy”, queste canzoni sono il trampolino di lancio e l’inizio del suo successo come scrittore.
Nel 1951 diviene impiegato a tempo pieno per la Chess, collaborando anche con la loro sussidiaria la Checker Records scrivendo oltre a pezzi del Blues anche classici del neo nascente Rock ’n’ Roll per Bo Diddley quali “You can’ t judge a book by the cover”.
La collaborazione con la Chess Records si interrompe nel 1956 e fino al 1959 sarà il responsabile produttivo della Cobra Records di Eli Toscano, riuscendo a produrre e lanciare i maggiori artisti del Chicago West Sound i cui nomi sono Buddy Guy, Otis Rush e Magic Sam.
Dopo il fallimento del 1959 della Cobra Records torna alla Chess Records dove rimane fino alla sua chiusura che avverrà nel 1960, la sua collaborazione con i fratelli Chess viene alternata a quella della con l’etichetta Bluesville Record altra casa discografica che ha pubblicato album di artisti quali Magic Slim, Lihgtin’ Hopkinse, e lo stesso Willie Dixon.
Dopo la chiusura della Chess Records fonda la propria etichetta Yambo Records producendo dischi di Blues tra cui il suo Album “Peace?” del 1971.
Fondatore della band Chicago Blues Allstars con cui girerà Europa e America in tour riproponendo molti dei successi scritti negli anni per tutti i più famosi Bluesman di Chicago.
Willie Dixon era un vero ambasciatore del Blues, fonda la Blues Heaven Fondation la quale si batte per la preservazione della cultura Blues aiutando anche tutti i Bluesman che sono stati raggirati contrattualmente dai vari discografici negli anni, se avete visto Cadillac Records avrete un’idea di ciò che sto scrivendo.
Nel 1977 intenta una causa legale verso la Arc Music di proprietà dei fratelli Chess in quanto insoddisfatto per le basse royalties pagate dalla compagnia, vince e ottiene i diritti sulle sue canzoni e fonda insieme a Muddy Waters suo partner in questa controversia la Hoochie Coochie Music.
Nel 1985 Dixon arriva a citare in giudizio la rock band dei Led Zeppelin per plagio nell’uso della sua musica in “Bring It On Home”, e per l’utilizzo dei testi della sua composizione “You Need Love” del 1962 scritta per Muddy Waters nella canzone “Whole Lotta Love”, il tutto si risolse fuori dalle aule del Tribunale nel 1987 con un pagamento a favore del Bluesman.
La sua salute degenera negli anni 70 a cause di una forma di diabete che lo porto anche all’ amputazione di una gamba.
Nella sua carriera come solista vincerà un Grammy Award nel 1989 per l’album “Hidden Charms” uscito per la Capitol Records.
Morirà il 29 gennaio del 1992 a Burbank, California, a seguito di un attacco cardiaco e verrà sepolto nel cimitero Burr Oak Cemetary ad Alpis in Illinois conosciuto per esser il luogo di riposo di molti artisti bluesman.
A seguito del suo contributo per la Musica verrà inserito nella Blues Hall of Fame nel 1980 per il suo enorme contributo al Blues, e nel 1994 nella Rock an Roll Hall of Fame nella categoria “Early Influences (pre-rock)”.
Ascolti consigliati:

Muddy Waters – Folk Singer.
Etichetta: Chess Records.
Uscita: 1964.

Willie Dixon ‎– I Am The Blues
Etichetta: Columbia Records.
Uscita: 1970.

Willie Dixon – Hidden Charms.
Etichetta: Capital Records
Uscita: 1988.

Willie Dixon – Ginger Al Afternoon.
Etichetta: Varèse Sarabande.
Uscita: 1989.

Willie Dixon & Johnny Winter – Crying The Blues
Etichetta: The Magnum Music Group.
Uscita: 1995.
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Willie Dixon: I Think I’ve got the Blues.
Etichetta: Preveu Records.
Uscita: 1998.

Willie Dixon: Big Boss Men.
Etichetta: Indingo.
Uscita: 2001.

Willie Dixon With Memphis Slim.
Etichetta: Prestige Bluesville.
Uscita: 2015. (ristampa)

Ralph Carter.

