Soul Bass: La Musica Soul e i suoi bassisti.

Dopo Blues Bass, che devo dire ci ho preso gusto e allora perché non continuare…ed è ecco Soul Bass.

Sinossi del libro

Una breve introduzione alla Musica Soul qui rappresentata dalla storia delle più significative case discografiche di quel periodo, prime fra tutte  la Motown di Detroit e la Stax Records di Memphis, che hanno portato i nomi di Otis Redding, Aretha Franklin, Wilson Pickett, James Brown, Ray Charles, Sam Cooke, Stevie Wonder e moltissimi altri nei negozi e nelle case di tutto il mondo. Vengono brevemente descritte le vicissitudini della lotta per il conseguimento dei Diritti Civili da parte degli Afroamericani, tutte affiancate e supportate dalle canzoni degli artisti di questo stile musicale, canzoni quali “A Change is Gonna Come” di Sam Cook, “I am Black and Proud” di James Brown, “People Get Ready” di Curtis Mayfield e i suoi The Impressions, ma soprattutto l’inno Gospel “We Shall Overcame” divenuto il simbolo del manifesto per la libertà per gli Afroamericani. Scritto da un bassista amatoriale appassionato di Blues e Musica Nera, che vuole accennare quel periodo essenziale per l’affermazione dei diritti umanitari degli afroamericani, omaggiando la vita dei principali bassisti che con il loro stile hanno accompagnato in studio e sui palchi dei loro concerti la vita artistica dei più grandi artisti Soul.

Soul Bass

 

Blues Legacies and Black Feminism: Gertrude Ma Rainey, Bessie Smith, and Billie Holiday . – Angela Y. Davis.

Un’altro libro che parla di Blues attraverso i nomi di tre donne che l’hanno interpretato Ma Rainey, Bessie Smith, e Billie Holiday scritto da un’altra donna di carattere quale Angela Yvonne Davis.

Nata il 26 gennaio 1944 a Birmingham in Alabama  autrice di vari libri è stata negli anni ’60 lavorando nel  Partito comunista USA, di cui è stata membro fino al 1991, ed è stata membro anche se brevemente delle Pantere Nere durante il Movimento per i diritti civili. 

È una professoressa emerita all’Università della California, a Santa Cruz, è stata direttore del dipartimento di studi femministi dell’università, I suoi interessi di ricerca sono il femminismo, gli studi afro-americani, la teoria critica, il marxismo, la musica popolare, la coscienza sociale, la filosofia e la storia delle pene e delle prigioni.

Il femminismo e la politica sull’abolizione delle prigioni sono temi presenti nei suoi libri tra cui  “Women, Race”, “Class and Are Prisons Obsolete” ma anche nel suo  documentario “Free Angela and All Political Prisoner”,  anche questo libro uscito di 400 pagine uscito per l’editore Vintage Publish nel 1999 fornisce i contesti storici, sociali e politici con cui reinterpretare i testi di Gertrude “Ma” Rainey, Bessie Smith e Billie Holiday.

A detta dell’autrice i lavori di Rainey, Smith e Holiday sono stati in gran parte fraintesi dai critici, il libro contiene le trascrizioni di tutti i testi di Rainey e Smith, pubblicati qui nella loro interezza per la prima volta, la Davis vuole dimostrare come le radici del Blues vadano oltre il concetto della mera tradizione musicale afroamericana ma siano anche strumento identificativo della stessa memoria sociale americana raccontato attraverso le vicissitudini passate dalla popolazione Nera negli USA.

Il libro è  anche un’omaggio tutto al femminile che rilegge la vita di queste tre Signore della Musica Nera, ma che sempre al Blues riporta ….perché in fondo è la base di tutto.

Motown. Il sound della giovane America. Adam White.

Adam White, nato a Bristol in Inghilterra amante della Musica Soul sin dai tempi in cui suonava la batteria per la band chiamata Atlantic Rollers al Bamboo Club, da ragazzo lavoro presso un negozio di dischi per il quale gestisce una lista gli ordini via posta per i clienti che voglio acquistare i dischi della Motown.

Lavora poi come freelance per le riviste New Musical Express e Melody Maker, ma  nel 1978 si sposta a New York per unirsi a Billboard per ricoprire il suolo di caporedattore e redattore capo.

