Bob Brunning.

Nato il 29 Giugno del 1943 è stato un musicista, insegnante di musica ma anche scrittore inglese, è stato il primo bassista del gruppo rock The Fleetwood Mac.

Inizia a suonare il basso da giovane a Bournemouth on the UK’s South Coast, suona con diverse band locali, nel 1964 si sposta a Londra dove studia per diventare insegnate, qui si unisce ai Fives Company la band del College con cui incide tre singoli per la Pye Records.

Nel 1967 Peter Green lascia i Bluesbreakers per formare i Fleetwood Mac, per al sezione ritmica aveva pensato al batterista Fleetwood Mick e al bassista John McVie che però non uscì dalla band di Mahall perché aveva con questa dell’entrate regolari, Bob Brunning fu preso allora temporaneamente nel tentativo che McVie cambiasse idea, cosa che successe poco settimane dopo che Mayall prese una direzione decisamente più jazz ne suo suono convivendo il bassista a lasciare la band.

Brunning lasciò la band s si unì ai Savoy Brown prima  di intraprendete la sua carriera trentennale carriere di insegnate, non abbandono mai la musica visto che suonò nei suoni Brunning Sunflower Blues Band, nei Tramp con l’amico Mick Fleetwood, successivamente formò la DeLuxe Blues Band nel 1980 che ha continuato a suonare e per 21 anni.

Ha  suonato con i seguenti artisti.B. Hutto, Johnny Mars, Eddie Burns, Jimmy Dawkins, Lightnin’ Slim, Whisperin’ Smith, Homesick James, Snooky Prior, Eddie Taylor, John Wrencher, Erwin Heffer, Dr. Ross, Errol Dixon, Jimmy Rodgers, Dave Peabody, Otis Grand, Paul Lamb, Chuck Berry, Memphis Slim, Jimmy Witherspoon, Eddie Clearwater, Georgie Fame, Charley Musselwhite.

Come autore sui Fleetwood Mac ha scritto questi tre libri “Behind The Masks” (1990), Fleetwood Mac: The First 30 Years (1998),  The Fleetwood Mac Story: Rumours and Lies (2003), morirà per attacco cardiaco a  Colliers Wood il 18 Ottobre del 2011.

Kind of blue. New York, 1959. Storia e fortuna del capolavoro di Miles Davis. – Ashley Kahn.

Ashley Kahn è uno storico americano di musica, giornalista e produttore, professore di visita all’Università di New York (NYU),  ha svolto numerosi ruoli nel settore musicale, tra cui il deejay, produttore di video, scrittore freelance, road manager, produttore di concerti e editor di musica televisiva (per VH1), i suoi contributi come giornalista sono apparsi in giornali e riviste quali il New York Times, Down Beat, Jazz Times, Rolling Stone, Mojo e New Statesman nel Regno Unito e GQ in Giappone.

Autore anche di “A love supreme. Storia del capolavoro di John Coltrane” dedicato al capolavoro di Coltrane e coautore dell’autobiografia di Carlos Santana, per l’editore Il Saggiatore è autore di questo libro dedicato alla creazione di una vera pietra miliare della musica jazz, non sono un grande fan del jazz anzi quasi il contrario tra Blues, Soul e R&B è forse lo stile che preferisco di meno nella Black Music, ma prima di tutto sono un’appassionato di Musica e un capolavoro non si può negare indipendentemente da chi lo scrive o dello stile musicale a cui appartiene.

Questo libro parla proprio di quel capolavoro nato nel lontano 1959 negli studi della Columbia Records dove Davis e il suo sestetto tra cui ricordo lo stesso Coltrane e ovviamente Paul Chambers al contrabbasso diedero vita forse al primo disco di modal jazz, l’autore nel libro racconta il processo di creazione di quel capolavoro attraverso uno studio accurato che comprende l’ascolto e l’interviste ai personaggi dell’epoca, il libro dovrebbe era già uscito sempre per il Saggiatore nel 2007.

Il libro di 292 pagine  ovviamente è acquistabile in tutte l librerie anche online, da quel poco che ho letto su google books mi è piaciuto e penso di programmarne l’acquisto una volta finito Soul City sul Porretta Festival che sto ancora aspettando, mi interessano molto i libri che parlano della nascita di un disco sono tra i più interessanti e poi può essere interessante spostare ogni tanto il centro dal Blues al Jazz anche se come ripeto caratterialmente è un genere che non mi si addice.

Uno come me che è cresciuto con il rock e il metal certamente immerso nei vari stili jazzistici si trova leggermente spaesato, capisco benissimo ed ammiro in quanto strimpello (molto male) uno strumento anche io la difficoltà, la conoscenza e l’abilità di poter suonare quel genere di musica, vuoi che sia bepop, hard pop, modal jazz o nel peggior dei casi free jazz, ma la musica fornisce emozioni e io mi diverto di più ascoltando il Blues, nonostante questo come amo ripetere sempre nulla toglie ad un’album di essere un capolavoro e con Kind of Blue mi piace e lo considerò davvero un disco da sentire in loop senza mai stancarsi perciò sarò felice di scoprirne di più sulla sua nascita attraverso le pagine di questo libro.

 

The Real Book of Blues: un songbook tutto Blues.

L’altro giorno cercando i Internet avevo trovato “The Little Black Book of Blues” ed ero praticamente entusiasto, 88 canzoni blues con trascrizioni per chitarra, basso ovviamente niente… che vuoi… ti danno gli accordi tu suoni le toniche e senza far troppo rumore e magari vedi di non rompere troppo.

Oggi girovagando sul web ho trovato questo titolo quasi per caso in un post in un blog inglese di cui  ho perso il link..The Real Book of Blues pubblicato dalla Music Sales Ltd nel 1999 dove praticamente ci sono 300 canzoni blues da suonare, se ero felice per 88 per 300 canzoni come starò..ho un sorriso che va da parte a parte come un’idiota stampato sulla bocca :).

Visto che quando sorrido sembro un pazzo da rinchiudere, ho deciso di godermi con un determinato contegno questo songbook da favola che consiglio ad ogni bluesman di comprare, detto fatto ebay o amazon ed ecco che il viene venduto il libri per la modica cifra di 4 euro in pdf scaricabile dopo l’acquisto.

Io  consiglio l’acquisto del songbook ma tanto saranno parole perse visto che appeno ho scritto pdf,  sicuro come che domani sorge il sole, tanti lo cercheranno su torrent e affini.. io che con il computer non sono altrettanto bravo e che odio i download illegali ho acquistato il libro.

Faranno mai un libro di 500 canzoni blues…spero tanto…

real blues