Ralph Carter è un musicista e compositore e produttore, studia alla UCLA, la Boston University e al Santa Monica College,  e inizia la sua carriera nel settore Pop / Rock & Roll, ha scritto “Shakin ‘” e altri successi con Eddie Money, con il quale ha registrato in studio e ed è stato in tour insieme, durante la sua carriera, Ralph ha avuto il vantaggio di lavorare con molti produttori musicali leggendari, Tom Dowd (Aretha Franklin, Rod Stewart), Andy Johns (Rolling Stones, Van Halen), Danny Kortchmar (Don Henley), David Briggs (Neil Young) , Chuck Plotkin (Bruce Springsteen), ET Thorngren (Robert Palmer), Mitchell Froom (Crowded House), Ross Vannelli, e recentemente Richard Perry, ha anche lavorato con molteplici altri musicisti del settore musicale.

Attualmente è direttore musicale per la  Sugaray Rayford Band, con il quale é stato in tour negli Stati Uniti e in Europa, é il braccio destro di Sugaray Rayford per quel che riguarda il songwriting, con la band hanno realizzato tre “Blind Alley”, “Dangerous” e “il più recente” Southside,  è stato assunto per un periodo dalla Almo/Irving per modernizzare il loro East Memphis catalogue, compone e produce numerosi spot pubblicitari, è un polistrumentista  che si esibisce regolarmente nelle sue produzioni.

Potete trovare altre informazioni sul suo sito ufficiale http://www.ralphcartermusic.com/.

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Anni Piper.

Australiana di nascita, cantante, bassista e compositrice  inizia ad appassionarsi al Blues ascoltando a scuola la Paul Butterfield Blues Band con al canzone “Born in Chicago, all’età di dodici anni inizia a studiare al chitarra per poi passare al basso elettrico come strumento principale dai 14 anni.

Si laurea alla  Southern Cross University, Lismore  con un Bachelor of Arts (Contemporaney Musica) all’età di soli diciannove anni, ma anche la sua carriera musicale nasce presto nel 2004 pubblica il suo primo album denominato “Jailbait”  che avrà un discreto successo e la porterà a vincere il premio di “Best New Talent” ai Blues Music Awards australiani nel 2005 e dove otterrà anche una nomination come “best singer”.

Il suo secondo cd chiamato  ‘Texas Hold’ Em ‘ uscirà nel 2007, il suo successivo “Two’s Company”,primo album uscito con la sua attuale label statunitense la Blues Leaf si piazza nel 2009 al primo posto nella classifica “Australian Roots music charts” e al ventunesimo nella classifica  ‘Living Blues’ in USA, mentre nel 2010 uscirà “Chasin’ Tail” presentato al “Australian Blues Music Festival”,  la sua recente fatica è “More Guitars Than Friends” uscito il 17 Febbraio del 2016 sempre tramite la label Blues Leaf .

Sono contento di aver trovato un’altra Blues Lady da aggiungere ai miei ascolti insieme a Susan Tedeschi, Ana Popovic, Samatha Fish, che potrei potrei aggiungere di più?  Blues, Brava, Bassista e anche Bella come facevo a  sentire alla tentazioni? era impossibile resisterle e come allora come scrisse Oscar Wild:

“L’unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi.”

Consigliatissima !!!

anni piper

Iron Maiden. Le origini del mito. Mick Wall.

Mick Wall è indubbiamente uno dei maggiori autorevoli autori e scrittori in ambito Metal, uno dei miei preferiti insieme a Joel McIver tanto che ogni volta che esce una biografia su un gruppo scritta da entrambi non so mai decidere quali dei due autori scegliere e mi tocca comprarle tutte e due alla fine.

Autore anche di “AC/Dc L’inferno non è così male” uscito nel 2013 , di “Enter Night- la storia dei Metallica ” nel 2012 sui Metallica, e di “Bon Jovi. Momenti di gloria” nel lontano 1996 tutti con l’editore BD e dell’imminente nuova biografia su Lemmy in inglese , ma nel 201o ci racconta la storia della Vergine di Ferro attraverso gli occhi dei protagonisti partendo da Steve Harris fino al capitolo con l’arrivo di Janick e l’abbandono di Smith, il libro non riporta pochi  riferimenti o notizia riguardo Blaze Baley  e la successiva riunione con Dickinson, ma di sicuro definisce gli Iron Maiden come quello che sono sempre stai il sogno di un ragazzo nato Leytonstone nel 1956 e dei suoi sforzi per rendere questo progetto una delle più famose realtà musicali di tutti i tempi.

Il mio libro preferito perché racconta il mio periodo migliore con loro anche se poi ho continuato a seguirli per tutti questi 28 anni e l’ennesima prova del concerto di ieri mi ha convinto per l’ennesima volta che loro per me sono e saranno “La mia Musica”, amo il Rock, Il Metal e il Blues che oggi mi fa divertire allo stesso modo di quando li ho ascoltati per la prima volta… ma una spanna sopratutto ci saranno sempre e unicamente loro.