Nel 1983, ha scritto The Motown Story: The First Twenty-Five Years, una retrospettiva sugli album più identificativi della label,  questo libro riceverà una nomina per i  Grammy, la storia viene affiancata da personaggi Smokey Robinson e Lionel Richie, tra i molti artisti, autori di canzoni, musicisti che Adam ha intervistato vi sono Al Bell, Ahmet Ertegun, Marvin Gaye, Berry Gordy, Andre Harrell, Olanda / Dozier / Olanda, Michael Jackson, Jay Lasker, Arif Mardin, Curtis Mayfield, Lionel Richie, Smokey Robinson, Nile Rodgers, Diana Ross, Henry Stone, Earl Van Dyke, Jerry Wexler, Maurice White e Stevie Wonder.

Le sue pubblicazioni appaiono su riviste quali Rolling Stone, The New York Post, Black Echoes, Radio & Records, The Independent and The Times,  e tra i suoi lavori riguardo alla Musica Nera possiamo citare il suo  The Billboard Book Of Number One Rhythm & Blues scritto insieme al giornalista Fred Bronson.

Questo suo Motown. Il sound della giovane America scritto con Barney Ales ex vicepresidente della Motown, è un viaggio scritto e illustrato nell’epopa muiscale che la mitica casa di Detroit riuscì a creare durante gli anni 60/70/80 portando sul mercato nomi quali The Temptantions, Jackson 5, Stevie Wonder, Marvin Gaye, Diana Ross e tantissimi altri.

Queste 400 pagine con copertina rigida pubblicate dall’editore Ippocampo, attraverso anche  il materiale fotografico ci porterà alla scoperta dei meccanismi che regolavano la vita della più grande label gestita da un  afroamericano, Berry Gordy, mai esistita dove un team di bianchi e neri lavoravano a stretto contatto day by day per fornire tutto il Soul che l’America e il mondo avesse bisogno di ascoltare.

Un’altro libro da aggiungere alla collezione dei libri sul Soul e sulla Musica Nera, per scoprire oppure approfondire tutto quello che c’è da sapere sul Soul dell Motown di Detroit e sugli artisti e le persone che l’hanno resa grande.

Bob Babbitt.

Robert Kreinar, in arte Bob Babbitt è stato un bassista noto per la sua partecipazione nelle file dei The Funk Brothers la session band dell’etichetta Motown di Detroit, e anche della Mother Father Sister Brother la session Band della Philadelphia International Records.

Nasce il 23 Novembre del 1937 a Pittsburgh, Pennsylvania da genitori ungheresi, viene educato allo studio del contrabbasso in giovane età, ma all’età di 15 anni si appassiona della musica R&B e inizia suonare nei vari locali  della città, due anni dopo contratterà l’acquisto del suo primo basso un jazz del 1960  con il suo contrabbasso.

Date le scarse opportunità lavorative a Pittsburgh, nel 1961  si sposta a Detroit dove inizia ad esibirsi nei vari locali e nel contempo entra a far parte della band dei Royaltones, che diverrà la band del chitarrista Del Shannon sia in studio che in Tour.

Durante questi anni la fama di Babbit cresce e viene notato da Ed Wingate il produttore dei Golden World Studios, in questo periodo viene a contatto con molti artist della Motown tra cui James Jamerson , ma anche i tastierista Joe Hunter e Johnny Griffith, il chitarrista Eddie Willis, e il batterista Benny Benjamin, la fama di Bob cresce e in città inizia a girare la voce che oltre a Jamerson ci sia un bianco che ha un groove eccezionale.

Essere parte dello staff di Hitsville era il sogno di ogni musicista di Detroit e Babbitt non faceva eccezione, aveva tentato di entrare nella Motown nel 1965, facendo audizioni per la Supremes road band, ma ne fu tagliato fuori da Ed Wingate, due anni dopo  una seconda opportunità si presentò quando il fondatore della Motown, Berry Gordy, cercò di eliminare tutte le competizioni a Detroit comprando il Golden World.

La presenza di Bob nella Motown veniva occultata dalla figura di James Jamerson, il genio problematico con tutti i suoi problemi di alcolismo, come affermerà Bob era un tipo problematico se avevi a che fare con lui prima o poi era solito incombere in qualche lite anche sul posto di lavoro, non era una persona che portava rancori ma aveva la classica sregolatezza dei geni.