Negli anni come qualsiasi band sono cambiati alcuni elementi, altri sono tornati, un pò come tutte le storie delle grandi band che si rispettino, chi li ascoltava da prima potrà non apprezzarli adesso come un tempo, i ragazzi più giovani sono più affezionati ad album come “”Brave New World” o “A Mattter of Life and Death” che a “The Number of The Beast” o “Piece of Mind” per non parlare di Seventh Son”, ma in fin dei conti sono solo gusti magari chi li ha conosciuti con “Killers” o con “The Soundhouse Tapes” potrebbe pensarla diversamente, ma una cosa è certa se attraversi oltre 3 decenni di musica e ai concerti vedi donne e uomini di tutte l’età e ragazzi giovani vuol dire una cosa sola che il tuo sound è vincente e tutto il resto sono gusti personali.

Quando avevo tredici/quattordici anni ero pieno di rabbia metal anni 80, a vent’anni mi sono sentito  e non dico sopportato, Blaze Bayley e anche se a differenza di quando ero piccolo non avevo il desiderio di vederli dal vivo con lui , ho rivisto ritornare Bruce e Adrian e ascoltato nuovi dischi con sonorità differenti da quelle con cui gli ho conosciuti ma in tutti i modi di sono sempre stati nella mia vita con la loro musica perché gli alti e i bassi ci sono in tutte le cose, certo non torneranno penso a fare dischi come negli anni 80 ma nemmeno io sono lo stesso di allora, anche io sono cresciuto e maturato con un’altra visione della vita e della musica…ma loro ci sono ancora da 28 lunghi anni pronto a farne altrettanti se la Sita, Dio, l’Universo o il Destino o chiunque altro sia mi permetteranno di farlo.

Forever Up The Iron.

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Fathers and sons. Muddy Waters.

Il settimo album di Muddy Waters uscito nel  lontano Aprile del 1969 ovviamente per la Chess Records, uno dei successi commerciali di Muddy paragonabile forse unicamente ad “Hard Again” tanto che raggiunse la posizione 70 nella Billboard 200 dell’epoca.

L’idea dell’album venne da come Paul Butterfield e Mike Bloomfield di fare un’album con Waters visto la loro visita occasionale a Chicago per un concerto di beneficenza, nel disco sono presenti Duck Dunn ma anche Phil Upchurch al basso su “All Aboard” , Otis Spam e Sam Lay alla batteria, da quello che racconterà Marshall il figlio di Leonard Chess questo è bene o male come è “saltato fuori” questo disco, dovrei rileggermi anche il libro sulla vita di Waters  di Peter Guralnick perché mi pare di averlo letto lì sopra o era Wikipedia…

Il bello che era tra i miei preferiti, ma tanti pezzi  mi sono tornati alla mente solo dopo la partecipazione alle Blues Clinics a Pistoia, dovrei fare come da ragazzo ascoltarmi un disco un paio di mesi di fila per cercare di capirne tutte le sfumature e poi passare al prossimo, no in macchina andando a lavoro e ogni giorno un disco nuovo…

Riascoltare pezzi come “All Aboard”, “Blow Wind Blow”, “I’m Ready” ( scritta da Willie Dixon), quando poi te la spiegano chi veramente la conosce a livello didattico e un’altra storia, l’album mi piace tanto quanto non digerisca “Elettric Mud” e dire che John Paul Jones affermo di aver preso spunto da quest’album per il riff di “Black Dog”..di sicuro Jones ne capisce di musica dieci miliardi di volte più di me, ma io non ci posso fare niente non ho affinità con quel disco.

L’importante comunque per me ai fini pratici  su Muddy è una sola: ascoltare musica, leggere e imparare il più possibile di musica e pateticamente provare a suonarla in maniera ascoltabile, questa settimana mi riempirò l’orecchie con il sound di Chicago per vedere se magari questo  arriva a far compagnia ai neuroni soli nella testa..

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The Clash. Death or Glory. – Pat Gilbert.

Torno dalle Clinics del Blues a Pistoia contentissimo di aver passato tre giorni di vacanza da tutto e da tutti, la cosa più logica sarebbe stata quella di scrivere di Blues… ovviamente io e la logica siamo come cane e gatto, se é vero che l’intelligenza e la bellezza siano doni allora qualcuno con me è stato avaro ..ma non poco….