Durant gli anni Bob fatica ma riesce ad essere accettato da tutti i The Funk Brothers diventando parte di questa famiglia musicale, rimarrà legato a Jamerson da una sincera amicizia  e insieme a lui parteciperà a molte sessioni tra cui il capolavoro del 1971 di Marvin Gaye “What’ s going on” suonando in “Mercy, Mercy Me”, “Right On”, “Wholly Holy” and “Inner City Blues”.

Gli anni dal 1970 a 1972 sono un periodo di transizione per l’etichetta di Berry Gordy, e Bob prende in considerazione di spostarsi sulla costa est dietro consiglio del produttore Arif Martin, arriverà a New York nel 1973 insieme ad un’altro artista della Motown il batterista Andrew Smith e i due divengono in poco tempo noti alla scena musicale locale.

New York segnerà una svolta nello stile di Bob, nella Motown ogni volta gli veniva richiesto di replicare lo stile di Chuck Rainey o James Jamerson, qui i produttori espressamente scrivevano la linea di basso oppure davano la possibilità a Babbitt di improvvisare durante il pezzo, il suono stesso richiesto dai produttori aveva un tono più aggressivo rispetto ai toni soft di Detroit.

Bob acquista un precision che si adattava meglio al suono richiesto dai produttori, inizia a provare vari pedali e ad imparare stili diversi in quanto entra in contatto anche con lo stile rock di band del momento quali Who e Aereosmith, dal punto stilistico New York rappresenta forse un salto di qualità che amplia il grande background r&b che era la base dello stile di Bob portandolo a suonare insieme ad artisti quali  Frank Sinatra, Barry Manilow, Gloria Gaynor, Robert Palmer, Alice Cooper e ad incidere forse il suo più grane successo “Midnight Train to Georgia”  con i Gladys Knight & the Pips.

Mentre la metà degli anni ’80 si avvicinava inizia il declino dell’era d’oro del bassista dello studio, mentre altri sono artisti di studio svanivano nei vari ingaggi  nelle date dei tour oppure nell’insegnamento dei club. Babbitt com altri veterani dello studio, scelse di dirigersi verso quello che è diventato l’ultimo rifugio sicuro della vera registrazione dei bassi: Nashville.

Nuova città e nuove esperienze per Bob che non era sconosciuto alla città, aveva già registrato per artisti quali Tracy Nelson e Ahmet Ertegun, non essendo un bassista country Babbitt si adatta allo stile della città registrando vari demo con artisti quali  Louise Mandrell, Carlene Carter, e altri artisti country, ma anche registrando per il mercato della musica Gospel.

Un bassista versatile che in ogni città in cui ha suonato ha saputo adattarsi allo stile musicale e alle richieste che il mercato esigeva, rimarrà noto però per il suo periodo di permanenza nei Funk Brothers della Motown, morirà di cancro al cervello il 16 luglio del 2012 a Nashville.

Bob Babbitt in Ed Rode’s studio.

 

 

 

 

Ray Charles – il genio senza tempo. – Antonio Bacciocchi.

Nato ad Albany in Georgia il 23 Settembre del 1930, divenne non vedente a solo cinque anni per una causa ancora oggi tutta ipotizzata ma mai accertata, dopo il suo handicap deve sopportare la perdita del fratello minore George e  dei suoi genitori.

Il genio della musica, il pianista che ha regalato al mondo canzoni quali Georgia on My Mind, Hit the Road Jack e Unchain My Heart, This Little Girl of Mine, Lonely Avenue, Mary Ann, Drown in My Own Tears e The Night Time (Is the Right Time), vine raccontato nel libro numero 9 della serie Soulbooks dell’Editore Vololibero da Antonio Bacciocchi.

Classe 1961 nato a Piacenza Tony Face, suo pseudonimo artistico, è il batterista dei Tony Face Big Roll Band che prendono ovviamente il nome dal suo nickname, produttore discografico fondatore della Face Records etichetta indipendente, giornalista e scrittore musicale che sempre con il volo libero ha già pubblicato questi altri titoli Rock’n Sport, Gli Scott-Heron, Paul Weller: l’uomo cangiante, e Statuto/30, ma anche organizzatori di eventi ci racconta la vita del genio nel solito formato delle 128 pagine che formano questa collana fantastica.

I problemi con l’eroina, i successi, le grandi partecipazioni con artisti internazionali tra cui anche i nostri Zucchero e Toto Cutugno nella performance di Sanremo nel 1990, la sua mitica apparizione nel film dei Blues Brothers, nei Talk show americani tra i quali The Saturday Night Live del 1977 e dodici figli sette moglie diverse, una vita correlata di successi dovuti ad un talento immenso, un ‘altro bel libro dedicato ad uno degli artisti simbolo del Soul ma non solo.

Buona Lettura.

Little Whitt & Big Bo – Moody Swamp Blues.

In questa era dove è possibile scaricare illegalmente quasi qualsiasi software o album dal web, più che mai ritrovo ancora più importanti le mostre del disco perché mi rendo conto che chi veramente ama la musica e’ disposto a pagare, collezionare le opere dei suoi idoli e poi perché certi album come così per le persone la vita te le presenta davanti.

E’ stato così con quest’album di Little Whitt all’anagrafe Jolly Wells classe 1931 e Big Bo alias Bo McGee classe 1928, due figure storiche della scena Blues dell’Alabama che dopo quasi oltre 4 decenni passati a fare lavori quali ad esempio gli l’autisti e rifiutando di lavorare per nomi importanti della scena Blues, decidono nel 1995 in breve di far uscire questo disco Moody Swamp Blues nel 1995, disco che li porterà anche ad un tour di 50 concerti tra Scozia, Lussemburgo, Germania, Belgio e Inghilterra.

Nel 2002 la vita e ovviamente la carriera di Big Bo viene tragicamente uccisa dal figliastro nel 2002 poco dopo aver vinto il riconoscimento dell’Alabama Folk Heritage, quest’album mi è veramente piaciuto uno di quei tanti dischi acquistati alle mostre del disco che ti spingerebbero a comprarne altri non appena hai finito di ascoltarlo.

Gran Bel disco e contentissimo di averlo comprato.

 

Chuck Rainey.

Nasce a Cleveland, Ohio,  nella città di Youngstown il 17 Giugno del 1940, si avvicina alla musica muovendo i primi passi come trombettista classico, successivamente imparò a suonare la chitarra, per poi passare al basso per i suoi limiti nell’improvvisazione dovuti alla sua formazione di tipo classico.

Nel 1962 si trasferì a New York dove cominciò la sua a carriera come turnista che lo portò a lavorare con alcuni dei nomi più importanti della scena nord-americana, tra cui ricordare King Curtis, Sam Cooke, Etta James, The original Coasters, Jackie Wilson, Harry Bellefonte, Al Kooper, The Supremes, Labelle, Aretha Franklin, Roberta Flac e Quincy Jones, per il quale nel 1972 dopo essersi trasferito a Los Angeles entra a lavorare come turnista.

La sua carriera è stata costellata da miriadi di partecipazioni televisive, collaborazioni con il mondo del cinema tanto da contare più di mille  ore di registrazione in studio,autore  insieme al batterista John Anthony Martinez del libro “The Tune of Success: Unmask Your Genius” di 193 pagine uscito per la Black Card Books nel maggio del 2017, una guida  per come muoversi  nel settore della musica professionista per trovare la propria strada come professionista del settore.

Un bassista considerato non un’estremo virtuoso dello strumento, ma con delle linee semplici e caratteristiche che lo hanno portato a collaborare con i più grandi della soul music così come della r&, una figura ideale del ruolo ricoperto dal  bassista in una band.

 

Thomas Clark Cogbill.

Nasce a Johnson Groove in Tennessee l’8 Aprile del 1932, chitarrista, bassista e produttore nel settore dell R&B, della Soul Music ma anche del Country.

Era una session man  molto ricercato e apparve su molte registrazioni in studio di vari classici degli anni ’60 e ’70, specialmente quelle registrate a Nashville, Memphis e Muscle Shoals, verso la fine degli anni Sessanta e nei primi anni ’70, Cogbill lavorò come produttore di dischi  per l’American Sound Studio  situato al 827 Thomas Street di Menphis, posto nel quale registrarono pezzi da novanta quali Elvis Presley, Merrilee Rush, Aretha Franklin, Neil Diamond, Dusty Springfield, B. J. Thomas, Petula Clark, Joe Tex, Roy Hamilton, come parte anche della sessione ritmica chiamata Menphis Boys.