Capita che nel parlare di musica e di gusti musicali vengano fuori gusti comuni, vorrei ringraziare Francesco che mi ha suggerito questo libro sulla vita dei Clash scritto da Pat Gilbert nato a  Portsmouth classe 1965 giornalista e scrittore musicale da oltre 25 anni e anche autore del documentario Before I Get Old: The Story Of Pete Townshend.

Il libro esce nella versione italiana per l’Arcana Edizioni nel giugno del 2011, l’autore vende oltre 50.000 copie della versione originale del libro, recentemente ristampato in’occasione del 30 anniversario di fondazione della band avvenuto nel lontano 1976 da un’idea di Mick Jones, lo stesso che insegno a Paul Simonon a suonare il basso elettrico dopo averlo visionato ad un provino come cantate vedendo in lui il  physique du role perfetto da rock/punk, che riuscì a convincere Joe Strummer a lasciare il  suo precedente gruppo di cui non ricordo il nome per unirsi a loro due, e per concludere il tutto  i due batteristi Terry Chimes e Topper successivamente allontanato per i problemi con l’eroina.

Dieci anni d’attività dagli inizi a “Combat Rock” con gli ovvi successi dei singoli “Rock the Casbak” e “Should I stay should I go”, di sicuro le canzoni più note fino allo scioglimento dopo 10 d’attività, l’unica cosa che non riuscirò mai a capire e il perché il titolo originale “Passion is a fashion: the real story of the Clash” sia sta adottato con questo titolo ….tanto valeva utilizzare quello originale…

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100 Dischi di Blues: Folk Singer – Muddy Waters.

Ogni tanto guardarsi indietro per rivedere come siamo arrivati ad un certo risultato, può essere divertente ed e quello che mi è successo cercando di ricordare quali album mi hanno portato ad ascoltare e scoprire il Blues.

Nel mio percorso nel ricordare i primi dischi che ho ascoltato non ho dato un ordine cronologico, ma dalla mia testa ho cercato di estrapolare gli album che hanno definito i miei gusti nel Blues e guarda caso è venuto fuori ne più ne meno di quello che mi aspettavo

L’ultimo disco di cui vorrei condividere il ricordo è “Folk Singer” di Muddy Waters, album a cui  sono arrivato dopo l’ascolto di “Good Morning Little School Girl” di Sonny Boy Williamson rifatta da Muddy in versione acustica.

L’album infatti uscito nell’ottobre del 1964 dopo il successo di Muddy Waters al Newport Jazz Festival, quasi una forzatura da parte della Chess Records a Muddy, il quale fu “gentilmente” invitato a scrivere del materiale per il nuovo album, il quarto in studio uscito per l’etichetta di Chicago, la registrazione dell’album vede come logico Muddy Waters alla chitarra acustica, accompagnato da Buddy Guy all’altra chitarra acustica e Dixon al contrabbasso mentre alla batteria Francis Clay, in verità sul disco suonano anche altri artisti, alla chitarra abbiamo anche Sammy Lawhorn e James Madison, nella versione originale del disco abbiamo nove brani, tra cui “My Captain” scritta da Dixon e la cover di Sonny Boy Williamson, quaranta minuti di buon Blues per un album che nel mio caso ruppe un ciclo di ascolti di Waters solo con la chitarra elettrica.

Muddy è uno dei miei artisti preferiti, e sicuramente una tra le maggiori influenze nell’avvicinarmi al Blues, un grande chitarrista che ha influenzato lo stile di moltissimi artisti Blues e Rock a venire negli anni successivi e anche questo disco ne spiega i motivi, per uno come me interessato di più al Blues elettrico di Chicago, Blues Rock Britannico e chitarristi quali Steve Ray Vaughan, Gary Moore questo disco in acustica è stato davvero una piacevole sorpresa.

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100 Dischi di Blues: The Sky is Crying. – Steve Ray Vaughan.

Ultimo studio album dei Steve Ray Vaughan uscito postumo la morte del chitarrista di Austin, l’album prodotto dal fratello Jimmie contiene dieci tracce inedite tra cui varie cover di Willie Dixon, Howlin’ Wolf, Elmore James e Jimi Hendrix.