La linea di basso più famosa è quella della canzone “Son of a Preacher Man” per Dusty Springfield uscita nel 1969, forse insieme a quella di “Memphis Soul Stew” il singolo di King ‘s Curtis, la sua carriera interrotta alla sola età di 50 anni a cause di un’infarto il 7 Dicembre del 1972 è stata correlata partecipazioni con molti artisti sia della black music che del country.

James Brown – Nero e fiero. Eddy Cilia.

The King of Soul, e come c’è scritto sul sito dell’editore Volo Libero nella pagina di descrizione del libro James Brown fu veramente il primo Black President degli USA, l’uomo che con il suo talento e carisma ha conosciuto e ottenuto di tutto, passando dalla povertà alla ricchezza, dalla galera alla gloria nell’innato stile che non poteva essere che unico in un personaggio così eclettico come James Brown.

The Godfather of Soul, forse il suo soprannome più conosciuto, naque a Barnwell vicino Atlanta nel 1933, inserito al settimo posto tra i migliori artisti del mondo dalla rivista Rolling Stone, nella mia piccola opinione è stato per il Soul e il Funk quello che Miles Davis è stato per il Jazz e in questa equazione di talenti le mie preferenze mi spostano verso l’unico Mr Dynamite.

Impegnatissimo nel sociale come moltissimi artisti di colore, era attivo per la difesa e tutela dei diritti degli afroamericani d’America, se date un’occhiata al titolo vedrete per chi lo conosce che Nero e Fiero sono due parole prese dal titolo della sua canzone  Say It Loud – I’m Black and I’m Proud,  che insieme a America Is My Home saranno due canzoni di protesta sociale ma anche come una forma di omaggio agli USA dove a sua detta l’unico posto dove un lustrascarpe può arrivare a stringere la mano al Presidente.

Un artista che vanta il maggior numero di singoli entrati nella Billbaord 100 secondo solo ad Presley, il presunto inventore del funk, artista che inspiro la carriera artistica di Michael Jackson e nello stesso tempo fomentava la sua rivalità con un’altro artista ovvero Prince, personaggio inarrestabile dello show business nonostante la malattia non perdeva mai l’occasione di suonare e fu così fino alla fine dei suoi giorni.

Padre di cinque figli e marito di tre mogli, dalle cui relazioni sembrò uscire però il lato oscuro della violenza domestica nella vita di James Brown che lo porto ad essere arrestato svariate volte forse dovute dalla dipendenza sviluppata per la polvere d’Angelo, nonché la vita di Brown fu costellata solo di questi episodi ebbe svariati problemi con la legge dall’età di sedici anni, sconto tre anni di galera per detenzione illecita di armi, inseguimento da parte della polizia, aggressioni a pubblico ufficiale, ma non è strano pensare che Brown fosse anche questo, il lato oscuro come mi piace dire da buon fan di Star Wars è presente in ognuno di noi e non poteva che non essere così intenso in uno come James Brown.

L’autore del libro Eddy Cilia lo conosco già e ho parlato di lui su quest’altro articolo, perciò cliccate qui se volete sapere informazioni ulteriori sull’autore e sulle sue altre pubblicazioni, il libro il volume numero 8 della serie Soul Books ovvero le classiche 128 pagine dedicate ad un’altro grande artista della Black Music disponibili in tutte le librerie o gli online store.

Sam Cook – sono nato vicino al fiume. Alex Righi

Uno dei sette figli del reverendo Charles Cook e di sua moglie Annie Mae nasce a Clarksdale nel 1931, cantante, compositore, produttore e discografico ritenuto da tutti il fondatore della Musica Soul quando ancora questa definizione non esisteva.

Sam Cooke forte attivista nella lotta ai diritti degli Afroamericani negli States, forse  il primo artista nero a dirigere personalmente il proprio business, le attività di produttore e discografico nascono come integrazione alla carriera di cantante, la stessa carriera che gli vedrà piazzare quasi 30 singoli di successo nelle classifiche americane con pezzi quali You Send Me, Chain Gang, Wonderful World, Bring It On Home to Me e A Change Is Gonna Come quest’ultima uscita postma alla sua morte avvenuta a Los Angeles nel Dicembre del 1964 per mano della direttrice del Motel Hacienda Bertha Franklin, che ovviamente fu assolta dal processo definito omicidio giustificato, lei stessa successivamente perse il lavoro e fece causa alla famiglia di Cooke per danni morali, causa che però non vinse.