In questi trentotto minuti possiamo deliziarci l’orecchi con “Boot Hill”, la cover di “the Sky is Crying”, la bellissima esecuzione di “little Wing” e i tributi al Clhicago Blues nelle canzoni di “May I Have a Talk with You” (Howlin’ Wolf) e “Close to You” (Willie Dixon), ma anche “Life by the Drop” scritta da Doyle Bramhall  il batterista presente anche in “Family Style” e scomparso all’età di 51 anni a causa di un’attacco cardiaco,e che viene eseguita sulla chitarra acustica a 12 corde……… anche il resto delle canzoni sono interessanti..sarò noioso ma tutto quello che suona Steve a me faceva impazzire.

Ennesimo album di Vaughan che mi ha accompagnato ad avvicinarmi al Blue/Blues Rock, uno di quegli artisti che purtroppo  nella vita con dispiacere non potrò mai ascoltare dal vivo..

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Blues: An Illustrated History. – Zeb Jones.

Questo libro di 127 pagine scritto da Zeb Jones, di cui non sono riuscito ad ottenere informazioni, esce nel dicembre del 2004 per l’editore americano Caxton.

Il libro che viene accompagnato da un cd è l’ennesimo viaggio fotografico nel Blues, partendo dall’origini africane alla deportazioni nell’America schiavista,  dalle migrazioni in  cerca di lavoro dal Mississipi verso il Nord America, al Blues di Chicago fino ad arrivare alla nascita del Rock and Roll e al revival inglese del Blues negli anni 60.

Il libro acquistabile usato su Ebay o Amazon senza spendere enormi cifre contiene anche una quarantina di mini biografie di artisti significativi del genere Blues nomi quali W C Hardy, Robert Johnson, Bessie Smith, Ray Charles , Jimmy Hendrix e Keith Richards, la mia copia penso sarà spedita domani..l’unica pecca del libro forse è il formato che dovrebbe poco più grande di un A4….

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Blues Traveling: The Holy Sites of Delta Blues. – Steve Cheseborough.

Steve Cheseborough è un’artista  blues a 360 gradi… musicista, docente, guida turistica, e scrittore. I suoi articoli sono apparsi sulle riviste Acoustic Guitar, Living Blues, Delta Magazine, e Mississippi.

Il libro uscito originariamente nel 2001 e arrivato alla terza ristampa nel 2009 non è più ne meno quello che il titolo indica, un viaggio nelle terre del Blues nei posti sacri, o forse sacrilegi visto che etichettiamo il Blues come la musica del Diavolo, ovvero i luoghi del Delta dove il Blues è nato, formato ed evoluto in tutte le sue varie forme.

L’album ha la classica impronta della guida per turisti, con indicazioni dei luoghi dove i  bluesman hanno vissuto quali  Clarksdale, Greenwood, Helena, Rolling Fork, Jackson, Natcheze emoltissime altre località sono indicati tra cui i juke joints,le chiese, i luoghi di nascita il tutto corredato dalle foto e dalle mappe dei posti da visitare.

Penso che un viaggio attraverso le terre del Mississippi e del Blues sia una sorta di  pellegrinaggio che ogni amante della musica dovrebbe fare almeno una volta nella vita, soldi e lavoro permettendo ….  per visitare i luoghi di nascita e tombe dei grandi Bluesman, i posti che hanno contribuito alla nascita della musica da cui prenderà spunto il Rock nelle sue varie forme fino ad arrivare al Metal…perché come ricordava Willie Dixon:

“blues is the roots everything else is the fruits” ….

blues guide

 

Viaggio nel blues Aspetti sociali, biografici, stilistici. Roberto Ponziano.

La mia ricerca di libri sulla musica Blues questa volta è arrivata a questo libro di Roberto Ponziano uscito per Il Centro Editoriale e Librario dell’Università della Calabria uscito nel 2003, sfortunatamente non sono riuscito a trovare indicazione sull’Autore e per adesso mi limito a segnalare il libro.

Penso che il  titolo sia esplicativo di suo, come altri del genere sarà un saggio su tutti gli aspetti del Blues, se qualcuno di voi ha avuto modo di leggerlo e vorrebbe condividere qualcosa è sempre bene accetto.

ponziano

Calvin “Fuzz” Jones.

Nasce in una fattoria a Greenwood Mississippi il 9 giugno del 1926, impara a suonare il violino e negli anni passerà a suonare il basso acustico per arrivare a quello elettrico che diverrà il suo strumento principale.
A Chicago nel 1970 arriva a suonare con la band di Muddy Waters fino al suo scioglimento per poi formare con i residui membri la Legendary Blues Band di Chicago con cui suonerà dal 1980 fino al 1993 registrando sette album per label come la Rounder e la Ichiban.
Dopo la rottura della Legendary Blues Band di Chicago si unisce ai Mississippi Heat dove nel 1993 sarà presente nell’album “Straight from the Heart”.
Morirà a Senatobia nel suo Mississippi nel 2010 a seguito di complicazioni dovute al cancro ai polmoni.