A change is gonna come è forse il primo vero pezzo di protesta della Black Music, Spike Lee l’utilizzerà come colonna sonora del film di Spike Lee “Malcom X”, come Otis Redding e la sua Sittin’ on The Dock of The Bay anche questo artista deve il suo maggior successo ad un pezzo postumo alla sua tragica morte.

Alex Righi nasce e vive attualmente a Roma presentatore musicale per molte radio pubbliche e private, ci racconta la storia di questo artista in un’altro libro  dell’editore Volo Libero  nel classico formato delle 120 pagine che compongono i libri della serie Soul Books, per l’esattezza  il numero sette nella successione delle uscite.

Potete provare a leggere in parte come sempre su Google Books come ho fatto io e decidere ovviamente prima se acquistare questo libro dedicato al creatore del genere Soul, perché è vero che James Brown sarà stato anche il padrino del Soul ma forse senza Sam Cooke non avremmo avuto niente di tutto quello.

Ten Years after – Cricklewood Green. (1970)

Uscito nell’Aprile del 1970 per la Deram e l Chrysalis, registrato nel 1969 presso gli Olimpus Studio di Londra e prodotto dallo stesso Alvin Lee l’album è noto per contenere uno delle loro hit “Love me like a man”.

Le canzoni sono scritte tutte da Alvin Lee pe un totale di quasi 40 minuti di Blues Rcok phychedelico, anceh questo discreto disco di questa band pioniera del British blues Rock.

Buon ascolto.

Ten Years After. – Stonedhenge. (1969)

Secondo Album dei Ten Years After è affermazione sul mercato del loro successo, l’album sempre pubblicato dalla Deram esce appunto nel 1969 anno di Woodstock, grazie a questo album che ebbe un discreto successo in Inghilterra che vennero prima invitati al Newport Jazz Festival.

L’album contiene le canzoni Hear me Calling primo singolo dell’album e I’m going Home che ebbe un discreto clamore nella loro esibizione di Woodstock, l’abum registrato  a  settmebre del 1968 sempre presso gli Studi Decca e prodotto questa volta dal solo Mike Vernon esce sul mercato nel febbraio del 1969, con du diverse copertine per il mercato inglese (quella con Stonededge) e quella per il mercato ngeli USA uguale poi alla ristampa deluxe del 2002.

La copertina del disco inglese.

David Gernstein – Jazz.

La musica come amo ripetere è l’arte che più di ogni altra mi appassiona e riempe i miei giorni, ma non è certamente l’unica come molti sono un’appassionato della lettura che spesso accompagno all’ascolto dei vari dischi, fra le altre adoro la pittura e giusto oggi ho scoperto vari artisti che hanno omaggiato la musica Blues/Jazz attraverso le loro opere.

Ho pensato di iniziare con questo artista di cui mi sono informato un pò dopo averlo conosciuto tramite Facebook, bene adesso oltre agli album fotografici posso dilettarmi ammirando vari dipinti anche se per ora sul pc, il primo artista con cui vorrei iniziare e David Gernstein che ho conosciuto tramite Facebook grazie a Tânia Maron.

David Gerstein, nato nel 1944 a Gerusalemme, ha studiato presso le più prestigiose scuole d’arte del mondo come: l’Accademia Bezalel di Gerusalemme, le Belle Arti di Parigi, l’Art Student League di New York e, infine, la famosa Scuola di St Martin Di arte a Londra, Pittore e scultore di grande talento, David Gerstein cerca di estendere i limiti della pittura nella struttura tridimensionale dei suoi famosi murales.

Queste sono l’immagini della sua galleria consultabile sul suo sito web, questi non sono dipinti ma sculture sul muro anche se dell’artista ho trovato alcuni dipinti relativi anche al Blues.

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Curtis Mayfield – Impressioni di Chicago. Carlo Bordone.

Il successo maggiore  di Curtis Mayfield viene associato all’album SuperFly colonna sonora dell’omonimo film del 1972 diretto da Gordon Parks Jr. e tipico esempio del cosiddetto genere della  Blaxploitation unione tra black (nero) ed exploitation (sfruttamento) che è stato un sottogenere di film a basso costo dai contenuti alquanto che nacque negli Stati Uniti nei primi anni settanta nei quali gli attori erano afroamericani così come i registi, e avevano inoltra la caratteristica di avere come colonne sonore appunto canzoni funk oppure soul.