Ascolti consigliati:

Muddy Waters: Unk In The Funk.
Etichetta: Chess Records.
Uscita: 1972.

Muddy “Mississippi” Waters – Live.
Etichetta: Blu Sky Records.
Uscita: 1977.

Muddy Waters: King Bee.
Etichetta: Blu Sky Records.
Uscita: 1981.

The Legendary Blues Band: Life of Ease.
Etichetta: Rounder Records.
Uscita: 1981.

The Legendary Blues Band: Red Hot ‘n’ Blue.
Etichetta: Rounder Records.
Uscita: 198.

The Legendary Blues Band: Prime Time Blues.
Etichetta:
Uscita: 1981.

The Legendary Blues Band: Money Talks.
Etichetta: Wild Dog Blues.
Uscita: 1981.

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Il cameo di Calvin Fuzz Jones nel film dei Blues Borthers insieme a Hooker in Maxwell Street Player.

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When I Left Home: My Story. Buddy Guy

Secondo Eric Clapton, John Mayer, e il compianto Stevie Ray Vaughn, Buddy Guy è il più grande chitarrista blues di tutti i tempi. Ha avuto un’enorme influenza su  musicisti  come Jimi Hendrix, Jimmy Page e Jeff Beck, oggi rappresenta  l’incarnazione vivente del blues di Chicago.

Arrivo dalla Louisiana a Chicago, alla Chess Record ebbe come mentore Willie Dixon, fu session man per Muddy Waters e Howing Wolf, negli anni 60 fonderà una band con Junior Wells dando inizio alla sua leggenda.

Leggendo il libro sono sicuro che imparerò di più.. 🙂

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Cadillac Records: Muddy Waters e la Chess Records.

Il regista Darnell Martin riesce a mettere su pellicola un ventennio di musica, raccontando nel suo film la nascita, l’ascesa e il declino della Chess Records la famosa casa discografica di Chicago creata dai fratelli Leonard e Phil Chess e specializzata nel produrre come musica blues.Nel film Phil viene omesso, tutto è incentrato nella storia di due uomini principalmente Leonard Chess,polacco e ambizioso imprenditore che si impegnerà per risollevare la propria origine cercando un avvenire con la produzione della musica blues, e Muddy Waters il più grande esponente a mio avviso di questo periodo che lascia il suo lavoro da mezzadro dopo essersi “sentito per la prima volta”, questa affermazione non la spiegherò ..guardate il film ..merita

Il film ha un gran cast,  alla sua maniera raccontato attraverso le parole di Willie Dixon avremo: un cameo di Alan Lomax e Waters,  l’incontro tra Chess e Waters, il formarsi del duo Little Walter e Muddy, l’entrata in scena di  Dixon e Howling Wolf e la sua rivalità con Waters, l’ascesa di Etta James , Chuck Berry e la nascita del rock, la presenza di un gruppo di ragazzi inglesi chiamati Rolling Stones, le cadillac quasi un simbolo dell’epoca il tutto per rendere piacevole quelle quasi due ore di un film dedicato al blues.

Il film mi piace ma ci sono aspetti che potevano essere curati meglio, Howling Wolf  fa comparsa marginale, certo la mia è un opinione di parte..ma del resto è il mio blog e ci scrivo quello che ritengo giusto, questo film l’adoro ho anche il cd della colonna sonora e probabilmente dopo questo post lo rivedrò per l’ennesima volta e sempre con piacere.

In conclusione un film sul blues, sulla Chess Records, su Muddy Waters e il Chicago Blues e  molto altro per ogni amante del blues.

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Spoonful – Howling Wolf Bass Cover.

Spoonful è stato scritta da Willie Dixon e registrata e pubblicata da Howling Wolf per la Chess Records nel 1960, è una delle hit di maggior successo di Dixon e dello stesso Wolf, reinterpretata negli anni da vari artisti quali Etta James e successivamente dai Cream.

Su internet ho trovato alcuni video di persone che eseguono questa cover, io preferisco le tablature presenti nel metodo della Hal Leonard Blues Play-Along volume 7 dedicato a Howling Wolf.

Spoonful Howling Wolf bass cover.

Spoonful Howling Wolf bass cover 2.

Tabs per basso.

Spoonful Cream Live.