Nato a Chicago, 3 giugno 1942  è stato un cantante, chitarrista e compositore statunitense e anche bassista tanto per ricordare, inizia la sua carriera nel 1958 negli Impressions che lascerà nel 1970 ma senza aver rilasciato insieme alla band pezzi quali For Your Precious Love e Gypsy Woman e sopratutto We’ re a winner che divenne l’inno segreto del grido di rivolta del potere nero in quegli anni.

Gordon Parks Jr. regista simbolo della Blaxploitation autore del film Shaft il Detective e del suo continuo Shaft colpisce ancora, si e per capirsi il film con Samuel Jackson è un remake del primo, lo utilizza per la colonna sonora del suo film permettendogli di rimanere nella storia della musica anche per questo fattore nonostante tutto l’album non ne  avesse bisogno perché rimase quattro settimane nella Billboard 2000 al primo posto, inquadrato poi nel genere scrisse altre due colonne sonore per il film “Claudine” cantata da Gladys Knight and the Pipes, e per “Sparkle” cantata dall’immensa Aretha Franklin.

Un carattere forte che amava la musica e che non si fermò neanche dopo la tragedia che lo paralizzo dalla vita in giù rendendolo completamente paralizzato, ma nonostante tutto continuò a voler cantare andando incontro ai terribili dolori che l’ accompngnavano nel farlo, neanche la successiva amputazione della gamba destra riuscì mai a fargli abbandonare la musica.

Questa è l’artista che troverete nelle pagine di questo sesto volume della Soulbooks scritto da Carlo Bordone, torinese laureato in filosofia e autore e traduttore di svariati libri e testi per l’ Arcana edizioni e l’editore Giunti, collaboratore di varie riviste quali il “Mucchio Selvaggio”, “Mucchio Extra”,  “Il Fatto Quotidiano” e “Rumore”, tutto questo nelle solite 140 pagine che formano i libri della collana delle editore Volo Libero.

A dire tutta la verità di questo artista ne conosco poco, a parte e il suo nome l’ ho sempre collegato unicamente alla colonna sonora del film le cui scene il mio neurone stupido sta facendo fatica a recuperare tranne per lo stereotipo tipico di quei film del venditore di droga di colore tutto rivestito di pelliccia anche d’ Agosto, questo libro può far luce su una persona che non era solo un musicista compositore ma come altre persone di colore ha lasciato un’impronta culturale ben definita tramite la sua arte all’affermazione della cultura e dei diritti delle persone di colore fino al giorno della sua morte avvenuta il 26 Dicembre del 1999 a Roswell in Georgia.

New Orleans: Rythim Soul Blues. – Vasti Jackson.

Andare ai concerti ti porta sempre nuovi ascolti, il Porretta Soul Festival più di tutti mi ha fatto conoscere Vasti Jackson, ho avuto modo di apprezzarlo già alle prove che ha fatto nel pomeriggio e devo dire che l’esibizione che ha eseguito al concerto la sera è stata quella che più di tutti mi ha divertito fra i vari artisti presenti.

Come abitudine via a scoprire qualcosa di più su quest’artista classe 1959 di McComb Mississipi, cantante,  produttore discografica e direttore artistico  chitarrista per nomi  Z.Z. Hill, Johnnie Taylor, Denise LaSalle, Little Milton, Bobby Bland, Katie Webster, vincitore del grammy Best traditional Blues Album con il disco “The Soul of Jimmie Rodgers”.

Il disco che mi è capitato tra le mani è il precedente New Orleans: Rythim, Soul, Blues uscito nel 2013 e contenete undici tracks di r&b, un’omaggio come scritto nelle note dell’album da parte dell’autore al sound di quella città che ha permeato la giovinezza di questo artista quando andava a trovare il nonno che da McComb si era spostato a New Orleans.

Bel disco che mi ha invogliato ad ascoltare ancora di più di questo artista che ha all’attivo dal suo disco d’esordio nel 1996 sei dischi come solista escludendo ovviamente le sue innumerevoli partecipazioni e produzioni per la quali vi riamando al sito ufficiale.

http://vastijackson.com/